e integrazioni del Capogruppo di Opposizione Luca Sedda sulla Nuova Adozione Piano Particolareggiato del Centro Storico e di prima formazione in adeguamento al Piano Paesaggistico Regionale
Grazie Assessore Buttu, era doveroso l’excursus storico sull’iter che il Piano Particolareggiato ha percorso nel Comune di Gavoi.
Altrettanto doveroso è ricordare che il consiglio da me presieduto ha provveduto ad esaminare un’altra partita aperta da oltre 24 anni, il Puc, e a portarlo a conclusione. Siamo tra i pochi comuni in Sardegna ad avere un Piano Urbanistico pienamente approvato e di questo vado orgoglioso.
Per quanto riguarda il Piano Particolareggiato del Centro Storico credo che questo sia fondamentale per il Comune di Gavoi. Io lo metto sullo stesso piano del Puc. Perché il centro storico, come ben sappiamo, ha una valenza non soltanto identitaria e culturale perché per fortuna è ancora ben conservato e riesce a trasferire a chi lo visita e a noi stessi i ricordi della nostra storia e della nostra cultura, ma è anche un volano per il turismo.
Il nostro Centro Storico è visitato, è rinomato e su questo noi dobbiamo puntare anche a un livello turistico che dev’essere sicuramente potenziato.
Ma il Centro Storico innanzitutto ha una valenza abitativa. È giusta la premessa dell’assessore Buttu quando dice che vivere il Centro Storico ci permette di non consumare altro territorio e questa era una delle esigenze che ci ha portato ad approvare e a elaborare in tal senso le linee guida del Puc.
Naturalmente ci sono degli aspetti che andranno analizzati a fondo. Per quanto ci riguarda non abbiamo nessuna pregiudiziale riguardo alla nuova adozione del Piano. Ritengo però di dovervi chiedere un rinvio del voto e della nuova adozione.
Sarebbe opportuno, infatti, conoscere a fondo il Piano e illustrarlo nuovamente. Negli scorsi 5 anni, durante la nostra amministrazione, all’interno della istruttoria che ha fatto l’Ufficio Tutela del Paesaggio della Provincia, sono stati richiesti all’architetto incaricato Quirico Manunza dei continui aggiornamenti. Quindi ci saranno nuove tavole, nuove tabelle, nuove norme. Per quanto mi riguarda, il Piano lo conosco abbastanza bene perché in amministrazione ci abbiamo lavorato, ma questo è un nuovo consiglio e tutti dobbiamo conoscerlo. È corretto che votiamo tutti una cosa dopo averla vista e studiata. Di conseguenza, secondo me è corretto che sia ripresentato e riportato in adozione, anche alla luce di questi nuovi aggiornamenti e che tutti i cittadini ne siano nuovamente a conoscenza e possano eventualmente fare nuove osservazioni.
Altresì sarebbe bello, come abbiamo fatto noi con il Puc, che dessimo a tutti i tecnici gavoesi che assistono i privati e ai tecnici che ne facessero richiesta, il nuovo piano in modo che si mettano in relazione con i propri clienti e che lo conoscano puntualmente. I nostri ingegneri e i nostri geometri sanno quali sono le caratteristiche dell’urbanizzato e soprattutto della zona A e quindi possono eventualmente riuscire ad aiutare questa amministrazione… Perché il fatto che arrivino delle osservazioni vuol dire che il piano è stato attentamente visto dalla popolazione e che vengono portate all’attenzione del consiglio comunale eventuali situazioni che possono sfuggire o che possono essere corrette.
Altra cosa importante da sottolineare è che anche in questa fase, naturalmente, va conciliato l’aspetto della tutela culturale e storica del nostro centro storico con il buon abitare. Abbiamo delle case nel centro storico, ce lo dobbiamo dire, che con le leggi attuali non sono abitabili, però l’ufficio tutela ritiene solamente di dover conservare l’immobile com’è.
Questo è un aspetto importante, perché il privato che ha una casa con poche possibilità di modifica rispetto allo stato attuale (che magari lo rende non confortevole) tende a non restaurare e quindi si ha una decadenza dell’immobile e una perdita del potenziale del centro storico stesso. Le argomentazioni che la nostra amministrazione a suo tempo ha portato all’attenzione dell’Ufficio Tutela e della Sovrintendenza erano di questo tenore. Noi dobbiamo porci anche questo tipo di problema, queste sono le cose che dobbiamo affrontare.
Alcune osservazioni che a suo tempo erano state presentate vertevano su questi problemi: giustamente alcuni privati avevano l’esigenza di apportare cambiamenti (altezze solai, etc.) appunto per aumentare l’agibilità e la vivibilità dell’immobile. Quindi vanno conciliati due aspetti: la tutela e la vivibilità. Perché il centro storico non può essere solamente una bomboniera, dovrebbe essere abitato dalle persone e in modo confortevole.
Per quanto ci riguarda, è naturalmente un tema che possiamo votare, anzi siamo contenti che questo sia fatto, che si possa anche riaprire la possibilità di nuove osservazioni, chiediamo solo che questo possa essere fatto in un consiglio ad hoc, in data che possiamo concordare, in modo che il Piano venga spiegato a questo Consiglio magari anche alla presenza dello stesso architetto Manunza o dal nostro ufficio tecnico che è pienamente in grado di farlo. Fra il pubblico potrebbero esserci tutti i professionisti e i portatori di interesse.
Questo permetterebbe a noi tutti consiglieri di entrare nel merito delle questioni, perché anche noi come politici e amministratori siamo chiamati a dare risposte.
Controreplica del Capogruppo di Opposizione Luca Sedda all’Assessore dell’Urbanistica Salvatore Buttu
Per maggiore chiarezza riguardo alla richiesta di rinvio del voto e della adozione: stiamo andando a riadozione del Piano perché ci sono state modifiche richieste dall’Ufficio Tutela del Paesaggio recepite dai tecnici, quindi il Piano è in qualche modo cambiato e quindi si riadotta. Lo dico da neoconsigliere, a nostro avviso è molto più corretto che oggi si sospenda la votazione al fine di fare poi una presentazione delle tavole per tutti noi e solo in seguito si vota la riadozione. Questo è il modo più semplice per conoscere tutti meglio il Piano. Possiamo anche distribuirci i CD con il Piano, le tavole etc, ma certo sarebbe meglio che ci fosse illustrato dai tecnici in maniera semplice e diretta. In questo modo saremo tutti formati nel momento in cui prenderemo in mano le vecchie e le, speriamo numerose, nuove osservazioni da parte dei cittadini.


