Consiglio Comunale 07/04/2022 – Integrazione al DUP periodo 2022/2024, articolo 170 co. 1 d.lgs. 267/2000;
Proposta integrazione missione 8:
“Valorizzare l’ambiente lacustre e fluviale del lago di Gusana prevedendo la realizzazione di una nuova struttura ricettiva e di servizi turistici, in accoglimento della proposta pervenuta dalla Società Itinerari Turistici Integrati SRL, per la quale è richiesta una variante urbanistica del PUC, con l’individuazione di una nuova zona F, che indichi il comparto dedicato al “Borgo Suprapare” oltre che ad una contestuale revisione degli attuali comparti turistici inattuati”;
Luca Sedda: “In questo punto all’ordine del giorno ci si propone per la seconda volta in poco tempo di integrare il Documento Unico di Programmazione approvato tre mesi fa. Nella fattispecie ci state chiedendo di inserire nella Sezione Operativa un intento progettuale che evidentemente è più che un intento in quanto il DUP definisce l’attività programmatoria che poi dalla amministrazione e dagli uffici deve essere realizzata. Ci sono alcune cose che condividiamo negli interventi dell’Assessore Mulas e del Sindaco, altre che non ci convincono e altre che non condividiamo affatto.
Innanzitutto qui stiamo andando a parlare sì di una nuova attività turistica ma soprattutto stiamo andando a vagliare una importante modifica al Piano Urbanistico Comunale (PUC). Questa azione che state proponendo va a minare la coerenza interna del PUC, perché all’interno del PUC, che immagino che oggi anche voi conosciate molto bene, si definiscono i principali valori che questa comunità e questo comune vogliono tutelare: quelli del paesaggio, dell’ambiente e della tutela dell’agro affinché questo rimanga appannaggio della produzione agricola, della silvicoltura, qualora si dovesse espandere, della frutticoltura etc.
Ciò non significa che all’interno del PUC non esistano spazi per l’attività turistica. Esistono ampie Zone F (di espansione turistica appunto) e questo PUC definisce la loro localizzazione in spazi particolari e definiti: vicino al gioiello turistico del Lago di Gusana. Gavoi detiene due gioielli amati e riconosciuti dai turisti: il Lago di Gusana e il nostro Centro Storico ai quali possiamo aggiungere tutti i beni culturali e monumenti.
Le Zone F, dunque, sono state concentrate attorno al Lago per un motivo ben preciso, perché si voleva valorizzare quello spazio. Suona strano quindi il contenuto della proposta di modifica al DUP: “Valorizzare l’ambiente lacustre e fluviale del lago di Gusana prevedendo la realizzazione di una nuova struttura ricettiva e di servizi turistici, in accoglimento della proposta pervenuta dalla Società Itinerari Turistici Integrati SRL, per la quale è richiesta una variante urbanistica del PUC, con l’individuazione di una nuova zona F…”.
La Società Itinerari Turistici Integrati SRL però è proprietaria di una area agricola che non si trova sul Lago di Gusana ma si trova precisamente in località Catzida. Si tratta certo di un’area agricola pregevole ma che è “a vista Lago” se dobbiamo cercare una definizione. Come quando andiamo ad affittare una casa al mare c’è differenza fra la casa vicino al mare e la “casa vista mare”.
Quindi non si vede dove si stia valorizzando il Lago. Le zone F al Lago ci sono, sono previste.
Ma quando è che si va a fare una variante al PUC? La si fa quando evidentemente non ci sono zone specifiche dedicate al settore turistico e nel quale il potenziale imprenditore possa investire! Ma questo non è certo il nostro caso! Il nostro PUC prevede ampie aree di sviluppo turistico con importati cubature che sono a disposizione dell’imprenditore che volesse intervenire. Quindi par strano che una idea che può essere bella e lungimirante per lo sviluppo turistico venga progettata in area agricola e venga poi proposta a una amministrazione affinché questa faccia la variante. Se noi non avessimo a disposizione alcuna Zona F, se non avessimo alcuno spazio territoriale per cubatura turistica io questo l’avrei capito. L’imprenditore che non trova spazio nel Piano Urbanistico per le attività turistiche, giustamente si fa venire in mente un’altra mossa e prova a chiedere una variante per trasformare una Zona E in Zona F. Ma questa non è la nostra realtà. Abbiamo numerose Zone F non edificate: per fare un esempio la Zona F prevista in località Malarina. Ma abbiamo Zone F in località Conchedda, in località Molentinu. E abbiamo anche una zona F pubblica in località Molentinu, in riva al Lago. Parlo degli impianti sportivi del Comune che hanno anche una cubatura importante prevista che ammonta a 6000 mc di edifici costruibili potenziali, laddove ci sono costruiti solo due spogliatoi.
Quindi ci pare strano che si voglia andare ad aprire una ulteriore Zona F quando abbiamo ancora Zone F da valorizzare.
Vorrei fare un esempio di una potenziale vittoria doppia per il privato imprenditore e per il comune (una amministrazione lungimirante avrebbe potuto e dovuto fare delle proposte al privato):
1) perché non proporre all’imprenditore di avvicinare i proprietari delle aree in Zona F già esistenti e quindi sì, associare davvero altre persone e andare a sviluppare l’attività senza ostacoli in quelle aree?
2) perché non trovare la formula per dare a questo privato che ha questa idea la possibilità di svilupparla nell’area pubblica sportiva di Molentinu che oggi è degradata e dove si potrebbe, sul Lago, realizzare una struttura compatibile, innovativa.
Perché la chiamiamo doppia vittoria? Perché potrebbe essere un successo economico e imprenditoriale per il privato… costruendo in uno spazio già in zona F, servito dalla strada statale 128, spazi già pianeggianti, immediatamente costruibili, con parti parzialmente urbanizzate (prima vittoria); questo permetterebbe all’imprenditore di cui stiamo parlando, proprietario di un’area agricola di pregio, di tenere quell’area, e allora si, aprire uno spazio con una impresa agricola e realizzare i percorsi naturalistici, turistici e ambientali in area rurale.
Ma questa sarebbe una vittoria anche per il Comune d Gavoi: non cederebbe al cemento ulteriori aree della nostra campagna, cederebbe un’area oggi degradata ma che allo stesso tempo l’ente ha infrastrutturato e permetterebbe in questo caso davvero lo sviluppo del Lago di Gusana, di un’area fluviale e lacustre.
Questo dunque è un ragionamento da fare seriamente! Perché altrimenti si va a fare quello che allarma anche il Sindaco: si sta andando ad aprire una breccia che porterebbe a dire che chi ha una bella idea imprenditoriale e che vuole realizzarla solo nel suo terreno, che però è inserito nel PUC come zona agricola, e vede ammettersi una variante altro non crea che un grave precedente. Perché se questa prassi passa per questa cordata imprenditoriale deve passare anche per il prossimo imprenditore che voglia fare la stessa cosa nel suo terreno agricolo. Quindi questo deve valere per un imprenditore di Gario, per uno di Locorra, uno di Sa Matta, uno di Lidana! Se questi dovessero avere bellissime idee queste dovrebbero essere mandate avanti e quindi dovremmo fare un’altra e un’altra variante ancora, trasformando altre zone E in zone F e questo renderebbe la vita difficile agli amministratori e a tutta la comunità. Perché le regole sono complesse e fastidiose nel momento in cui le dobbiamo rispettare però servono esattamente per mantenere coese le comunità su valori portanti come sono quelli dell’ambiente, della salubrità del territorio e del paesaggio. Servono a definire dove un paese deve andare definendo dove un paese deve poter o non poter costruire.
Quelle Zone F sono state tenute nel Lago dal PUC come era previsto nel precedente Piano di Fabbricazione per tutelare i diritti acquisiti in precedenza dai privati. Questo anche se in alcune gli interventi non sono stati conclusi o non sono stati realizzati. Infatti bisogna capire anche il privato che magari ha l’idea imprenditoriale ma ancora non è riuscito a realizzarla, ma la vorrà sviluppare. E anche la questione che poneva il sindaco sulla definizione di tempistiche per la costruzione non è esatta: le tempistiche per la costruzione delle opere le dà già la legge all’atto della Concessione Edilizia. Mettendoci nei panni dei signori Forteleoni, ai quali si intendono imporre tempistiche strette possiamo dire che sarebbero gli unici ai quali diamo questi indirizzi mentre con altri non l’abbiamo fatto. Beh sarebbe quantomeno discriminatorio. Un imprenditore può anche trovarsi in difficoltà nel realizzare l’opera nei tempi…
Quindi delle domande ce le dobbiamo porre: se quello di Gavoi fosse stato un PUC che impediva lo sviluppo turistico, un PUC che non concedeva un metro cubo alla iniziativa turistica, un PUC dove un imprenditore del settore non trovava spazio, allora l’idea di una variante si sarebbe potuta prendere in considerazione, ma questo non è proprio il nostro caso.
La proposta d’impresa dei signori Forteleoni risale al lontano 1999, con progetti effettivi che giunsero in comune nei primi anni 2000, anche se nessun atto amministrativo di accoglimento esiste.
Anche allora l’idea era innovativa. Forse più di oggi. Si proponeva la realizzazione di un centro benessere che oggi è diventato invece una realtà alberghiera.
Nel documento che ci avete fornito si legge che: “Il progetto, inizialmente, prevedeva la realizzazione di 6 abitazioni da destinare a appart-hotel […]”, invece il progetto adesso si è evoluto e è stato ingrandito.
Rispetto alla prima proposta, che, se non ricordo male prevedeva una cubatura di 6000 mc, adesso si propone una costruzione da 8430 mc con 30 camere e un ristorante.
Nella prima narrazione atta a convincere l’amministrazione ad accogliere l’idea ci si diceva che Borgo Suprapare non sarebbe stato in conflitto con nessuna delle strutture esistenti. Si diceva che non avrebbe avuto un’ampia ricettività e invece oggi con 30 camere avrà una grande potenzialità ricettiva, non avrebbe avuto un ristorante e non avrebbe rubato un coperto a nessuno dei ristoranti esistenti. Oggi invece scopriamo che si è mollato il centro benessere e si punta verso una ristorazione di tipo innovativo ma che ristorazione rimane e che ricettività alberghiera questo borgo diventa.
E quindi, se siamo d’accordo che Gavoi può avere ampie potenzialità, dobbiamo però considerare la fotografia dell’oggi. Se oggi 6 aprile 2022 andiamo a vedere quante sono le camere occupate a Gavoi scopriamo che sono pochissime. È chiaro che non possiamo basare le nostre valutazioni sui tre giorni dell’Isola delle Storie, o del Carnevale, o di Ospitalità nel Cuore della Barbagia. Noi dobbiamo pensare che questa ricettività deve essere attiva e promossa tutto l’anno. Questa idee genera dunque una forte concorrenzialità con le imprese esistenti che non navigano certo in acque tranquille.
Ciò non significa che noi siamo contrari alla realizzazione di nuove imprese turistiche. In questo caso noi siamo innanzitutto contrari alla sua dislocazione! Una dislocazione che apre un varco nel sistema di regole di cui abbiamo detto prima, una dislocazione che ha necessità di una importante urbanizzazione con sbancamenti e consumo di suolo, dove invece abbiamo zone F già ampiamente urbanizzate sulla statale 128, una delle principali direttrici anche per il turismo montano in Sardegna, meta di motociclisti e viaggiatori.
Per tornare al DUP, è certo importante modificarlo ma, se la nostra come la vostra preoccupazione è quella del lavoro e dell’occupazione forse ci dobbiamo preoccupare più che di modificarlo il DUP di attuare quanto programmato! Abbiamo numerose opere pubbliche finanziate dalla precedente amministrazione (attese dalla comunità) e bloccate che potrebbero dare respiro alla economia e al lavoro. Ci sono gare scadute e concluse nel giugno del 2020, sono due anni! Sono gare importanti anche a livello finanziario: 300mila euro per la ristrutturazione dell’asilo ex Esmas, 200mila per la ristrutturazione del Cortile delle Scuole Elementari (gare concluse per le quali bisogna individuare sulle offerte fatte l’imprenditore). Purtroppo in questi casi i ritardi generano danno imprenditoriale perché stiamo parlando di gare del 2020 e quelle offerte certo oggi non hanno più lo stesso valore… ancora 100mila euro stanziati e messi a progetto per ripristinare i muri di contenimento pericolanti, lavori urgenti dunque… mentre impegnate l’ufficio in queste altre cose ci sono tante cose iniziate da concludere! E quello è lavoro diretto per quelle imprese che stanno aspettando da due anni, che ci contavano. Perché in questa nuova idea ci sarà pure una spinta per il settore costruttivo nel futuro ma è necessario guardare anche alle imprese oggi che, magari, aspettando appalti che non arrivano domani saranno inginocchio. Quindi DUP da attuare in queste cose d’urgenza.



Noi abbiamo come sapete forti speranze sul futuro turistico di Gavoi, ma vorrei ricordare che quando come soci privati del Gal siamo andati a scrivere partecipativamente il Piano d’Azione Locale dal quale decadono i bandi di finanziamento, i soci di Gavoi (comune che nel centro Sardegna vanta la più grande capacità ricettiva fra tutti gli altri, il maggior numero di camere disponibili e a quelle elencate dall’Assessore aggiungerei anche quelle del Campeggio anche se non ancora attivo), hanno indicato come prioritario stimolare, attraverso i bandi, non la nascita di nuova ricettività ma di nuovi servizi turistici attrattivi che accompagnassero i viaggiatori alla scoperta del territorio, servizi culturali etc per il turista consapevole e attento all’ambiente.
Ma per dare l’esempio al turista e al viaggiatore l’attenzione all’ambiente deve essere prioritariamente posta da noi amministratori.
Questo lo possiamo fare programmando le attività turistiche in aree già definite e in luoghi bellissimi! Non stiamo parlando di aree nascoste o sacrificate. E tutte le altre attività che l’imprenditore ha pensato secondo noi si possono fare in agro senza violare il territorio costruendo una struttura compatibile però nelle zone F esistenti. Il PUC ha una coerenza interna che va rispettata. Altrimenti il PUC lo stai minando dall’interno e minarlo dall’interno significa correre dei pericoli. Ca tando s’imprendidore chi bolet fravicare in Locorra o bolet fravicare in Gario ca tenenet su terrenu in cue e tenet una idea bella nos picant in trampas. Ancora… se stiamo facendo una variante per questa cosa come facciamo a non farla, ad esempio, per una pastore che ha il terreno in zona vincolata e vuole costruire una scuderia? Questo precedente metterebbe in difficoltà noi come amministratori ma anche gli amministratori che verranno nelle future consiliature. Perché sarebbe un precedente che si trascinerebbe per anni. Ca su cittadinu chi biet custa cosa mancari no achipit a faghere sa proposta sua a bois ma la faghet a sos ateros chi ant a tennere a coddu custu precedente. E Depimus dare meda atentu… perché in ogni proposta imprenditoriale c’è un interesse pubblico importante però bisogna stare attenti a bilanciare interesse privato e interesse pubblico. Perché noi non stiamo dicendo all’imprenditore di non fare impresa o non sviluppare turismo qui, però ci sono delle aree già specifiche per fare specifiche attività.
Perché se a chiunque di noi venisse detto “questa è un’area fabbricabile e questa non lo è” programmeremo la nostra casa nell’area fabbricabile e non in quella dove la fabbricazione è interdetta! Non andreste a chiedere una variante per trasformare l’area in una fabbricabile ma scegliereste di edificare in aree predisposte per questo. Così per fare impresa agricola scegliereste un’area in agro, come per fare impresa turistica scegliereste, se esiste, e in questo caso esistono, zone F turistiche.
Ndr: riportiamo qui una trascrizione della breve replica dell’Ass. Paolo Mulas necessaria per l’economia del discorso.
Ass. Mulas: “Solo qualche piccola precisazione… Sicuramente giuste osservazioni, consigliere Sedda, assolutamente. Voglio aggiungere che l’area in cui si dovrebbe realizzare il Borgo Suprapare è un’area di proprietà e sicuramente ci sono dei valori affettivi, sicuramente è un’area che si presta per realizzare questo borgo. Non lo so, qui ci potrebbe rispondere l’Ingegnere… probabilmente il problema si potrebbe ovviare se al posto di una unità ricettiva extra alberghiera il borgo diventa attività di turismo rurale. È probabile che questo possa avvenire. In ogni caso i terreni delle zone F sono disponibili? Possono essere ceduti? E a quale prezzo? Per questo bisogna interpellare i proprietari e vedere se è un passaggio possibile e poi lo si può proporre anche agli ideatori di questo borgo.
Un’altra cosa per quanto riguarda l’abbondanza delle camere… si, sicuramente Gavoi in tutto il centro Sardegna è il paese che vantava circa 600 posti letto ma questi si sono ridotti notevolmente. In ogni caso il fatto che venga realizzato un borgo di questo tipo serve ad attrarre un’utenza diversa che oggi non viene a Gavoi perché non c’è quel tipo di struttura. Sicuramente creando una struttura innovativa che non c’è nel territorio si potrebbe richiamare una nicchia d’utenza che oggi a Gavoi non viene.
Senza togliere niente alle strutture ricettive esistenti… ma sono delle camere d’albergo. L’utente che cerca un borgo di questo tipo a Gavoi, nelle strutture ricettive che esistono oggi non potrebbe venire”.
Luca Sedda: “Aggiungo solo una cosa a quanto ha detto pocanzi l’Ass. Mulas. Con quanto ha detto mi ha fatto tornare alla memoria che nella risposta alla Osservazione dei proprietari di quest’area al PUC si prospettava la cosa che adesso stava suggerendo l’Ass. Mulas e cioè di trasformare l’idea d’impresa da turistica in agrituristica e di turismo rurale. In questo modo si sarebbero potute sviluppare cubature sufficienti per una struttura agrituristica, perché la proprietà è abbastanza grande, valorizzando così l’area rurale…”.
Giovanni Cugusi: “Questo è un aspetto molto importante che il Consiglio deve affrontare. Le idee che i privati portano, soprattutto quando sono idee imprenditoriali di un certo tipo, vanno vagliate, affrontate, discusse, per capire se l’interesse pubblico è sempre tutelato, perché noi siamo i custodi del bene pubblico. Il Consiglio Comunale è custode del bene pubblico e il custode del bene pubblico, il Comune, l’amministrazione, deve darsi delle regole.
Il Comune di Gavoi può vantare di avere un PUC, delle regole urbanistiche nuove, come quello che da noi è stato approvato. È uno dei pochi Comuni in Sardegna che ha approvato il PUC, quindi è un comune virtuoso, perché ha individuato delle regole per la gestione urbanistica del proprio territorio. Ed è stato un lavoro faticoso.
Perché, se i PUC non vengono approvati in Sardegna, c’è sempre un motivo. E i motivi derivano dalle pressioni che, a volte, i privati fanno per poter costruire nel territorio. Le zone di mare sono un esempio classico: tutti i nostri comuni costieri, o la stragrande maggioranza di questi, non hanno un PUC approvato. E questa è stata per noi una sfida. Non basta cambiare, semplificare, l’iter del PUC, lo sa bene l’Ingegner Porcu. Perché è stata cambiata la legge regionale 45/1989, ma anche questa modifica non ha prodotto tanti PUC approvati.
Quando andavamo agli incontri in Regione vedevamo negli scaffali i faldoni di numerosi PUC in stato di approvazione. I comuni ci provavano ma poi c’erano le pressioni e ancora modifiche e modifiche e molti PUC ripartivano da zero.
Noi, invece, ci siamo dati delle regole.
L’impostazione che è stata data 24 anni fa a quel PUC a noi andava bene. Incentrarlo sulla tutela del territorio e dell’ambiente è stato un atto lungimirante. Perché negli anni tutti quanti i gavoesi hanno visto che da queste regole vengono benefici. Prima in molti dicevano: “ma perché non si costruisce al lago? Perché al lago non si fanno le ville come sul lago di Como o nei laghi svizzeri?”. Perché siamo in Sardegna! Perché non siamo in Svizzera e non siamo a Como! Perché il turista (e i cittadini), e per fortuna si è capito, adesso stanno cercando altre cose, stanno cercando un tipo di ambiente diverso, incontaminato. E noi quello l’abbiamo tutelato attraverso questi principi cardine che nel PUC che è stato approvato dal precedente consiglio comunale, fanno da linee guida. E nella fase di co-pianificazione con la Regione, queste cose sono state vagliate attentamente. È stato un iter lungo, ma è stato anche un iter fruttuoso, perché ha portato all’approvazione di regole urbanistiche certe per questa comunità e noi dobbiamo garantirle sempre.
Se l’agro è agro, deve rimanere agro, perché, come diceva il consigliere Sedda, noi per tutelare la ricchezza paesaggistica e ambientale delle aree vicino al lago, per tutelarne la bellezza e le prospettive di sviluppo per quanto riguarda il turismo, abbiamo anche proibito di costruire alcune infrastrutture essenziali per l’agricoltura e la pastorizia. E questo, soprattutto a livello personale, è stato doloroso. Ma quando un amministratore si pone dalla parte del bene pubblico deve essere lungimirante e capire qual è il bene, l’obiettivo finale. E questo è stato fatto.
Se noi adesso in area agricola apriamo a questa zona F, stiamo creando un precedente rischioso per tutta la comunità, perché minare un impianto urbanistico basato sulla tutela del territorio, in questo modo, è pericoloso. Questo ci deve far riflettere tanto. Come ha detto il consigliere Sedda, non abbiamo nessuna ritrosia ad accogliere attività imprenditoriali serie, come questa o altre, però come amministrazione comunale, come consiglio comunale, dobbiamo dare indicazioni anche su dove fare queste attività: abbiamo altre aree F… la zona di Molentinu è pubblica, il comune potrebbe trattare direttamente con il privato. Assessore, questo ridurrebbe i tempi e questo si potrebbe fare.
Un’altra cosa che state prevedendo, e ne abbiamo accennato anche nella riunione col Sindaco, è “la contestuale revisione degli attuali comparti turistici inattuati”. Anche questo è un aspetto di cui tenere conto. Quando noi abbiamo affrontato la questione nella redazione del PUC, quelle aree turistiche di proprietà comunale che sono sotto Gusana, dove erano previsti il teatro all’aperto comunale e un centro servizi di informazione turistica, son state lasciate. Quelle sono cubature che sono a disposizione e previste all’interno del PUC. Sono metri cubi a disposizione del pubblico. Magari in questo momento non servono quelle opere, ma perché toglierli? Perché pulirli? Perché noi sappiamo che quando abbiamo fatto la co-pianificazione con gli uffici regionali, questi aspetti qui sono stati discussi e quelle cubature sono state tenute ragionandoci su. Ampi ragionamenti sono stati fatti in regione sia per quanto riguarda l’abitato sia per quanto riguarda il lago guardando a un paese con una popolazione in calo. E anche di questo dobbiamo tenere conto.
Un altro aspetto che è da rimarcare è che questi metri cubi che sono previsti nelle zone del comune è pericoloso toglierli e basta. Perché se li dobbiamo togliere dobbiamo fare un lavoro mirato, dobbiamo fare un lavoro che sia complessivo, di comparto: se togliamo al pubblico 6000 mc possiamo, ad esempio, assegnarli a tutte le zone F esistenti. Dobbiamo fare un lavoro di questo tipo, certosino… perché toglierli per toglierli non va bene. Vogliamo valorizzare questi metri cubi che abbiamo in zona F? Dobbiamo toglierli perché? Non si possono togliere e basta, dobbiamo gestirli! Se li togliamo al pubblico dobbiamo capire dove metterli, perché questi metri cubi sono stati guadagnati, negoziati, e servono. Hanno un valore per il pubblico. E se noi, consiglio comunale, decidiamo che quei metri cubi devono essere messi a disposizione di qualcosa o di qualcuno, dobbiamo decidere come farlo. Vogliamo ripartirli in tutte le zone F esistenti adesso? Alcuni hanno già esaurito anche la cubatura prevista per le loro aree, vogliamo aggiungerne? Usiamo quei metri cubi, se vogliamo. Altrimenti li lascerei dove sono, perché non è una questione di pulizia del PUC, il PUC è pulito e coerente con quello che è stato trattato in Regione e con le esigenze della comunità di Gavoi. Quindi massima attenzione quando decidiamo queste cose qui, per poi non pentirci di scelte che sono state fatte. Come diceva il consigliere Sedda, ci sono cose che poi si riverberano nel tempo e vanno a ricadere ben oltre questa consiliatura e creano problemi. Perché l’assenza di regole certe crea problemi alla comunità”.
Replica del consigliere Sedda all’intervento del Sindaco:
Luca Sedda: “Replico e mi attengo solo alle questioni urbanistiche…
Il sindaco ci diceva che in questo caso stiamo mettendo paletti. No, non è esattamente così, in questo caso stiamo togliendo paletti, perché è chiaro che se noi stiamo consentendo una variante di quest’importanza in agro, stiamo togliendo dei paletti, stiamo sottraendo al pubblico la possibilità di dare e mantenere le regole. Come minimo li stiamo rendendo fragili questi paletti… semus faghende a manera de non poder fagher rispetare sas regulas a totu sos ateros!
Perché possiamo anche immaginare che non esista nessun altro imprenditore lungimirante, che non esista nessun altro imprenditore che ha affetto per il suo terreno e che voglia costruire per forza nel suo terreno. Ma chi lo dice? Dopodomani ne possono venir fuori dieci di questi imprenditori. Con idee bellissime. E ce le avranno tutte in agro! Noi dobbiamo pensare anche all’ipotesi più assurda, e può esistere. Poite non poded’esistere? Poded’esistere! Perché queste cose funzionano anche per imitazione. Quando uno vede che esiste una modalità come questa può dire: “mi fanno costruire in agro, mi fanno la variante, mi lancio anche io su una bella idea…”. E può essere anche un’imitazione positiva, ma può essere un’imitazione positiva se viene sviluppata nelle aree che le amministrazioni comunali, pensando al bene pubblico, hanno già definito per lo sviluppo turistico. E non dimentichiamoci che, quando si è andati in regione a discutere queste cose, si è andati anche a dovergli raccontare, purtroppo, che noi abbiamo una possibilità abitativa per 8000 abitanti a Gavoi…
Chi si bolimus isvilupare ideas po su turismu, tenimus unu centru abitau bodiu, inuve si podene isvilupare ideas bellissimas. E non solu però, perché se ci sono zone F dove ancora non si è costruito io non punterei il dito contro il privato che ce le ha, non è riuscito a fare le opere e magari le vuole vendere, se vende ad un imprenditore che davvero vuole fare… Quella non è speculazione! La sto cedendo perché io non ci riesco, non lo posso fare, lo farà un altro. Però la zona F è importante tenerla se è già prevista. Un giorno potrebbe dare respiro all’economia, magari non subito ma in futuro. Sa bidda, comente isperamus totu cantos, non finidi pusticras, podet dare respiru cando a degh’annos ma servidi!
Però se noi sfasciamo il sistema delle regole allora diamo una possibilità troppo ampia rispetto a queste cose. Ripeto, se non ci fossero state zone F, io avrei detto sì.
Noi tutti abbiamo la preoccupazione per il lavoro e per l’economia, ma la preoccupazione per il lavoro e per l’economia non devono renderci ciechi rispetto alla salvaguardia della nostra comunità che passa anche per la salvaguardia del nostro ambiente e del nostro paesaggio, che noi, si lu bolimus narrere, amus imparau da sas amministratziones chi sunt bennias prima nostru. Ma allo stesso tempo, in alcune occasioni, abbiamo combattuto alcune mosse di amministrazioni precedenti che, in qualche caso, inseguendo la visione del lavoro che mancava, stavano andando magari verso scelte poco opportune. E non vogliamo che questo avvenga ancora.
E non stiamo dicendo no al nuovo turismo, non stiamo dicendo no alle nuove strutture, stiamo dicendo sì alle nuove strutture, sì a nuove idee, ma inuve ch’est definiu! Perchè quel PUC nasce come un processo partecipativo già fatto… e quando andiamo a inserire le cose nel DUP magari è meglio fare un processo partecipativo prima…
Non siamo qua a dire no alle cose a prescindere, siamo qua a dire SI alle cose dove si possono fare! Ca si benid’unu a s’ufitziu de s’ingegneri e li nada “Eo cherzo costruire sa domo innoche”, s’ingegneri li nada “no, cussa no est un’aghera fabbricabile”, e cuddu cambiada e nada “ok, chirco de andare a costruire in d’un arghera fabbricabile”. Ca si ego tenzo unu terrenu agricolu po mi fachere una domo de andare a istare non mi la faghen faghere, non mi la faghies faghere, nessunu mi la faghet faghere.
E custu est su propriu arresonamentu chi depimus faghere cada die.
Sa regula esistede po su minore e po su mannu! Totus uguales!









