Su questo punto non concordiamo affatto.
Sapete benissimo quali sono state sin dall’inizio le nostre posizioni sulle tariffe Tari.
Stiamo venendo da un momento di emergenza pandemica che, come abbiamo detto e ribadito altre volte, ha colpito in modo generale tutti. Ovviamente qualcuno è stato colpito con più forza economicamente, altri sono stati colpiti sotto altri aspetti. E siccome ci siamo presi tutto il tempo per andare ad approvare queste tariffe (siamo a 4 giorni dalla data ultima) pensavamo che si stesse riflettendo rispetto a utilizzare avanzo di amministrazione per poter calmierare le tariffe per i cittadini e per le imprese. Noi abbiamo sperato questo e noi avremmo fatto questo! Perché i primi tre mesi di quest’anno erano ancora tre mesi di Emergenza Covid, finita precisamente il 31 marzo e per quei tre mesi, se non anche per gli altri, avremmo considerato di fare dei calcoli per poter abbattere le bollette con fondi dell’ente, visto che ci sono, e siamo un ente che è virtuoso in questo senso, avremmo considerato di fare degli sgravi anche abbastanza importanti.
Così non è stato e ci dispiace. Pensavamo che vi steste prendendo del tempo per valutare questa opportunità eventuale e invece così non è. Quindi queste tariffe non ci soddisfano affatto! Non ci soddisfano perché sappiamo bene che su altre bollette di altri enti non possiamo incidere. Che la bolletta della luce sta arrivando con botte impressionanti in tutte le case e in tutte le aziende. Le bollette dell’acqua idem e i costi dell’energia sono aumentati e purtroppo viste le condizioni internazionali molto probabilmente aumenteranno ancora. Su questa che è una nostra tariffa avremmo potuto intervenire in modo generalizzato e questo sarebbe servito anche a tenere nell’economia locale un gruzzolo da poter gestire nello stesso circuito. Queste cosa ce le siamo già dette, su queste cose non abbiamo concordato in passato e non concordiamo oggi.
Un’altra cosa che si sarebbe potuta fare, anche non facendo questa esenzione per noi necessaria, poteva essere la diversa distribuzione delle rate, con la divisione in quattro rate, perché due rate e una rata unica sono pressanti per alcune famiglie e per alcune aziende. Si poteva pensare di spalmare almeno in quattro rate. Stiamo facendo pagare totalmente, in due o in unica rata, e anche se non ci sono aumenti di sorta, se per le aziende probabilmente c’è anche qualcosa in meno, per qualche famiglia c’è qualcosina, minima, in più, pur non essendoci aumenti di sorta, ripeto, due rate o una rata unica sono toste e pesanti soprattutto per la situazione economica dalla quale stiamo uscendo… e, ve ne siete certo accorti, che non ne siamo ancora usciti. Perché lo sapete benissimo, tutti noi usciamo a Gavoi e vediamo, andiamo a fare la spesa e vediamo, usciamo al bar e vediamo che siamo una comunità in sofferenza e a questa sofferenza dobbiamo dare una risposta. Quindi, nel momento in cui abbiamo la possibilità di dare una risposta diretta sui nostri tributi dobbiamo darla! Sui canoni dovuti dai cittadini difficilmente possiamo incidere. Quindi rispetto alle tariffe Tari non siamo assolutamente soddisfatti. Grazie.
Si riporta qui per agevolare la comprensione la replica, come da verbale del Segretario Comunale, dell’Assessora Marchi:
L’Assessore Marchi A.M. dichiara di non concordare sulla riduzione generalizzata delle bollette TARI, precisando che per le imprese c’è stata una riduzione dei costi delle bollette e che verranno effettuati interventi diretti a favore degli utenti in difficoltà tramite l’ufficio dei servizi sociali;
Controreplica Capogruppo Opposizione Luca Sedda
Non ho assolutamente detto che ci fosse un aggravio di costi rispetto all’anno precedente. Il problema è che noi abbiamo un regolamento Tari, ci abbiamo lavorato assieme, l’abbiamo emendato… beh, questo regolamento ci dice chiaro che Possono essere riconosciute riduzioni ed esenzioni in favore di utenti che versino in condizioni di difficoltà sociale o economica, rispetto alle quali, anche in situazioni eccezionali e di emergenza generale, il Comune intende ridurre l’impatto economico…”
Ma in quel caso è questo il momento in cui le dobbiamo definire queste esenzioni, non possiamo definirle dopo. Non possiamo definire l’esenzione dopo che abbiamo approvato le tariffe! Se esenzioni ci devono essere, devono essere portate oggi. In che misura e verso quali fasce di popolazione andrebbe definito adesso.
Il nostro Regolamento recepisce esattamente le norme che purtroppo si son dovute costruire per far fronte all’emergenza Covid e ci dice anche che in condizioni di disagio sociale ed economico generalizzati in condizioni eccezionali come quelle che abbiamo vissuto si possono fare anche altre scelte per ridurre l’impatto economico generalizzato. È vero che alcuni non hanno sofferto economicamente però io non andrei a misurare a palmi la sofferenza delle persone in una condizione di questo genere perché anche nelle famiglie in cui il problema economico magari non si è presentato, la malattia si è presentata duramente e oggi lascia strascichi e ferite e lo sappiamo… lu dischimus totus ca l’amus bidu in sas domos nostras in passato e in tempo recente e lo stiamo continuando a vedere. Quindi non la farei questa misurazione a palmi! Si poteva fare uno sgravio generalizzato almeno per quei tre mesi in cui eravamo coperti dall’emergenza nazionale Covid, fino al 31 marzo. Poi è chiaro che dobbiamo anche dire a tutti “rimbocchiamoci nuovamente le maniche” però finché ho almeno la copertura di uno stato di emergenza ci posso lavorare e posso lavorare a calmierare le tariffe, ed è oggi che dobbiamo pensare ad esenzioni per l’utenza più fragile, non lo possiamo pensare domani. Sulla Tari poi possiamo pensare un milione di cose, le esenzioni erano da portare oggi in consiglio. Ci sono fasce vulnerabili? Vanno definite oggi! Interveniamo oggi! Non possiamo intervenire dopodomani. Oggi si votano le tariffe, poi dopo si possono pensare tante altre cose però non sono questioni tariffarie tari: le questioni tariffarie tari si definiscono oggi. Ripeto: esenzioni in favore di utenti che versino in condizioni di difficoltà sociale o economica, rispetto alle quali, anche in situazioni eccezionali e di emergenza generale, il Comune intende ridurre l’impatto economico… e queste vengono iscritte a bilancio perché sono autorizzate dallo stato come autorizzazioni di spesa a carico del bilancio comunale e la relativa copertura è assicurata da risorse dirette diverse dai proventi Tari, cioè possiamo usare i soldi nostri. Questo è, e su questo non ci troviamo.
Interlocuzione dell’Assessora Marchi:
“Forse non mi sono spiegata bene: interverremo con i servizi sociali quando incontreremo situazioni di disagio”.
Prosegue l’intervento del Capogruppo di Opposizione Luca Sedda:
Abbiamo capito esattamente questo! Però dobbiamo dire alle persone che comunque lo sforzo di pagare la Tari interamente lo devono fare… poi, forse, dopo, se vanno dall’assistente sociale, se vanno a chiedere un’altra cosa, se chiedono un altro intervento potranno avere qualcosa che non è assolutamente connessa a questo punto nè alla Tari.
Si riporta qui per agevolare la comprensione la replica, come da verbale del Segretario Comunale, del Sindaco Lai:
Il Presidente, dopo aver rimarcato la riduzione del ruolo TARI per le attività produttive, dichiara di non concordare con la minoranza sulle modalità di intervento nei confronti delle persone in difficoltà; evidenzia la necessità di andare a verificare le reali situazioni dei nuclei in difficoltà, specie di quelli che, pur avendone bisogno, non ricorrono mai all’aiuto dei servizi sociali;
Controreplica del Consigliere Giovanni Cugusi:
In merito a questo capiamo che c’è una problematica e prendiamo atto che la maggioranza intenda trovare soluzioni, monitorare questo disagio che anche noi percepiamo e, come ha detto il consigliere Sedda, lo viviamo, perché siamo nel paese e capiamo bene tutti quanti quali sono le problematiche. A maggior ragione per questo, la combinazione di tutte le maggiorazioni, dal costo dell’energia al caro vita, ha creato disagio a tutti e il fatto che noi non interveniamo non aiuta.
Il Sindaco dice che ci sono persone che non chiedono aiuto e perciò in attesa che troviamo la soluzione attraverso il monitoraggio che diceva precedentemente, li lasciamo così perché siamo sicuri che non chiederanno niente? E non interveniamo sulle tariffe che, se pur generali però intervengono anche su quelle persone che hanno bisogno?
Però dobbiamo fare pace con noi stessi rispetto a questo, Sindaco! Perché bisogna capire anche che se stiamo aspettando un monitoraggio che non so quando arriverà (io ritengo che la maggioranza sia nelle condizioni di farlo speriamo avvenga prima possibile) e che finora non c’è, è però adesso il momento in cui noi dovremmo porre rimedio alla situazione di quelle persone che non chiederanno come ha detto giustamente il sindaco. Perché sono persone che hanno una dignità grande, che soffrono e che sono in difficoltà e che nonostante questo continuano a rimanere in difficoltà perché noi non poniamo rimedio, non li aiutiamo per la parte che ci compete nella nostra tariffazione!
E anche il fatto di arrivare dalle quattro alle due rate non aiuta queste persone. Perché prima avevamo quattro rate e non capisco perché siamo tornati alle due rate: chi non ha problemi paga in un’unica rata, ma chi ha problemi, non riesce…. (interrotto dalla maggioranza, prosegue) no, no, quando c’eravamo noi erano quattro le rate!
Poi, un’altra cosa, soprattutto sull’evasione, c’è il responsabile di servizio che può confermarlo, finché c’eravamo noi il pagamento era attorno al 90% un’evasione che minimale. Se poi è peggiorata nel corso degli ultimi anni a causa della pandemia non lo so, può essere, non sono a conoscenza dei dati recenti, e il responsabile ci informerà meglio su questo, ma rispetto al tema delle persone che hanno bisogno dovevamo intervenire adesso.




