Un voto per non essere più invisibili. Un voto che fa bene a tutte e tutti.
In questi anni ci hanno reso precari, sfruttati, senza voce.
Ci hanno divisi. Ci hanno fatto credere che non c’era alternativa a lavori precarizzati, insicuri, al ricatto occupazionali, ai favori e al clientelismo.
Ma ora abbiamo un’occasione vera per cambiare le cose.
Questo voto serve
a chi è giovane e sogna di restare,
a chi non vuole essere costretto a partire per un lavoro qualsiasi, lontano da casa,
a chi lavora ma non ha diritti,
a chi si spacca la schiena senza certezze,
a chi si chiede:
“Che futuro avranno i nostri figli? I nostri nipoti?”
Ma serve anche
a chi ha un lavoro stabile e vuole che resti tale,
a chi guida un’impresa onesta e responsabile,
a chi crede che una comunità unita sia più forte,
e a chi, anche senza vivere certe ingiustizie,
non vuole più voltarsi dall’altra parte.
Serve anche e soprattutto
a noi lavoratori e disoccupati, sardi e barbaricini, che già viviamo in una condizione di subalternità e siamo privati di spazi decisionali e siamo circondati da faccendieri e politicanti che vorrebbero farci credere che il lavoro, quello sano, sicuro a nostra misura non sia possibile ma che dobbiamo ancora accontentarci dei loro favori, dei conseguenti ricatti elettorali e genufletterci al loro clientelismo feudale in salsa nostrana.
Votare serve per allargare i diritti di cittadinanza e i diritti dei lavoratori e dove c’è una solida maglia di diritti riconosciuti per legge ci sono sempre meno spazi per favoritismi, clientele, ricatti, accozzi e ogni nefandezza che negli anni abbiamo conosciuto in questo settore.
Quindi informarsi e votare per allargare i propri diritti serve anche per recuperare la propria dignità e la propria autodeterminazione: il lavoro non è un dono che riceviamo da qualcuno ma un diritto al quale dobbiamo accedere attraverso strade eque e limpide. Questo voto lo renderà maggiormente possibile anche passando per la consapevolezza collettiva.
ECCO COSA CAMBIA, IN DETTAGLIO, SE VOTI SÌ
1 – Se ti licenziano senza motivo, torni al lavoro.
Basta farti fuori senza una vera ragione.
Si cancella il Jobs Act: torna il reintegro nel posto di lavoro.
Chi lavora merita rispetto.
- Vantaggio per tutti: si crea un clima di fiducia. Le persone non vivono nel ricatto e possono pianificare il proprio futuro. Meno ansia, più stabilità anche nelle famiglie e nelle comunità.
2 – Se lavori in una piccola impresa, avrai un risarcimento giusto.
Non elemosine, ma quanto decide il giudice in base alla tua situazione reale.
- Vantaggio per tutti: anche nelle piccole imprese si rafforza il rispetto delle regole. Non si favoriscono scorciatoie o abusi, e le aziende corrette non vengono penalizzate da chi gioca sporco.
3 – Se hai un contratto a termine, devono spiegarti perché.
Basta giochetti. Niente più precarietà senza motivo.
- Vantaggio per tutti: i giovani smettono di essere illusi. Chi lavora sa dove sta andando. Le comunità locali possono crescere con persone che scelgono di restare.
4 – Se lavori in appalto, anche chi ti ha fatto lavorare deve rispondere.
La sicurezza non è un optional. Nessuno può lavarsene le mani.
- Vantaggio per tutti: più sicurezza nei cantieri, nei luoghi pubblici, nei servizi. Meno tragedie sul lavoro. Anche chi è “fuori” dal cantiere ha interesse a vivere in un territorio più sicuro.
5 – Se vivi nella Repubblica Italiana da 5 anni, hai diritto alla cittadinanza.
Lavoratori, contribuenti, famiglie: con il SÌ non dovranno più aspettare 10 anni.
- Vantaggio per tutti: meno burocrazia, più coesione. Chi vive, lavora, studia qui viene riconosciuto. Le nostre comunità diventano più stabili e giuste.
SE NON VOTI, NON CAMBIA NULLA.
Resta tutto com’è.
Restiamo precari, divisi, facili da ricattare.
Restano le occasioni mancate, restano le partenze obbligate, restano i muri tra chi lavora e chi ha solo doveri ma nessun diritto.
MA SE VOTIAMO, PUÒ CAMBIARE TUTTO.
Per noi.
Per chi verrà dopo di noi.
Per chi lavora.
Per chi fa lavorare.
Per chi è rimasto e per chi vuole tornare.
Per chi è invisibile e per chi ha finalmente deciso di non voltarsi più dall’altra parte.
Approfondisci qui: www.referendum2025.it Vota 5 SÌ. L’8 e 9 giugno.
Comunidade, pro sos traballadores

