La politica per noi ha il compito fondamentale di gestire un messaggio positivo ed educativo. Deve farsi portavoce e garante di diritti, coesione e stabilità sociale, attraverso l’accoglienza, la difesa dei più vulnerabili, e l’insegnamento, che passa attraverso l’esempio, nei confronti delle giovani generazioni. Il tutto imperniato sulle esperienze e i saperi degli anziani e degli adulti in genere.
La politica per Comunidade deve consentire, attraverso azioni efficaci, effettive pari opportunità alla partecipazione alla vita istituzionale, con un confronto e un dialogo costruttivo e continuo tra amministratori e amministrati. Spesso anche le amministrazioni locali hanno trascurato questo compito. E così i cittadini si sono distaccati dalla gestione della res pubblica, richiudendosi nel privato e guardando alle istituzioni come a un apparato distante, del quale diffidare e al quale rivolgersi con atteggiamenti ostili e talvolta di netta contrapposizione o, ancor peggio, con sudditanza e atteggiamento clientelare.
Riteniamo che sia indispensabile il riavvicinamento dei cittadini alla politica restituendole il suo senso originario. E’, infatti, il collante fra i cittadini e rappresenta lo spazio pubblico dedicato alla discussione e alla presa di decisioni che ogni individuo deve sentire alla sua portata. Deve dunque ridiscendere le scale del palazzo e tornare fra la gente, restituendo il timone alla comunità.
La politica ha per noi il compito di gestire il messaggio di pace della quale è portatrice (collaborazione e comunicazione anziché scontro e conflitto) abbandonando la tendenza a divenire piramidale, gerarchica e ingessata.
La politica della comunità per la comunità oggi, in due parole, può essere definita Democrazia Partecipata.
Sono diversi e numerosi i progetti di Democrazia partecipata che, nel mondo, in Italia, in Sardegna hanno riportato la comunicazione, l’informazione, la possibilità di operare scelte consapevoli fra i cittadini. Da queste esperienze oggi si possono trarre alcune linee per proseguire lungo un cammino iniziato.
Ispirato dalla nostra elaborazione politica nel 2005 è stato istituito l’Assessorato alla Partecipazione Democratica e hanno parzialmente funzionato per brevi periodi commissioni consultive di cittadini che hanno affiancato alcuni assessorati; si sono sperimentati in momenti critici per la vita del paese incontri comunitari assembleari e così via. Sul fronte dell’allargamento dell’informazione si sono trovate soluzioni sufficientemente efficaci attraverso la creazione del sito web del comune.
Non iniziamo quindi da zero ma è tantissimo il lavoro da fare assieme. Un progetto così ambizioso ha bisogno di forte entusiasmo, competenza e convinzione rispetto al metodo. L’impegno deve essere costante rispetto alle azioni fondamentali: convocare le riunioni, produrre schede e materiali informativi, coinvolgere la popolazione, dialogo costante.
Riteniamo che da questo punto sia necessario ripartire per riaprire i canali di comunicazione fra amministratori e comunità restituendo a quest’ultima il potere decisionale che le spetta, per il quale ha delegato, ma al quale non ha volontariamente abdicato.
La Democrazia Partecipata (che moltiplica gli attori del gioco politico) è impegnativa, ma è l’obiettivo da perseguire per giungere all’amministrazione di una comunità che sia consapevole, coinvolta e allo stesso tempo in grado di mettere in campo sinergie che la portino a risolvere in modo positivo i problemi. La piena Democrazia Partecipata deve essere l’obiettivo a lungo termine delle amministrazioni locali. È una pratica quotidiana che va costruita partendo dal locale per poi permettere ai cittadini di chiedere maggiore democrazia anche agli altri livelli istituzionali.
È l’educazione civica sperimentata sul campo.
La Democrazia Partecipata è anche la scialuppa di salvataggio per gli amministratori, che spesso si sono sentiti abbandonati e soli, nell’assolvere al loro ruolo. Con questa pratica si divide il carico delle responsabilità con i cittadini riuniti, si educa la comunità tutta ai processi democratici e a rapportarsi con l’amministrazione.
È una democrazia più forte, con una delega sempre rinnovata che mira a rinsaldare un legame sociale attraverso la ricostruzione di un rapporto fra bisogni sociali e istituzioni, a restituire spazio pubblico di decisione sui destini del paese e del territorio.
La Democrazia Partecipata ha il suo obiettivo a lungo termine nel Bilancio Sociale e Partecipato nato dalle idee, le condivisioni, la collaborazione e la decisione dei cittadini concentrati a risolvere i problemi comuni guardando alla collettività e non al proprio privato.
È necessario stimolare la partecipazione attiva della popolazione anche su un argomento così complesso come la gestione delle risorse economiche. La creazione del Bilancio è materia tecnica ma è possibile semplificarne la lettura affinché possa essere compresa da tutti. Spiegare ai cittadini la destinazione delle risorse e le norme che regolano la creazione del bilancio è un modo per avvicinare le persone al Comune e alle sue dinamiche, incombenze, priorità che dal momento che vengono comprese possono essere anche trasformate o condivise.
È dunque indispensabile adottare il Bilancio Sociale, quale strumento con cui il Comune rende conto del proprio operato ai cittadini in modo responsabile e trasparente per poi giungere attraverso l’educazione alla partecipazione ad un Bilancio Partecipato. Il Bilancio Sociale è esso stesso in grado di formare la cittadinanza rispetto alla macchina amministrativa del Comune. Serve, infatti, a rendicontare obiettivi e risultati dell’azione di governo e costituire il punto di riferimento per le azioni seguenti. Inoltre, consente, anche ai non addetti ai lavori, di capire in modo chiaro come sono stati spesi i soldi del Comune e di reperire con facilità informazioni preziose. È propedeutico alla discussione del Bilancio da parte dei cittadini che devono essere accompagnati a decidere assieme le priorità per la comunità in cui vivono.
Obiettivi:
Creare un nuovo modello politico con strutture amministrative intermedie, che sappiano comunicare in maniera facile e diretta, che favoriscano l’abbattimento delle barriere burocratiche, che contribuiscano a far partecipare i cittadini alle scelte. Non solo consultare ma, far nascere le scelte politiche dal basso migliorando il rapporto fra cittadini e istituzioni, in una parola: co-decidere.
Azioni
– Rivitalizzazione dell’Assessorato alla Democrazia Partecipata
– Istituzione della Commissione della Partecipazione Democratica che coordini tutte le attività di partecipazioni con l’apporto di animatori e facilitatori volontari (che gestiscano incontri, assemblee e aiutino amministratori e cittadini ad acquisire il metodo decisionale allargato).
– Adozione del Bilancio Sociale e sperimentazione del Bilancio Partecipato
– Promozione di incontri informativi periodici fra l’amministrazione e gruppi di cittadini, assemblee di quartiere, delle realtà associative ecc. in cui ognuno possa chiarirsi le idee rispetto a ciò che si sta facendo per il municipio e dove ognuno potrà portare le sue proposte e perplessità.
– Creazione e animazione di una commissione per ogni assessorato che garantisca un continuo confronto sulle tematiche amministrative e politiche da affrontare e che non isoli l’amministratore dal contesto.
– Creazione, animazione e potenziamento dei compiti delle Consulte: dei giovani; degli anziani; delle donne; dei bambini ecc. in cui i cittadini uniti da uno scopo comune possano incontrarsi e far valere le proprie istanze.
– Creazione e animazione della Banca del Tempo: dove i cittadini attivi possano mettere a disposizione di tutti il proprio tempo libero (le ore che vorranno) e le proprie competenze sia per supportare le attività di partecipazione sia per altre iniziative (formazione, volontariato etc.). I bilanci comunali, infatti, sono sempre più poveri e bisogna scambiarsi altri valori oltre a quello monetario: energie e competenze a disposizione di tutti in un circuito di mutuo aiuto.
– Un’informazione costante e allargata nei confronti dei cittadini attraverso tutti i canali possibili: sito web; sms; volantini; documenti, bando pubblico sonoro ecc.. Questa azione deve sfociare nella creazione e pubblicazione del Bilancio Sociale, il bilancio, che da sempre è materia complessa, reso leggibile e interpretabile da tutta la cittadinanza.
– Stimolo delle agenzie formative a intraprendere percorsi di educazione alla cittadinanza attiva; eventuale promozione di progetti di educazione alla Partecipazione Democratica per i Bambini e i Ragazzi che saranno i cittadini attivi e consapevoli di domani.

