Guardare oltre l’emergenza: verso le riaperture un piano per il rilancio di bar e ristoranti, del turismo in sicurezza sanitaria attraverso la somministrazione all’esterno dei locali

Usciremo da questa ennesima emergenza sanitaria. Molti di noi avranno affrontato il virus, molti altri (speriamo) avranno ricevuto la somministrazione del vaccino e ancora la campagna vaccinale proseguirà durante l’estate.

Ne usciremo con le ossa rotte moralmente e economicamente.

Saranno necessari certo ristori per compensare i periodi di chiusura di numerose attività commerciali, della somministrazione di alimenti e bevande, della ristorazione del turismo e delle aziende che con il comparto lavorano. I ristori però speriamo possano riferirsi a un passato di restrizioni e sofferenze mentre questo è il momento, nonostante la pandemia sia ancora severa, di cercare soluzioni per consentire la ripresa dignitosa del lavoro in condizioni di sicurezza sanitaria ai locali del nostro paese. Verosimilmente andiamo, anche a livello nazionale, verso una riapertura delle attività con una cadenza temporale che ricalcherebbe quella delle riaperture a seguito del lockdown dello scorso anno.

Il 16 aprile il Ministro della Salute Speranza, nel contesto della definizione del percorso a tappe per le riaperture che partirà il 26 aprile ha dichiarato: “Il principio che utilizzeremo in questa fase caratterizzata dalla gradualità si basa su dato: nei luoghi all’aperto riscontriamo una difficoltà significativa nella diffusione del contagio; applicheremo questo principio nell’ambito della ristorazione e non”.

Abbiamo verificato nel Documento Unico di Programmazione presentato dalla maggioranza in consiglio il 20 marzo scorso che non sono esplicitate azioni volte alla organizzazione del commercio e della ristorazione in funzione della lotta alla pandemia e dello stimolo alla ripresa di queste attività e di una vita sociale (finora sottrattaci dal Covid 19) di una ripartenza dei flussi turistici che come ovvio necessitano di servizi operativi e che abbiano possibilità di accogliere un congruo numero di clienti.

Ci permettiamo, dunque, in linea con un ampia discussione in merito a livello nazionale, di riportare la nostra esperienza amministrativa della scorsa primavera e le soluzioni allora adottate.

Le scelte partecipative da noi portate avanti nel 2020, come tutte le azioni politiche, sarebbero potute essere diverse e magari esistono soluzioni migliori che sono già al vaglio della maggioranza e dell’esecutivo ma riteniamo importante che questo tipo di azioni vengano messe in campo nell’immediato in quanto per ognuna di esse sono poi necessari tempi burocratici e amministrativi che potrebbero essere lunghi, soprattutto quando si tratta di azioni che coinvolgono altri enti.

Mettiamo in evidenza, per dare maggiori elementi di analisi, che il Decreto Sostegni, approvato dal Governo Draghi il 19 marzo u.s., ha prorogato al 30 giugno 2021 l’esonero del pagamento della Tosap/Cosap (sostituita oggi dal nuovo canone unico patrimoniale) per i pubblici esercizi quali bar, ristoranti, attività temporanee di commercio su aree pubbliche etc, e pare molto probabile un ulteriore allargamento della misura agevolativa al 31 dicembre 2021.

Di seguito, quindi, riportiamo quella che riteniamo la buona prassi (sempre perfettibile!) seguita dalla amministrazione di Comunidade non perché debba essere per forza ricalcata ma perché possa essere da suggerimento e da stimolo per soluzioni ottimali per tutti. 

Senso unico temporaneo in Via Roma, suolo pubblico gratuito per l’installazione di tavoli e somministrazione all’aperto per tutti i locali del paese, aggregazione e somministrazione in maggiore sicurezza sanitaria:

una buona prassi 2020

Dal 25 luglio e fino al 30 novembre 2020 la Via Roma, dall’incrocio con Via Silvio Pellico a quello con Via dott. Lavra, poteva essere percorsa dalle auto solo a senso unico.

L’Amministrazione Comunale di Comunidade, infatti, aveva  predisposto un’ordinanza in tal senso venendo incontro alle proposte dei baristi che avevano richiesto la possibilità di avere a disposizione maggiori spazi all’aperto per la somministrazione al fine di poter lavorare e al tempo stesso adempiere alle prescrizioni per la prevenzione del Covid19.

Questa azione in quel momento appariva fondamentale perché permetteva alle aziende di aumentare la possibilità di far accomodare i clienti abbinando un buon servizio all’aperto con la necessaria sicurezza sanitaria. La via Roma e le altre aree interessate dai bar diventavano così un salotto estivo suggestivo e accogliente anche per i turisti.

L’emergenza Covid19, come oggi, infatti, aveva portato numerose aziende, fra le quali quelle della somministrazione e della ristorazione, a chiudere i battenti per quasi 3 mesi. Con le prescrizioni legate al numero ridotto di clienti da poter servire negli spazi al chiuso, la maggior parte di queste aziende gavoesi, con spazi ridotti all’interno dei locali, alla riapertura stava vivendo con difficoltà la ripresa del ritmo lavorativo.

Così i baristi, riuniti il 15 maggio 2020 in un Tavolo Partecipativo con gli amministratori avevano esplicitato le loro sofferenze e le difficoltà delle categoria. In quella occasione gli operatori avevano avanzato proposte legate alla più ampia fruizione del suolo per la somministrazione all’aperto e, per la via Roma, la riorganizzazione del traffico a senso unico, unica modalità possibile per l’installazione di tavoli lungo la sede stradale in sicurezza.

Un ulteriore Tavolo Partecipativo, convocato al Palazzetto delle Sport il 22 maggio 2020 coinvolgeva, assieme ai baristi anche i commercianti interessati all’area della via principale. In quella occasione, pur partendo da posizioni anche distanti, gli operatori convenivano che in questo momento storico fosse necessario trovare soluzioni per salvaguardare le aziende in sofferenza, mostrandosi costruttivi e solidali accogliendo così la proposta dei baristi stessi di utilizzare una parte degli spazi dedicati oggi ai parcheggi per l’installazione di tavolini all’aperto per consentire un minimo di volume d’affari e il corretto distanziamento.

Da quel momento in poi l’amministrazione comunale ha lavorato, assieme agli uffici, allo studio delle soluzioni tecniche per realizzare la proposta.

In quel lasso di tempo, tra l’altro, alcuni sostenitori dell’attuale maggioranza, non essendo a conoscenza del procedimento già in corso, paventavano ai baristi l’attivazione di una petizione per sostenere il senso unico temporaneo lungo la Via Roma e la somministrazione all’aperto, e venivano informati dagli operatori che l’attività amministrativa in tal senso era già avviata. 

Il 27 maggio l’Amministrazione inviava, così, la richiesta ad Anas, responsabile della strada statale 128, per la realizzazione del senso unico. Nel giro di due settimane l’Anas svolgeva i necessari sopraluoghi e dava ulteriori indicazioni, immediatamente recepite, riguardanti la sicurezza salvo poi inviare, dopo reiterati solleciti, il nulla osta definitivo solo il 3 luglio 2020 suggerendo una ulteriore interlocuzione con la prefettura (che non aveva invece alcuna competenza in tal senso). A conclusione di tutto l’iter l’Ufficio Tecnico predisponeva la cartellonistica e le nuove regole di viabilità che partirono sabato 25 luglio (un tempo burocratico lungo dovuto soprattutto alla procedura con Anas che in quel momento adempiva a simili richieste da parte di numerosi comuni, temi che sulla sorta del lavoro fatto nel 2020 potrebbero essere oggi ridotti).

La soluzione individuata era ovviamente da intendersi temporanea e eccezionale e prevedeva quindi il senso unico in via Roma (senso di marcia in direzione Fonni) con l’utilizzo di aree definite nei parcheggi per l’installazione all’aperto di tavoli dei bar e l’occupazione di suolo pubblico gratuito in altre zone interessate del paese per venire incontro alla difficile situazione delle attività interessate.

Una cosa importante da sottolineare di quella azione e di quella esperienza è certamente la riscontrata disponibilità e correttezza di tutti gli operatori economici che presenziarono ai Tavoli Partecipativi mostrando predisposizione all’ascolto, alla collaborazione e alla solidarietà in un momento storico difficile per tutti. Gli operatori tra l’altro furono pazienti e operosi nell’attesa della conclusione dell’iter descritto sopra e non privo di ostacoli. La stessa pazienza e collaborazione riscontrammo anche nella cittadinanza tutta che, per la maggior parte, comprese le esigenze di un comparto economico in difficoltà e apprezzò il piccolo cambiamento superando i disguidi iniziali.

Come Opposizione, alternativa ma propositiva, in spirito di collaborazione abbiamo inviato nei giorni scorsi questo documento alla Maggioranza in Consiglio e all’Esecutivo che di certo starà studiando soluzioni a queste problematiche al fine di proporre ulteriori spunti di riflessione e un punto di vista esperienziale. Attendiamo di conoscere i progetti della Giunta riguardo a questi temi attualissimi e di primaria importanza per le aziende del commercio, della ristorazione e della somministrazione.

Il gruppo consiliare di Opposizione

e il Movimento COMUNIDADE

Categorie Comunicati

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