Intervento del Consigliere Giovanni Cugusi:
Per quanto riguarda i beni immobili del Comune di Gavoi, la progettazione è stato un tema che abbiamo affrontato durante il nostro mandato in modo proficuo. Ci siamo confrontati anche con diversi soggetti per riuscire a valorizzare il patrimonio del Comune. Perché, e questo è un aspetto ormai chiaro a tutti, le opere non vanno soltanto costruite e portate a termina, ma hanno bisogno di essere gestite e devono creare ricadute all’interno del comune e del territorio tutto. Questo è successo per il Campeggio, che siamo riusciti con uno sforzo ed un lavoro intenso a mandare a Bando e ad affidarlo. Abbiamo risolto così il doppio problema di avere una struttura che era sicuramente in via di disfacimento dal punto di vista tecnico, quindi un costo per il comune e in più non produceva indotto per l’economia del territorio. Il fattore tempo e anche, purtroppo, dobbiamo dirlo, l’azione dei vandali (il comune, infatti, non può garantire la presenza di forze dell’ordine e la custodia durante tutte le 24 ore) hanno reso la struttura fatiscente.
Poi c’era anche un altro aspetto da considerare: l’adeguamento della struttura alle normative vigenti. Le normative mutano e cambiano durante gli anni, le strutture che hanno già trent’anni devono essere continuamente adeguate per poter essere rese fruibili alla popolazione e a tutti gli utenti. E questo è stato reso possibile con la pubblicazione del bando del campeggio: si è deciso di non essere troppo pretenziosi rispetto al canone richiesto a chi prendeva in affido la struttura ma lo stesso doveva rendersi disponibile ad adeguare la struttura dal punto di vista normativo, dell’efficienza e della sicurezza. Questo è stato fatto, e per i prossimi trent’anni nel comune di Gavoi almeno uno dei beni di cui parliamo è stato messo in sicurezza.
Stesso discorso stavamo facendo con le ex Scuole Medie: si è costruita una prima manifestazione di interesse, per risolvere il problema che da più parti ci era stato segnalato e per capire in modo più partecipato quali erano le possibilità di utilizzo di una struttura ormai vuota ma con un valore e sazi interessanti di sviluppo. Nacque così l’idea di una struttura socio sanitaria o socio educativa, per gli anziani o i minori, per le persone più vulnerabili. Questa era l’ipotesi, suffragata poi dalle manifestazioni d’interesse che ora andranno verificate nella loro fattibilità. Nel mentre la nostra amministrazione ha fatto il cambio di destinazione d’uso della struttura da istituto scolastico a edificio dedicato ad attività socio-educative-sanitarie.
Per quanto riguarda la valorizzazione dei musei, invece, abbiamo aderito anche al Distretto Culturale del Nuorese per cercare di fare rete fra le diverse strutture e realtà del territorio. Ci sono realtà museali attorno a noi, come il già citato museo di Mamoiada, che fungono da attrattori importanti per quanto riguarda il territorio. Realtà che, appunto, sono all’interno del Distretto Culturale del Nuorese, una delle vie da percorrere per mettere a regime anche i nostri spazi espositivi con una logica che andrebbe impiegata anche per tutte le altre strutture.
Parlavamo, inoltre, della struttura sportiva di Molentinu, del Centro Nautico… tutte strutture che devono essere mandate a regime, si spera, magari utilizzando forme simili a quella che ha dato un buon risultato con il campeggio e che potrebbe andare sicuramente a favore del comune di Gavoi.
Intervento del consigliere Luca Sedda:
Aggiungo solo qualcosina a quanto detto dal consigliere Cugusi.
Quando andiamo a scorrere questo elenco di strutture che abbiamo in carico ci dobbiamo sempre ricordare un pezzettino di storia. Ci dobbiamo ricordare l’approccio della politica del passato che cercava i finanziamenti anche se in quel momento non si era in grado poi di mettere a regime veramente le strutture. Questo ci ha generato, sì, il fatto di avere le strutture che riteniamo importanti, ma di avere delle strutture mangiasoldi, perché queste strutture anche se pressoché improduttive hanno avuto bisogno di continui interventi di essa in sicurezza e adeguamento… perché ce le abbiamo da oltre 30 anni e gli anni passano per noi e passano anche per i beni immobili. Questo ci deve dire cosa non dobbiamo fare per il futuro. Ma oggi dobbiamo trovare le soluzioni.
Ricordo la soluzione del bando del campeggio (l’ha ricordata poc’anzi il sindaco e l’ha ricordata Giovanni Cugusi): la costruzione di quel bando è stata molto molto complessa e ovviamente, oltre a impegnare gli uffici, ha impegnato per tanto tempo gli staff di Comunidade. Ci si è dovuti mettere giù a studiare soluzioni per una situazione che non è normale, perché era una struttura depredata, non solo fatiscente in certi suoi aspetti a causa del tempo. Quindi bisognava trovare le soluzioni adeguate affinché un privato potesse davvero approcciarsi con spirito imprenditoriale e utilizzarla. E soprattutto ci fu un lavoro di promozione a tappeto per gli imprenditori, con visite guidate, con immagini, con invio a centinaia e centinaia indirizzi di imprenditori in tutta l’isola, con incontri ripetuti in sede al campeggio e presso gli uffici. Quindi, la promozione, perché vada a buon fine un bando, è una parte indispensabile. Ca si semus nois a la proponnere una cosa cussa manera de ponnere s’argumentu diventat sa base de su marketing. Ses tue chi tenes una visione chi depes faghere cumprendere chi sa cosa andat bene, podet andare bene, podet essere picada pro unu motivu e cun medas possibilidades de creschida. Tando depes faghere unu bandu bene fatu…
Qui mi aggancio anche alla questione “Porticciolo”: alla fine del mandato di Comunidade si stava già predisponendo una bozza di avviso per il “Porticciolo” (valorizzato e reso fruibile nei 5 anni attraverso numerose manifestazioni proprio per dimostrarne le potenzialità).


E mi aggancio ancora alla questione “bando del Museo del Fiore Sardo + Casa Porcu-Satta” e faccio anche qui un po’ di storia. C’era ancora come segretaria la dottoressa Gattu (2016) quando si proposero le prime bozze per la concessione e affidamento prima di Casa Porcu-Satta e poi del Museo del Fiore Sardo che ancora in quel momento non c’era. Quindi il lavoro è partito molto da lontano. Poi è arrivata l’altra segretaria comunale, la dottoressa Maria Antonietta Pisanu, e ancora altro lavoro e altre proposte, delibere di indirizzo della giunta, obiettivi per il personale etc., e poi è arrivato il dottor Mario Mattu che è qui con noi e conosce la vicenda… comunque custa cosa non beniada a fine, al che siamo arrivati agli sgoccioli del periodo amministrativo ad avere il bando pubblicato (grazie all’intervento di una professionista proveniente da altro ente), e mi ricollego alla questione “promozione e pubblicizzazione”. Una cosa giusta ha detto il Sindaco: il bando dei musei non era legato ad una semplice bigliettazione ma esattamente dava stimoli e idee per aggiungere ai biglietti tutta una serie di servizi per poi rendere davvero economica la concessione per l’impresa che lo avrebbe preso. L’idea di un reddito costante durante l’anno può venire solo dalla concezione che i musei possano essere la base per tutta una serie di servizi che il concessionario poteva proporre nel progetto. È chiaro che non potevano essere solo i biglietti a rendere economica un’impresa di quel genere. In più, all’interno del bando c’era anche la disponibilità di 5000 euro per poter coprire una parte delle spese. Adesso il Comune ha la fortuna che la Regione Sardegna (abbiamo visto le news pubblicate sui media) dà per la gestione dei musei locali un po’ di soldi (pochi per la verità) e questi soldi possono essere un ulteriore stimolo per il concessionario. Il bando precedente così si può modificare. È già costruito, già impostato (ci è costato tanto, nos semus isprumonaos!), ma si può modificare e portare avanti. E portare avanti significa che, siccome noi davvero non l’abbiamo potuto promuovere perché è arrivato, non certo per volere dei politici, alla fine della nostra amministrazione, che si deve pensare a un lancio importante. Il bando, infatti, arrivò quando stavamo combattendo un’altra guerra, l’inizio del Covid che il sindaco ci ha raccontato bene durante le comunicazioni iniziali. Così non abbiamo potuto promuoverlo, non abbiamo potuto fare quello che avremmo voluto per la promozione, è quello il passo che bisogna davvero fare! Ca cando tue s’imprenditore lu picas, l’acumpanzas, li faches biere chi b’est cussu, b’est cudd’ateru, chi dae noche podes partire pro faghere cussu… s’imprenditore comintzada a si lu zirare in conca, a lu cumprendere, e lu depes lanciare tue cun sas ideas tuas. Perché nel bando le idee non gliele puoi definire tu politico. Ovviamente in un bando di gara le idee le deve portare l’imprenditore e la migliore fra queste vincerà… ma una chiacchierata, con stimoli, si può fare.
Quindi sì, sono tutte strutture che dobbiamo trovare il modo di promuovere…
Altro percorso si era iniziato con l’Agenzia del Demanio, per il progetto “Cammini e percorsi” e la valorizzazione degli impianti sportivi di Molentinu, altro luogo devastato che tutti conosciamo e che è anche in parte pericoloso se ci accingiamo a fare una passeggiata. Iniziano a mancare pozzetti, etc. Insomma, una struttura non gestita diventa un grosso peso e un grosso onere. Quel progetto si interruppe per un rallentamento dell’azione dell’Agenzia del demanio e da lì si potrebbe riprendere, se l’Agenzia del demanio è disponibile. Perché? Perché era disponibile lei a fare piena promozione del bando, quindi sarebbe stata una promozione a livello nazionale e che arrivava capillarmente a tutti…
Quindi noi siamo disposti a votare favorevolmente questo piano delle alienazioni, che ricalca il piano della precedente Amministrazione, nella speranza che si possano gestire nel più breve tempo possibile e al meglio tutte le strutture.
Intervento del Consigliere Luca Sedda in risposta all’intervento dell’Ing. Pasqua Porcu sull’Area PIP:
Aggiungo solo una cosa rispetto a quello che mi ha ricordato l’ingegner Porcu. L’area P.I.P., come avete visto, in questi ultimi anni ha dimostrato un’importante vitalità, e quindi speriamo che adesso vadano a buon fine anche queste ultime alienazioni di queste ultime tre aree così avrà, speriamo, pienamente vita l’idea politica che c’era dietro alla sua costruzione, con i conseguenti finanziamenti. Ricordo che nel 2016 fu cambiato il regolamento degli insediamenti in area PIP. Il regolamento precedente presentava un sacco di criticità anche rispetto alla destinazione delle aree, alle attività che erano ammesse, agli obblighi a carico dei concessionari, e questo stava rendendo molto difficoltoso il fatto che i concessionari davvero si insediassero (anche quelli che avevano l’area) e che comunque rendeva molto difficoltose le cessioni delle aree tra l’uno e l’altro. Questo è stato ovviato dal nuovo Regolamento e abbiamo visto pian pianino migliorare le cose. Speriamo che si chiudano per il meglio.




