
Per il secondo anno di seguito ci avviciniamo a celebrare Sa die de Sa Sardigna distanti l’uno dall’altro, senza manifestazioni pubbliche, incontri culturali e politici. Cogliamo quindi l’occasione per fermarci a riflettere e approfondire i meccanismi di colonizzazione (e doverosa decolonizzazione e emancipazione) politica e culturale della quale troviamo una traccia indelebile nella nostra STORIA negata.
Comunidade ha scelto così di celebrare le festa nazionale sarda accogliendo e promuovendo un’iniziativa della Corona de Logu che prende proprio le mosse dalla nostra conoscenza della storia sarda e dei moti che caratterizzarono l’ultimo decennio del 1700.
In vista del 28 aprile, Sa Die de Sa Sardigna, infatti, Corona de Logu ci propone un breve questionario sulla “Sarda Rivoluzione” del 1794-96.
È l’occasione per mettere alla prova con poche domande la nostra conoscenza di quegli eventi, delle loro cause e delle loro conseguenze.
A tutti coloro che parteciperanno Corona de Logu invierà il fascicolo dedicato a Sa Die de Sa Sardigna prodotto dal collettivo “Storia sarda nella scuola italiana”. Il questionario potrà essere compilato fino al 27 aprile seguendo questo link:
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScCyyZ4ovbaPOsapxkmjVV9Ujpk4Sv3V-s_JdCpbDW-AP0y_A/viewform?fbclid=IwAR2YyTyvHjd2fIMpMqbPd-uReFo5L7X4ipE_aJPHgW44PCawJGQwI84otJQ
La Corona de Logu organizza poi, il 28 aprile alle 18,30 un dibattito in diretta sulla sua Pagina Facebook (evento raggiungibile a questo link: https://www.facebook.com/events/269740754848806/) nel quale, assieme a Omar Onnis, partendo dai risultati dei questionari, si cercherà di capire assieme cosa sappiamo davvero di Angioy, della cacciata dei piemontesi, della rivolta delle campagne e di molto altro. Ma soprattutto sarà l’occasione per domandarci: quanto abbiamo ancora da imparare sulla storia straordinaria di quegli anni e quale sarà il futuro della Sardegna, quando e come la “Sarda Rivoluzione” troverà effettivo compimento?
Un modo diverso di celebrare Sa die de sa Sardigna con Comunidade e assieme a tantissimi sardi, storici, intellettuali, cittadini attivi, amministratori che senza sosta cercano nel dibattito politico e nella prassi quotidiana di elaborare per la nostra isola idee che, nascendo da comunità partecipative, viaggino verso un futuro fatto di equità e giustizia, consapevolezza, emancipazione e autodeterminazione.
“La Sardegna e i sardi non saranno davvero liberi fino a quando non realizzeranno le tante promesse inaugurate negli anni della rivolta”.
Il Movimento Comunidade
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