“ISTITUZIONE DEL CANONE PATRIMONIALE UNICO DI CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE PER L’OCCUPAZIONE DI AREE E SPAZI APPARTENENTI AL DEMANIO O AL PATRIMONIO INDISPONIBILE E PER LA DIFFUSIONE DEI MESSAGGI PUBBLICITARI E AREE DESTINATE A MERCATO”.
Faccio una brevissima introduzione per spiegare il motivo per cui stiamo votando oggi il regolamento sul canone unico.
La legge di bilancio 2020 ha introdotto, l’anno scorso, il canone unico patrimoniale ed abrogato la TOSAP (tassa per l’occupazione del suolo pubblico), l’imposta sulla pubblicità e le pubbliche affissioni e la tassa rifiuti giornaliera (per es. per le occupazioni temporanee), nonché quella per le aree mercatali, etc.
Il canone unico entra in vigore tassativamente dal 01/01/2021. Per renderlo operativo è necessario approvare un regolamento e le relative tariffe.
Noi pensiamo che questa sia una scelta importante e delicata, e come per gli altri tributi che immaginiamo sappiate devono essere approvati, in quella che è la legislazione attualmente in vigore, entro la data fissata dal legislatore per il bilancio, ci attendiamo un atteggiamento trasparente. Auspichiamo che non ci siano sorprese dell’ultima ora anche perché, il canone unico così come tutte le tariffe comprese quelle della tari, imu e addizionale irpef, seppur approvate in corso d’anno vengono applicate dal 1° gennaio.
Si è scelto di approvare un regolamento transitorio e di non deliberare tariffe. Il che significa che per il momento valgono le precedenti tipologie di entrata tributaria (cioè TOSAP, IMPOSTA PUBBLICITA’ ICP e per le pubbliche affissioni) e, dopo che verrà regolamentato il canone e deliberate le tariffe, ci potrebbe essere un eventuale conguaglio.
Prendiamo atto del fatto che per il momento si è deciso di non decidere e di rimandare la scelta comunque imposta dal legislatore. Però ci domandiamo
- Avete già elaborato un’ipotesi di tariffe da applicare in base alle nuove tariffe indicate dalla normativa che è cambiata?
- Se è così, avete comunque pensato di tutelare le attività commerciali e comunque i cittadini? Nel senso ci potrebbero essere dei possibili aumenti di tariffa? Oppure siamo certi e sicuri che comunque riusciremo a contenere i potenziali aumenti che la nuova normativa del canone unico prospetta?
- Eventualmente potreste illustrarci qualcosa in merito?
Questo porterà probabilmente ad alcuni problemi gestionali, con la possibilità che qualcuno possa vedersi richiedere un conguaglio per i primi mesi dell’anno (calcolati con la vecchia disciplina), o che il comune debba restituire cifre perché il conguaglio è a favore dell’utenza. Per questo sarebbe auspicabile approvare regolamento e tariffe al più presto, alfine di limitare queste discrepanze e disagi sia per gli utenti, sia per gli uffici.
Sottolineiamo il fatto che, per motivi tecnici che gli uffici competenti vi hanno di sicuro segnalato, è forte il rischio che, nonostante la cifra totale magari possa essere tenuta più o meno uguale all’anno scorso, la contribuzione per i singoli utenti possa avere, invece, differenze sostanziali, aumentando per alcuni e diminuendo per altri.
Diciamo che anche su questo ci saremo aspettati un minimo di programmazione che evidentemente non esiste nemmeno per quest’importante capitolo quale è quello sull’imposizione tributaria che grava sui contribuenti, i quali hanno diritto di sapere “per tempo” quale è il carico fiscale che l’ente locale intende prevedere per l’anno in corso.
Facciamo un esempio pratico: pensiamo ai cittadini in questa situazione di incertezza anche economica che stiamo vivendo, magari, sulla base delle tasse degli anni precedenti, si quantifica più o meno quello che si dovrebbe spendere per le tasse di quest’anno, ma senza considerare l’entrata in vigore del CUP, gli scenari possibili possono essere due:
● Può essere che ci si ritrovi tra i fortunati il cui esborso sarà inferiore a quello che si era preventivato, (ma senza un’adeguata pianificazione delle tariffe sarà necessario anticipare la somma intera per poi aspettare che i soldi pagati in più vengano resi dal comune);
● oppure si può essere tra coloro che, meno fortunati, avevano previsto di pagare un tot e invece dovranno pagare di più, sballando così tutta la programmazione fino ad allora fatta.
Come dicevo prima, anche gli uffici subiranno ripercussioni a causa di questa scelta: piuttosto che occuparsi di cose più impellenti, come per esempio il bonus imprese, dovranno rimandare procedimenti importanti per la comunità!
Per cui, l’importanza dell’approvazione nei termini del bilancio non riguarda solo l’approvazione del documento contabile principale ma anche di tutti gli allegati obbligatori (e quindi anche le tariffe e rispettivi eventuali regolamenti). Per fare questo, un’amministrazione deve avere una visione, una prospettiva già chiara. Rispettare la scadenza significa fra le altre cose, dal punto di vista politico, soprattutto programmare: capire l’entità delle entrate ci permette di capire conseguentemente le spese e soprattutto come s’intende gestirle, quali obiettivi raggiungere e quale priorità dare agli stessi.
Per questa ragione ci riserviamo di esprimerci quando avremmo modo di vedere le decisioni concrete (quindi regolamento e tariffe) che porterete in merito, pensiamo a breve, all’attenzione di questo consiglio.
