Intervento del consigliere di opposizione Giovanni Cugusi

sulla Nuova Adozione Piano Particolareggiato del Centro Storico e di prima formazione in adeguamento al Piano Paesaggistico Regionale

*IN ROSSO GLI ESITI DELLE VOTAZIONI SUGLI EMENDAMENTI COME DA DELIBERA

Riflessioni e primi emendamenti al Piano Particolareggiato del Centro Storico – C.C. del 26 luglio 2021

Da una prima lettura e visione delle Tavole del Piano Particolareggiato del Centro Storico del quale è prevista l’illustrazione e la ri-adozione nel Consiglio Comunale di oggi, 26 luglio 2021, nelle more di ulteriori spiegazioni e approfondimenti proponiamo alcune riflessioni critiche e primi emendamenti:

  1. Non si evince in base a quali osservazioni da parte dell’Ufficio Tutela Paesaggio siano state apportate le correzioni al piano. Quindi, rispetto alla versione del 2011, adottata nel 2014, diventa arduo capire quali variazioni sono state apportate e per quali ragioni. Sarebbe stato ragionevole allegare una relazione istruttoria da parte degli uffici  comunali o del tecnico incaricato con le richieste di chiarimenti e correzioni da parte dell’Ufficio Tutela del Paesaggio o di altro ente;
  2. Per quanto riguarda il piano si rileva che molte schede e immagini non sono aggiornate ed alcune situazioni descritte sono ormai mutate da tempo. Sarebbe stato opportuno aggiornare le schede puntualmente al 2021 visto che si è deciso di procedere ad una nuova adozione.

Inoltre troviamo alcune prescrizioni eccessive (anche alla luce di una ormai consolidata cultura della tutela e sensibilità al bello dei cittadini e delle buone prassi ormai acquisite da tecnici e maestranze nel restauro) e di difficile attuazione sulle quali proponiamo qui alcuni emendamenti e correzioni riservandoci comunque di presentare osservazioni nei tempi di legge come gruppo consiliare di Opposizione.

Illustriamo e chiediamo di emendare alcuni passaggi delle NTA (Norme Tecniche di Attuazione) che secondo noi rappresentano limitazioni eccessive o passaggi onerosi per i cittadini che vivono o intendono insediarsi nel centro storico:

INFISSI

“Si vieta l’utilizzo di altri materiali come l’alluminio e il P.V.C.”

Questa è una limitazione importante che non tiene conto dei costi di fornitura e di manutenzione degli infissi in legno. Oggi ci sono infissi in alluminio e pvc che imitano il legno in maniera accettabile e che garantiscono altissime prestazioni. Pertanto se un edificio non è espressamente vincolato dovrebbe poter utilizzare anche questi materiali.

Diverso è il caso in cui un intervento di riqualificazione sia finanziato in parte dal pubblico ed in quel caso, attraverso bandi specifici, siano imposti tali obblighi.

* Si approva all’UNANIMITA’ l’integrazione dell’art. 17 – Infissi, con la previsione di altri materiali, PVC e alluminio, (di aspetto finto legno) oltre il legno, per gli edifici non Classificati conservativi;

Lo stesso principio varrebbe per l’obbligo di utilizzo del solo rame per l’installazione di gronde e pluviali.

* Si respinge, con il voto favorevole dei n. 8 consiglieri di maggioranza e l’astensione dei n. 4 di minoranza, la richiesta di modificare l’art. 14 con l’introduzione di materiali diversi dal rame per le gronde e i pluviali;

CASSETTE DELLE LETTERE

“Le cassette dovranno essere incassate all’interno della muratura o in alternativa potranno essere poste all’interno della porta, comunicanti tramite la classica buca protetta dal portello basculante metallico con la scritta “lettere”. Il colore della cassetta incassata della posta, dovrà essere grigio o possibilmente intonato al colore del prospetto; le cassette postali dovranno essere possibilmente tutte dello stesso modello e dimensione.”

Questa prescrizione ci pare oltremodo eccessiva e limitante.

* Si approva all’UNANIMITA’ la modifica dell’art. 20 con la previsione di cassette delle lettere in materiali metallici di colore scuro es. grigio antracite e compatibile con le facciate;

IMPIANTI TECNICI

“(…)Sono oggetto di sola comunicazione, da inviarsi al Comune almeno 15 giorni prima

dell’esecuzione, i lavori relativi agli impianti tecnologici privati, quali campanelli, citofoni,
videocitofoni e antenne televisive.”

Le comunicazioni che riguardano l’edilizia oggi devono passare obbligatoriamente dal portale SUAPE. Quindi se i cittadini dovessero installare una di queste apparecchiature sarebbero obbligati a incaricare un tecnico per la presentazione dell’istanza on line al SUAPE almeno 15 gg prima. Anche questo si presenta come un onere eccessivo.

CITOFONI E VIDEOCITOFONI

(…) Possono essere installati citofoni di varie marche, ma tutti possibilmente della stessa dimensione e colore.”

Anche questa prescrizione ci pare oltremodo eccessiva e limitante.

* Si approva all’UNANIMITA’ la modifica dell’art. 24 per la semplificazione dell’installazione di citofoni e videocitofono eliminando la richiesta edilizia da presentare nel SUAPE, ma raccomandando di installare dispositivi in armonia con le facciate;

Quello che è importante per noi oggi esprimere è che da quando queste norme sono state scritte a quando il piano viene riadottato, il mondo è cambiato culturalmente e normativamente. La tendenza normativa attuale è quella di semplificare una macchina burocratica di eccessiva complessità.

La stessa normativa paesaggistica sta progressivamente andando nella direzione della semplificazione (citiamo solo per fare un esempio la Legge Regionale 9/2017, entrata in vigore a maggio 2017, ha recepito il DPR 31/2017 che contiene il “Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata”).

  1. Premettendo che il Piano deve permettere di fare interventi di qualità ed allo stesso tempo impedire la realizzazione di interventi incompatibili è necessario rafforzare la regola istituendo commissioni ad hoc che esprimano pareri sugli interventi che si discostano dalle norme stesse: va riconosciuta la qualità architettonica e intellettuale, ma allo stesso tempo bisogna impedire eccessi troppo discostanti dalla filosofia del Centro Storico e del Piano stesso.

Questo va fatto soprattutto evitando in documenti importanti e fondanti per la vita comunitaria, come il Piano Particolareggiato, le demonizzazioni per il costruito non sempre adeguato e le personalizzazioni (su proprietari, tecnici o maestranze) delle esemplificazioni. Il Piano deve illustrare quanto è ottimale poter realizzare più che puntare il dito su quanto adeguato non è.

Conseguentemente si propone il seguente emendamento:

rimuovere dalla Tavola n.72 “ESEMPIO DI INTERVENTI DI RECUPERO CORRETTI E SCORRETTI”, (e nello stesso spirito da quelle costruite nello stessa modalità comparativa) il riferimento in testo e immagini agli esempi di “scorretto”, “incompatibile” o “sostanzialmente ed irreversibilmente lesiva delle qualità originarie delle architetture di Gavoi”.

Essendo il Consiglio Comunale chiamato a far proprio il Piano, approvandolo e allegandolo a un proprio atto di deliberazione, i sottoscritti consiglieri non ritengono quelle prescrizioni funzionali a promuovere una buona prassi. Pur rispettando le critiche e le opinioni altrui, si ritiene che tali giudizi non debbano essere riportati negli elaborati di Piano Particolareggiato, documento che andrà a regolare e guidare i futuri interventi nel nostro nucleo storico.

La nostra richiesta intende sostenere lo sforzo verso l’obiettivo di tutela del costruito storico, ma vuole scongiurare una aprioristica condanna, o peggio una messa al bando delle esperienze dell’architettura contemporanea che siano rispettose del nostro centro storico. A ulteriore supporto di quanto da noi proposto, ricordiamo che lo stesso Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 dicembre 2005 da titolo “Individuazione della documentazione necessaria alla verifica della compatibilità paesaggistica degli interventi proposti, ai sensi dell’articolo 146, comma 3, del Codice dei beni culturali del paesaggio di cui al D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 accanto al “linguaggio tradizionale” individua e acconsente il linguaggio delle “esperienze dell’architettura contemporanea” soprattutto per gli interventi che prevedono sostituzioni, nuove costruzioni o ampliamenti.

Questo emendamento vuole entrare in merito alla “filosofia” del piano, con l’obiettivo di stimolare e garantire interventi all’interno del nostro centro storico che, nell’assoluto rispetto dell’edificato storico esistente, non siano una semplice copia di edifici storici, i così detti falsi storici, ma siano interventi che promuovano la buona architettura e il buon abitare. 

* Si approva all’UNANIMITA’ la correzione della tavola n. 72 con l’eliminazione degli esempi indicati scorretti, incompatibili, o sostanzialmente ed irreversibilmente lesivi delle qualità originarie delle architetture di Gavoi;

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