Aggiungo solo una cosa al ricordo che ha ben dipinto il sindaco, un ricordo significativo e simpatico di quando ero bambino.
Allora Maestro Natale, come l’ho sempre chiamato, era un educatore e come ogni educatore, un politico, era collega di mia madre alla scuola elementare di Lodine, un collega premuroso e protettivo, nei confronti dei colleghi, degli alunni e di tutta la scuola. Una piccola scuola e probabilmente gli piaceva anche per questo. Era uno dei germoglio dell’emancipazione e era importante poter insegnare a quei ragazzi di una piccola scuola e di un piccolo comune. È stato un amico per tutta la mia famiglia e la sua perdita ci ha profondamente addolorato.
Allora talvolta capitava di andare in visita alla scuola di Lodine e in gita assieme ai coetanei del paese vicino… beh gli alunni del Maestro Natale cantavano Bella Ciao e Fischia il Vento a squarciagola… e vi assicuro che il maestro non pensava che queste canzoni fossero inopportune o divisive perché insegnava che inopportuna e oppressiva fosse qualunque forma di dittatura e di fascismo. Nel ricordo di quelle canzoni, del sorriso del maestro e degli alunni, lo salutiamo come un compagno.
