Intervento Capogruppo Opposizione Comunidade Luca Sedda sulla variazione n. 1 al Programma triennale delle opere pubbliche 2024/26

Ndr: si riportano brani sbobinati degli interventi della maggioranza al fine di consentire la comprensione della discussione

Assessore Mario Buttu: Presentazione del punto all’odg:

• Eliminazione dall’elenco delle opere incompiute degli interventi: “RISTRUTTURAZIONE ASILO EX ESMAS” e “MESSA IN SICUREZZA DEL CORTILE INTERNO DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO SCOLASTICO DI GAVOI” essendo già state espletate le procedure di gara e definito l’affidamento dei lavori;

• Inserimento nel programma e nell’elenco annuale dell’intervento “OPERE A SERVIZIO DELLE INFRASTRUTTURE TURISTICHE SUL LAGO DI GUSANA”, per un importo di 1.000.000 di euro, che sostituisce il precedente intervento denominato “Realizzazione rete idrica e fognaria nel lago di Gusana al servizio delle strutture ricettive”. Tutto ciò in attuazione dell’avvenuto finanziamento dell’opera come previsto nell’Allegato 3, Tabella L, della Legge Regionale 19 dicembre 2023, n. 17.

• Inserimento nel programma e nell’elenco annuale dell’intervento “RECUPERO E ADEGUAMENTO, DELL’EDIFICIO EX-SCUOLE MEDIE DA DESTINARE A STRUTTURA SOCIO-ASSISTENZIALE”, affidamento in concessione, ai sensi degli artt. 176 e seguenti del D. Lgs n. 36/2023, come illustrato successivamente (§ – 1);

• Inserimento nel programma e nell’elenco annuale dell’intervento “ADEGUAMENTO E GESTIONE DEGLI IMPIANTI DI PUBBLICA ILLUMINAZIONE”, affidamento della costruzione e gestione mediante partenariato pubblico privato, ai sensi degli artt. 174 e 193 del D. Lgs n. 36/2023, come illustrato successivamente (§ – 2)

Intervento Capogruppo di Opposizione Luca Sedda:

Rispetto ai primi due punto in questa variazione del programma delle opere pubbliche, e che poi andremo anche a variare nel Dup, non c’è nessun problema. Rispetto al primo abbiamo già plaudito al fatto che finalmente ci fossero state le gare d’appalto per la “RISTRUTTURAZIONE ASILO EX ESMAS” e “MESSA IN SICUREZZA DEL CORTILE INTERNO DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO SCOLASTICO DI GAVOI”, questi sono da rimuovere dalla programmazione perché si spera a breve ne vedremo la realizzazione e insieme alla comunità ne potremo tutti godere.

Anche il secondo punto (“OPERE A SERVIZIO DELLE INFRASTRUTTURE TURISTICHE SUL LAGO DI GUSANA”) non è problematico perché si tratta di un cambio di dicitura del progetto perché nel finanziamento regionale era diversamente nominato il finanziamento…

Alcune problematicità le abbiamo rilevate invece nella questione del “RECUPERO E ADEGUAMENTO, DELL’EDIFICIO EX-SCUOLE MEDIE DA DESTINARE A STRUTTURA SOCIO-ASSISTENZIALE”. Come ha accennato anche l’assessore, di questa cosa ci eravamo occupati già negli anni della precedente amministrazione e si erano valutate diverse ipotesi, fra le quali appunto quella dell’affidamento e quella dell’alienazione, ed era stata fatta una manifestazione d’interesse per saggiare il terreno, cioè per vedere se c’erano privati interessati o idee che potessero in qualche modo anche stimolare nuove progettazioni e chiaramente rientrare in programmazione. So che questa era un’idea che anche l’assessore Buttu e altri in qualche modo condividevano, perché tutti noi non vogliamo vedere edifici vuoti, di valore anche, edifici sui quali, anche di recente, quando c’era ancora la scuola, erano stati fatti interventi importanti (non dico che oggi siano adeguati ma comunque non lontanissimi dall’esserlo), andare comunque persi e in malora come tantissimi edifici che conosciamo. Però la variazione così come l’avete proposta oggi, abbiamo difficoltà a votarla. Nella dettagliata relazione si parla di uno studio progettuale, di uno studio di fattibilità dal quale sembra che emerga, anche per i profani, la non convenienza economica o comunque l’alto rischio relativamente alla possibilità di costruire o gestire la struttura. Chiaramente è uno studio parziale, e lo capiamo, ci potrebbero anche essere idee diverse di altri professionisti, però questo è quello che emerge in questo momento. Allo stesso tempo però ci si propone una delibera in cui aggiungiamo una nuova opera pubblica da realizzare per 1.400.000 euro. Ovviamente questa è una cifra impossibile per il Comune di Gavoi. Stiamo sempre tirando la coperta e abbiamo sempre i piedi scoperti e freddi! È una cifra gigantesca per il nostro bilancio e l’assessore stesso, nella relazione ci dice che accendere nuovi mutui (fortunatamente siamo riusciti a chiuderne, con grande impegno, pian pianino) non è assolutamente una cosa che si sta prendendo in considerazione e su questo concordiamo a pieno. Non essendo possibile che si spendano cifre del genere per fare un’opera di questo tipo che poi, costruita, rimarrebbe in qualche modo sul groppone del comune di Gavoi come altre opere del passato ricevute da noi in eredità e inutilizzate per tanto tempo e hanno sempre bisogno di nuove manutenzioni. Non è quindi assolutamente il caso di fare un’operazione di questo genere, di costruzione con soldi nostri, con soldi della nostra comunità, e quindi non è neanche il caso di inserirla nel piano delle opere pubbliche e nel Dup. Non è comprensibile. Se noi non abbiamo intenzione di costruirla, o comunque abbiamo molte paure ad imbarcarci in questa cosa, non si capisce perché ce la dobbiamo mettere in programmazione… Per quanto ci riguarda, oltre ai soldi messi per la progettazione, per i quali eravamo d’accordo (si fa un progetto e il privato che viene anche semplicemente a vedere la struttura riesce a farsi un’idea di quello che ha di fronte, di quello che si può fare) non è il caso di aggiungere nulla. Inoltre il progetto si può anche cambiare, è una visione, la visione di una struttura per anziani (poi vediamo se ce ne sono altre)… Noi siamo già detentori del bene, vorremmo che questo bene fosse una struttura sociale, e su questo pure concordiamo. Dobbiamo sondare però in modo ampio, non magari contattando un gestore che conosciamo, che gestisce strutture simili. Sondare in modo ampio significa aprire un sondaggio serio e importante che arrivi anche a gestori che magari noi nemmeno immaginiamo

L’unico modo per fare un’indagine in modo ampio è aprire una gara, fare una gara pubblica, anche con un taglio importante e vedere se è possibile affidare o alienare la struttura a favore di privati che la realizzano e ne traggono il giusto guadagno dal lavoro quotidiano.

Nonostante noi possiamo fare uno studio di fattibilità, questa non sempre è così nitida da uno studio fatto da un solo professionista.

Rispetto a questo, vorremo dire di non fissarci, perché abbiamo un progetto che ci indica questa strada, solo su una struttura di accoglienza per anziani, perché dobbiamo pensare a una struttura sociale in modo ampio: ad esempio, dobbiamo pensare che si possa anche realizzare una struttura di accoglienza per minori, che probabilmente ha costi anche inferiori, perché non c’è tutto l’aspetto sanitario e infermieristico… accoglienza per minori in affido o simili che comunque, essendo giovani, rivitalizzerebbero la comunità, perché frequenterebbero le scuole elementari, medie, superiori… Sappiamo noi quanto bisogno abbiano di utenza le nostre scuole, ma soprattutto quanto bisogno abbiamo noi di linfa giovane per questo Comune. E soprattutto, siamo una comunità che è in grado, per le sue strutture naturali solidali, associazionistiche, etc, di generare una buona rete anche per un mondo di giovani che possano recuperarsi vicino a noi. Potrebbe essere un’idea. Ripeto, si taglierebbero costi molto grossi rispetto a tutto l’aspetto sanitario e riabilitativo, e anche negli allestimenti. Voi adesso pensate agli allestimenti per una struttura per anziani e disabili, quanto possano costare solo i letti ospedalieri a fronte di letti normali per giovani ospiti?! Comintzamus a pessare binas in maneras alternativas, quindi abbattendo costi attraverso un ragionamento ampio.

Quello che doveva variare, a nostro avviso in questo caso, visto che non siamo ancora in grado di poter variare davvero il programma delle opere pubbliche, era il piano delle valorizzazioni degli immobili, aggiungendo a fianco alla voce dell’ex scuola media, la possibilità della concessione/alienazione laddove si parla solo di concessione. Perché? Perché se viene fuori l’ipotesi di poter alienare il bene, beh, questo è un beneficio per l’ente. Perché in qualunque modo noi riusciamo a portar fuori questo bene dalla nostra proprietà (chiaramente la Corte dei conti ci guarda, non possiamo regalarlo) dandolo a un privato che lo valorizza, e genera un lavoro e genera un servizio, per noi questo è un beneficio possibile.

Quindi sì, questo programma può essere variato e prevedere realmente, cosa che oggi non è prevista, l’alienazione di questo bene.

Nella relazione si dice che c’è bisogno di approfondimento però OGGI lo dobbiamo inserire nel programma delle opere pubbliche. A nostro avviso le cose vanno studiate prima, non rimandando a successivi approfondimenti, ma facendo prima gli approfondimenti, in giunta, con i professionisti, etc, e poi portando piani chiari al consiglio, affinché possa decidere scientemente. Perché poi il consiglio dà una linea politica e la linea politica non la possiamo dare se abbiamo ancora fumosità.

Quindi, la struttura dovrebbe andare a bando in qualche modo. Si potrebbe costruire una gara, un bando, e vedere cosa succede, non è così oneroso creare questo, perché abbiamo le strutture per poterlo fare ed è stato già fatto (mi viene in mente l’operazione “campeggio”)… e vedere cosa succede soprattutto, se noi lavoriamo su una pubblicizzazione su grande scala anche oltremare… Anche cooperative sarde sono affiliate a grossi consorzi che sono oltremare, anzi, addirittura con consorzi europei che gestiscono questo tipo di strutture, e quindi a questo dobbiamo pensare.

Ovviamente, se poi si sta ipotizzando l’inserimento di quest’opera nel programma delle opere pubbliche per giungere a finanziamento regionale che poi ci finanzi quest’opera, come in alcuni punti sembra leggersi, la cosa ad oggi ci sembra un pochino complicata e probabilmente prematura, perché non abbiamo neanche noi le idee ben chiare su che cosa possa poi portare come beneficio all’ente e alla comunità. E comunque, non esiste finanziamento regionale o quasi nessun finanziamento regionale (soprattutto un finanziamento regionale di 1.400.000 euro) che non ci chieda un grosso cofinanziamento. E un grosso cofinanziamento, per un milione e quattrocentomila euro, voi me lo insegnate, di cosa sarà? Del 10%? Se proponiamo solo il 10% che punteggio otteniamo? Poco? Dobbiamo proporre del 30%? E semus semper pacande nois, in qualche forma, e poi se siamo fortunati li prendiamo, ma comunque quel 30% lo stiamo mettendo di tasca. E comunque alla fin fine di tutta questa giostra, ci troviamo un’opera, bella nuova e tutto quanto, e magari con le strumentazioni, sul groppone, e poi magari riusciamo ad affidarla dopo un decennio se va bene… e non noi, nois ch’amus belle che acabau! Stiamo facendo queste scelte sulla pelle del Consiglio che verrà, anzi di quelli che verranno, perché conosciamo i tempi delle costruzioni e i tempi degli affidamenti! Quindi dobbiamo rifletterci!

Ci possono essere ipotesi diverse: io ho fatto una chiacchierata su questo anche con l’Ufficio Tecnico. L’ipotesi di un programma di ammortamento per cui il privato si possa prendere questo bene alla fine di un percorso anche lungo è un esempio… Ci possono essere tantissime idee. Però, oggi come oggi, l’idea dev’essere quella di tentare la strada della concessione o della alienazione con bandi di gara, vedere cosa succede, anche facendo l’ipotesi di fare un altro progettino per un altro tipo di struttura, come quella che stavo suggerendo precedentemente.

Però tutto questo va fatto prima di portarcela in Consiglio e chiederci di inserirla nel Programma delle Opere Pubbliche. Con un’idea migliore, con qualcosa di meno impalpabile, è chiaro che si potrebbe pure concordare. Sapete bene che lo abbiamo iniziato noi questo percorso e quindi non siamo assolutamente contrari. Dunque noi oggi proponiamo lo stralcio dell’operazione “ex scuole medie” dalla variazione DUP e dalla variazione del Programma delle Opere Pubbliche in attesa di linee più chiare, e, oltre a quest’ipotesi, proponiamo di provvedere in un prossimo Consiglio alla variazione del Piano della valorizzazione degli immobili aggiungendo la possibilità di alienazione dello stesso bene, perché altrimenti in questa delibera stiamo dando carta bianca alla Giunta…

E comunque non c’è una linea dritta rispetto a quello che ci state chiedendo. Ci state chiedendo di inserirla nel Programma delle Opere Pubbliche e poi si vedrà in un’ulteriore approfondimento. Non funziona. Si benit a noche cun s’approfondimento fatu, tando lu picamus in cunsideratzione… ca non semus contrarios a chi custa istrutura benzat valorizada.

Assessore Mario Buttu: Perché viene inserita nel Programma di Opere Pubbliche? Perché il livello di progettazione al quale siamo già arrivati ci consente di inserirla nel programma per fare gli ulteriori passi. Qua sono ipotizzati dei passi con oneri a carico del privato, se si vanno a leggere le schede del programma su questo intervento non ci sono soldi a carico del comune, per questi due interventi gli oneri sono a carico dei privati: sto parlando di una concessione per realizzazione e gestione e del project financing dell’illuminazione pubblica con spesa totale a carico dello stato e il comune pagherà, per quanto riguarda l’illuminazione pubblica, il canone annuale alla ditta che si aggiudicherà l’appalto con bando pubblico a procedura aperta, peraltro.

Allora, qual è la finalità? L’inserimento nel programma per fare gli ulteriori passi. Questo non significa che si sta autorizzando la giunta a fare mutui o fare chissà cosa, si sta autorizzando semplicemente la giunta a valutare un piano economico finanziario che è richiesto dalla norma, Perché se andiamo a leggere l’articolo di legge riportato nella relazione, ci dice “Se l’operazione economica non può da sola conseguire l’equilibrio economico-finanziario, è ammesso un intervento pubblico di sostegno. L’intervento pubblico può consistere in un contributo finanziario, nella prestazione di garanzie o nella cessione in proprietà di beni immobili o di altri diritti.

Qui è già sintetizzato tutto, nel senso che prima bisogna dimostrare che l’operazione economica stia in piedi. Noi abbiamo ipotizzato che la spesa sia di circa 850.000 euro più gli arredi, Iva e spese di progettazione, dopo di ché al privato dobbiamo dimostrargli che a nostro parere l’operazione sta in piedi economicamente, perché se così non dovesse essere, noi rischiamo di affidare, apriamo un bando, arriva qualcuno che si aggiudica la gara, ipotizzo, l’operazione non sta in piedi dal punto di vista finanziario e ci rifila la fregatura. Magari fa l’opera in tutto o parzialmente poi ce la lascia perché magari i conti non tornano. Dobbiamo essere noi a farci carico, non dico del garantire ma quantomeno di avere uno studio serio sulla sostenibilità dell’intervento non da parte del comune. Il comune non ci vuole investire un euro, a parte giusto le spese della progettazione e del piano economico, e basta, non vogliamo mettere altri soldi in questa operazione. Confermiamo che lo vogliamo dare in concessione. Sarà il piano economico che vogliamo fare a valutare se per tenere in piedi l’economicità dell’intervento è necessario per esempio cedere al privato l’immobile. Questo è quello che vogliamo dimostrare. Il piano economico serve a garanzia dell’ente pubblico e anche del privato, in questo caso, che si approccerà a una gara pubblica conoscendo già un piano, poi si farà i suoi conti. Uno studio di fattibilità economica dovrà dimostrare che l’operazione sta in piedi, perché se l’operazione non sta in piedi è inutile che continuiamo a discutere di questa cosa. L’inserimento nel programma è preordinato a tutti i successivi passi, e giustamente si dovrà portare a conoscenza del Consiglio lo stato di fatto e dell’avanzamento di quest’ipotesi che era stata già ipotizzata dal 2018. Non entro nel merito della diversa destinazione che hai proposto, lascio spazio anche agli altri consiglieri se vogliono intervenire su questo tema…

(ndr nessun altro consigliere interviene)

Capogruppo di Opposizione Luca Sedda: Sulla diversa destinazione dell’intervento che ho proposto, semplicemente l’ordine dei motivi lo avete capito, uno è un ordine di costi e l’altro su un ordine di diverso target di utenza.

Leggo dalla relazione, prima dello schema economico, “l’importo complessivo dell’opera comprendente il costo dei lavori, gli arredi e gli altri oneri a carico dell’amministrazione è riportato nel quadro economico che segue:”.

Assessore Mario Buttu: Forse non mi sono spiegato bene. Qualora il comune realizzi l’opera con fondi a suo carico, con ricorso al credito o finanziamento statale o regionale quello che spende è questo. Ecco. Questo è fatto in ipotesi per andare al passaggio successivo e dimostrare che il ricorso al credito non è proponibile perché ci costerebbe un sacco di soldi. È tutto legato, per dimostrare che il comune non lo può realizzare, sostanzialmente.

Capogruppo di Opposizione Luca Sedda: Ok. Le rassicurazioni che ci dà l’Assessore Buttu evidentemente non son le stesse rassicurazioni che ci sono in delibera, perché altrimenti non avremo sollevato questo tipo di ipotesi. Perché? Perché prima diciamo che non c’è una reale economicità della cosa e poi diciamo di “b) Contemplare all’interno del piano economico la possibilità di un sostegno pubblico attraverso la cessione dell’immobile ex scuola media qualora l’operazione economica non consenta l’equilibrio economico-finanziario”. Già l’abbiamo visto che questo tipo di struttura non è economicamente equilibrata, almeno dallo studio che ha fatto questo professionista… dobbiamo lavorare su possibilità diverse. È chiarissimo che con questo tipo di progetto e con questo tipo di struttura per anziani allettati, (una Rsa o una Rsa leggera come la intendete pensare voi) economicamente non è possibile al costo di 2.400 euro più IVA per utente! Sapete bene chi sono i nostri anziani e disabili… Sono quelli che hanno l’accompagnamento, e l’accompagnamento sono 500 euro, poi il resto della loro pensione, pacu bene… e insomma non arrivano a 1.500 euro, e gliela prendono tutta in una struttura. Poi c’è una parte di finanziamento pubblico della 162 o altri progetti, ma non arriveremo mai a quella cifra.

Quindi, riflettere su altre cose, e, seconda cosa, se già lo sappiamo, perché ci stiamo mettendo in delibera “qualora l’operazione economica non consenta l’equilibrio economico-finanziario”? Già lo sappiamo! Non lo consente! È nella relazione!

Assessore Mario Buttu: Forse non ci siamo capiti. L’operazione economica che non preveda una compartecipazione pubblica non lo consente. La compartecipazione pubblica noi la intendiamo come la cessione del bene. La cessione del bene consente gli equilibri economico finanziari? Io non lo so, lo studio ci consentirà di capire se la cessione del bene permette l’equilibrio. Ecco, questo è l’intendimento. Se c’è qualcosa da precisare…

Capogruppo di Opposizione Luca Sedda: … Ok, quindi proponiamo un emendamento nel quale si dica che l’unico onere finanziario possibile, a parte quelli progettuali e di studio di fattibilità, a carico dell’ente sia quello della cessione del bene immobile…

Assessore Mario Buttu: Non lo so, nella relazione “Contemplare all’interno del piano economico la possibilità di un sostegno pubblico attraverso la cessione dell’immobile…”. La relazione fa parte della… Se poi lo vogliamo aggiungere in delibera… Mi sembra di averlo riportato uguale…

Capogruppo di Opposizione Luca Sedda: Aggiungiamolo alla delibera come esclusivo onere economico…

Sindaco Salvatore Lai: L’azunghimus in delibera

Assessore Mario Buttu: Quindi vorresti scrivere “esclusivamente attraverso la cessione dell’immobile”

Capogruppo di Opposizione Luca Sedda: Si. Ciò non toglie che una reale indagine verrebbe solo da una reale gara ben costruita, perché noi, anche contattando tutte le strutture che possiamo conoscere, non avremmo uno spaccato di competitors e portatori di interesse adeguato…

Assessore Mario Buttu: Ma noi vogliamo fare la gara, ci mancherebbe! Questo è il nostro intendimento. Noi stiamo preparando le carte per fare la gara. Non preoccuparti, siamo chiari. Non è che stiamo andando a cercare qualcuno… No! Faremo una gara pubblica aperta al mondo, chiaramente! Però, uno studio chiaro sia dal punto di vista di quello che può andarci dentro la struttura, che abbiamo già fatto, il dato che, siccome il progettista era una persona che conosceva un po’ il mondo di quel tipo di strutture, ha aggiunto nella relazione, però è una cosa molto parziale, molto sintetica, che va studiata meglio dal punto di vista anche dell’organizzazione del personale, che va approfondito e supportata proprio da dati economici, soprattutto in questo caso, molto più dettagliati.

Sindaco Salvatore Lai: Se necessario, aggiungiamo a questo punto “esclusivo”. E così chiudiamo questa partita. È ovvio che andremo anche a verificare la proposta che hai fatto riguardo ai minori. In effetti l’abbiamo in qualche modo esaminata questa possibilità, forse ci possono essere anche delle linee di intervento nel settore dei minori e nel settore dei pazienti con disagi psichici. Però la cosa importante è questa: è importantissimo arrivare a chiudere una partita… contemporaneamente però, bisogna tener presente che nel mandare poi a gara questo progetto potremmo anche non ricevere alcun interesse, quindi contemporaneamente bisogna esplorare altre strade… Le incognite ci sono, però abbiamo il dovere di esplorare… Contemporaneamente infatti stiamo pensando anche a un altro ragionamento, io proporrei un intervento brevissimo anche all’assessore (Ass. Rosangela Sedda, ndr). Abbiamo avuto un incontro col presidente della cooperativa che gestisce l’assistenza agli anziani, per verificare forme meno costose, ma importanti dal punto di vista delle risposte che si possono dare alla popolazione anziana che peraltro, come sapete, è in grande crescita. Vuoi riferire brevemente sull’incontro che abbiamo avuto anche su quest’ipotesi?

Assessora Rosangela Sedda: Non c’ero io Salvatore.

Sindaco Salvatore Lai: Tu non avevi partecipato? Allora, il punto è il seguente: noi abbiamo una popolazione anziana che è abbastanza ampia e che, al limite, se non puoi dare 100, nel senso che tu gli realizzi la permanenza notturna e così via, puoi intervenire in modo più leggero. Si tratta in definitiva di riprendere un servizio per gli anziani da un punto di vista dell’aggregazione sociale, il famoso centro di aggregazione sociale che però non andò a buon fine a suo tempo perché la struttura, Casa Maoddi, non era per gli anziani appetibile. Ma insomma il discorso lo si può riprendere, nel senso che, anche in questo caso, portare via da casa per un’intera mattinata, organizzare possibilmente anche una mensa, un tipo di servizio che sia funzionale a una migliore socializzazione della popolazione anziana… si incontrano, fanno attività e non stanno chiusi in casa, potrebbe essere un servizio, anch’esso, interessante, cioè siamo nella fase della sperimentazione, ci sono realtà nel nord Europa e nord Italia in cui gli anziani cooperano tra di loro, si organizzano, si mettono in piedi servizi comuni e in qualche modo si affronta un problema che, badate, ha dimensioni veramente ampie. Anche un servizio tutto sommato di questo tipo potrebbe essere, bisogna pensarci. Quindi, chiudiamo questa partita in questo modo, con quella precisazione di cui ha parlato il Consigliere Sedda e poi esploriamo. Intanto con questo andiamo avanti, poi o finanziamenti regionali, oppure attraverso, quello che è più realistico, la messa a gara con l’alienazione del bene, proviamo a vedere se qualcosa riusciamo a sbloccarla. Contemporaneamente direi di prendere in considerazione anche altre ipotesi meno costose.

Capogruppo di Opposizione Luca Sedda: Aggiungo solo una cosa. Inserirla così come struttura residenziale per anziani ci impedisce le altre operazioni di cui stavamo parlando, cioè il cambiamento di ipotesi se stiamo pensando…

Assessore Mario Buttu: No, però la dicitura in sé all’interno del programma è “struttura socio assistenziale”.

Capogruppo di Opposizione Luca Sedda: Quella che mi sfugge è la ratio dell’inserimento nel piano delle opere pubbliche in questo momento…

Assessore Mario Buttu: Si tratta comunque di un’opera pubblica a prescindere che sia finanziata da privati. Nelle schede del programma non ci sono costi a carico dell’ente, sono previsti nella scheda A, ci sono “risorse acquisite mediante apporti di capitali privati” per complessivi 2.300.000euro, che sono 1.400.000 dell’ex scuola media e 900.000 ipotizzati di spesa per l’illuminazione.

Gli oneri a carico del Comune in questa fase saranno lo studio di fattibilità economico finanziaria e la progettazione che abbiamo già acquisito e, se dovesse essere necessario, implementarla con qualcosa in più…

Sindaco Salvatore Lai: Ok, dai, chi è d’accordo? (procedendo alla votazione)

Capogruppo di Opposizione Luca Sedda: Ehm, c’è un altro punto, l’illuminazione pubblica. Posso?

Sindaco Salvatore Lai: Prego.

Capogruppo di Opposizione Luca Sedda: Rispetto a questo, ci sembra che il project financing sia un’operazione forse addirittura indispensabile in questo momento, soprattutto perché rimanga al comune l’infrastruttura rinnovata, l’infrastruttura finanziariamente sostenibile. Però una domanda che ci poniamo: l’assessore ci ha detto che sono già pervenute delle offerte che propongono un risparmio e un contenimento delle spese, o rimangono le spese, i canoni come sono oggi o addirittura siamo in grado di risparmiare. La domanda è che, a prescindere dalle offerte pervenute, si va poi a gara e chi ha fatto offerte gareggia con quelli che si presentano…

La seconda domanda è se si è fatta una valutazione economica se passare invece per convenzione Consip sia meno oneroso. Se questa valutazione è stata fatta, perché non c’era scritto da nessuna parte? Perché magari farlo con Consip può essere più conveniente, anche con passaggi molto più semplici, che non aprire una gara lunga e incasinata. (ndr. Consip è la centrale di acquisto nazionale interamente partecièata del Ministero dell’economia e delle finanze e offre soluzioni innovative alle PA).

Assessore Mario Buttu: No, la valutazione rispetto a convenzione con Consip non l’abbiamo fatta. Allora, come è nata tutta la questione? È pervenuta una prima proposta, perché il project financing rispetto ad altri tipi di interventi pubblici, può essere proposto dai privati anche se non c’è nessun bando: il privato può proporsi e dire “io voglio prendere in gestione, realizzare e gestire il tuo impianto di illuminazione pubblica”… Se quella proposta l’ente pubblico ritiene che sia accettabile, mette a gara quel progetto, che è un progetto preliminare chiaramente e tutti possono partecipare. Poi c’è una aggiudicazione all’offerta economicamente più vantaggiosa. La gara si fa attraverso un bando a procedura aperta, quindi su questo non ci sono procedure negoziate o altro.

Capogruppo di Opposizione Luca Sedda: E qualora invece passare attraverso Consip fosse maggiormente conveniente? Perché fondamentalmente i servizi sono gli stessi: Consip prende in carico l’impianto, prende in carico la manutenzione, rinnova l’impianto e chiaramente abbatte i costi…

Assessore Mario Buttu: Con Consip c’è sempre un imprenditore che prende gli impianti. Consip ti può servire eventualmente da piattaforma per fare la gara…

Capogruppo di Opposizione Luca Sedda: Consip ti può servire da piattaforma per fare la gara e per stipulare un accordo diverso e più semplice rispetto al fare un project financing, e soprattutto ci garantisce le stesse cose magari a prezzi diversi. Semplicemente andrebbe sondata questa ipotesi.

Assessore Mario Buttu: Bisognerebbe vedere se ci sono delle convenzioni aperte…

Capogruppo di Opposizione Luca Sedda: Esatto, siccome ci siamo confrontati anche con altri enti che invece sono passati per questa soluzione un pochino più agevole rispetto alle procedure e comunque conveniente economicamente per il cittadino e per l’ente, prima di passare a una fase di gara, andrebbe considerata, perché se con Consip ci conviene di più, è più agevole, più svelta, e non la consideriamo stiamo perdendo un’occasione.

Assessore Mario Buttu: Ti ripeto, non abbiamo valutato questa ipotesi, possiamo approfondirla prima dell’approvazione delle proposte che ci hanno mandato e vediamo se c’è la convenienza. Adesso non ti saprei rispondere. Perché ci stiamo muovendo sulla base delle proposte che ci sono pervenute, ma, ripeto, qui stiamo comunque parlando di proposte preliminari…

Capogruppo di Opposizione Luca Sedda: La nostra richiesta è che sia fatto prima un sondaggio preliminare con Consip per vedere se è più conveniente economicamente per l’ente.

Assessore Mario Buttu: Sì sì, non lo sto escludendo a questo punto, però ripeto questo è l’atto preliminare. Poi ci impegniamo comunque a prendere in considerazione la vostra proposta.

VOTO OPPOSIZIONE: ASTENSIONE

Categorie Consigli comunali, Senza categoria

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