Quando abbiamo iniziato ad affrontare il tema del piano particolareggiato del centro storico era il 30 giugno 2021, era il primo tentativo di riadozione. In quella occasione abbiamo chiesto di rinviare il voto per poter approfondire gli argomenti. Nell’incontro dedicato i tecnici che hanno curato il piano ci hanno presentato le tavole. Un incontro resosi necessario in quanto non siamo addentro alla materia, siamo politici e non tecnici. Serviva tempo per studiare e andare a fondo alle singole questioni. Grazie a quell’incontro e allo studio precedente e successivo a questo riuscimmo a portare degli emendamenti il giorno stesso dell’adozione. Il modo di procedere che ho appena descritto, a nostro avviso, è l’approccio corretto da avere per questo genere di strumenti e anche per quando si vanno ad approvare nuovi regolamenti.
Volevo far notare, inoltre, che nel testo di delibera che stiamo portando al voto oggi ci pare non siano stati recepiti quegli emendamenti che abbiamo proposto, ma immagino vengano portati in correzione al piano stesso, inseriti nella stesura definitiva di adozione (ndr l’ing. Porcu conferma questa modalità).
Altra cosa importante di oggi è che, a nostro avviso, il consiglio dovrebbe mandare un segnale anche all’ufficio tutela del paesaggio e agli altri enti che trattano la materia urbanistica, che hanno certo maggiore facilità a prescrivere norme rigide, questo perché ci guardano con distacco. Invece noi sappiamo che ognuna delle osservazioni che oggi andremo ad analizzare tocca l’interesse di una famiglia, riguarda direttamente la possibilità per un cittadino di operare miglioramenti alla sua casa, nel contempo, non possiamo dire che siano sempre tentativi razionali di miglioramento e ci rendiamo conto che ci sono abitazioni già sufficientemente ampie… quindi in alcuni casi l’interesse del cittadino va a cozzare con l’interesse collettivo, che è quello di tutelare il centro storico.
C’è da dire anche che il centro storico “presepio”, immobilizzato, non lo vuole nessuno di noi. È una questione importante questa, che dobbiamo riuscire a comunicare ai nostri concittadini, ma anche agli enti che con noi entrano nel merito di queste decisioni, perché ciò che andiamo a votare noi oggi è il risultato dello sforzo comune di trovare la giusta misura tra vivibilità e norma.
Allo stesso tempo, siamo consapevoli che potrebbe arrivare, dalle scrivanie dell’ufficio del paesaggio, anche un’istanza di un’ulteriore stretta rispetto a quello che noi abbiamo auspicato per quel determinato intervento. Ecco perché quello che noi ci accingiamo a fare oggi è quanto di più delicato possa esserci in questo iter, perché, in alcuni casi, andiamo dal cittadino per comunicargli che quanto da lui richiesto non può essere concesso o concesso solo in parte.
Un altro fatto rilevante e da evidenziare è il numero congruo di osservazioni giunteci, questo vuol significare che esiste un interesse per il nostro centro storico e per la materia politico urbanistica e paesaggistica. Siamo perciò fiduciosi che le future interlocuzioni con l’ufficio tutela del paesaggio possano essere ancor più foriere di prescrizioni che ci consentano di vivere in modo soddisfacente il nostro centro storico al fine di godere della sua bellezza, che quanto si è fatto e si farà sia di buon auspicio per un suo sempre più incisivo ripopolamento.



