Il Comune non può e non deve essere imprenditore ma, nell’ambito delle sue competenze, deve favorire, promuovere, stimolare la produttività, l’occupazione, il lavoro, la collaborazione, il benessere per i propri cittadini.
Pastores e massajos
Pastores e Massajos sono l’impronta identitaria del nostro territorio, della nostra isola. Dal loro lavoro dipende buona parte di quello che ancora oggi è lo stile di vita barbaricino. Alla sopravvivenza di queste categorie è legata la nostra qualità della vita.
Dal mondo dei pastori e degli agricoltori hanno origine le nostre buone abitudini alimentari, le scansioni temporali del lavoro e della festa. Al mondo dei pastori e degli agricoltori sono connesse la qualità ambientale, la tutela del territorio e del paesaggio che si conservano perché il pastore e l’agricoltore da millenni ne sono custodi. Dal mondo dei pastori nasce lo spirito solidale del mutuo soccorso (s’azudu torrau) in tempi difficili, quella orgogliosa e silenziosa solidarietà de sa paradura (la ricostituzione del gregge).
Quello dei pastori non è solo un lavoro, è una cultura, un modo di vita diffuso che coinvolge tutte le comunità sarde. In questa visione politica, quello di pastores e massajos è il punto di snodo e di collegamento fra tutte le realtà produttive del territorio: la cultura identitaria come attività economica, il turismo, la salute, l’ambiente, il commercio e l’artigianato.
Riteniamo che il mondo delle campagne, e con esso tutti gli altri settori, possa essere il propulsore di un progresso socio – economico sostenibile e autodeterminato (non calato dall’alto) in un sistema di rete fra produttori.
Pastori e agricoltori devono impegnarsi – con le altre categorie di lavoratori, con le istituzioni e le associazioni di categoria – per dare nuovo corso alla loro attività, una speranza ai giovani che vogliono tornare alla terra, una connotazione chiara all’economia e all’identità del territorio. Per questo è necessario e non più prorogabile un lavoro di coesione in senso consortile fra gli operatori del comparto zootecnico e ortofrutticolo, di collaborazione e condivisione di strategie che l’Amministrazione Comunale ha il dovere di favorire e di stimolare.
È necessario sostenere i pastori nella rivitalizzazione del Consorzio Fiore Sardo, in quanto detentori di una tradizione casearia millenaria non riproducibile a livello industriale, i cui contributi sono fondamentali per individuare azioni efficaci utili alla riconquista della Tutela, oggi in capo alla Regione Sardegna (tenendo conto anche dei risultati – ancora da certificare – delle analisi sui formaggi portate avanti da Porto Conte Ricerche).
Negli ultimi anni molte aziende hanno mostrato la volontà e le energie per diversificare la produzione con qualità casearie differenti dal formaggio a latte crudo e prodotti agricoli di eccellenza (ortaggi – es. patate – e frutta – es. fragole).
Un altro settore che potrebbe essere potenziato e potrebbe allargare le possibilità produttive delle aziende è quello suinicolo, che da sempre ha affiancato l’allevamento ovino. Si potrebbero analizzare le potenzialità di forme di allevamento semi-brado o all’aperto in aree recintate, con capi selezionati e controllati (da seguire in tutta la filiera) al fine di fornire un prodotto di qualità per il consumo locale e allargato. Sperando nel successo del Piano di Eradicazione della PSA quello suinicolo potrebbe rappresentare anche un settore aziendale (con piccoli impianti sostenibili) a sé stante o un adeguamento al reddito per molti lavoratori del settore agricolo.
Si prospetta l’esigenza di variegare e intensificare tali produzioni, creando così una significativa offerta per il mercato interno ed esterno. A tal fine è utile studiare strategie per inserire i prodotti locali (in un’ottica legata alla salute alimentare e al così detto KM Zero) nelle mense scolastiche e nella ristorazione collettiva in genere. Ciò è attuabile anche attraverso lo studio di capitolati d’appalto appositi e intercomunali per l’affidamento dei servizi ristorativi su citati.
Un discorso analogo può riguardare il settore alberghiero, la ristorazione, le aziende turistiche e agrituristiche che possono fungere da veri promotori delle produzioni locali e del mangiare bene in un’ottica comunitarista e solidale fra operatori di settori diversi. Gli chef e i ristoratori possono farsi portatori di un messaggio di educazione alimentare basata sul consumo consapevole dei prodotti del territorio perché buoni per il palato, la salute e il benessere dei produttori e della comunità.
Tenendo conto, inoltre, del divieto di macellazione aziendale (anche per esigui numeri di capi) bisogna prendere in considerazione la possibilità di creare o riattivare spazi di macellazione adeguati nel territorio attraverso un impegno intercomunale (es ex Mattatoio di Sarule, mattatoi mobili o altre strutture adeguate;) e favorire l’interlocuzione fra gli operatori del settore e gli enti preposti.
Sulla scia della valorizzazione delle economie locali, appare oggi fondamentale la creazione di una rete con operatori della filiera agricola presenti in altre zone dell’Isola (Campidano e Nurra ad es.) per mettere a regime progetti di chiusura della filiera alimentare, foraggera e mangimistica, tali da garantire la genuinità dei prodotti (Ogm free – prodotto sardo certificato).
Ai pastori e agli agricoltori si richiede quindi un forte impegno all’interno della comunità, un forte impegno nelle dinamiche della categoria e un maggiore senso di solidarietà nei confronti degli altri lavoratori. E’ importante che rivestano nuovamente il ruolo di custodi del territorio assicurando, in collaborazione con gli enti competenti, la manutenzione delle strade interpoderali e di penetrazione, consentendo inoltre l’accesso al proprio fondo laddove siano presenti siti di interesse naturalistico, turistico-archeologico.
Per ovili e aziende agricole moderne che tutelino la tradizione e l’ambiente, è necessario inoltre studiare, e se possibile incentivare, l’utilizzo di energie alternative senza la creazione di mostri paesaggistici.
Per fare questo è indispensabile una forte presa di posizione da parte della categoria – ed anche da chi amministra il territorio – nei confronti di una burocrazia oppressiva che impedisce il naturale evolversi dell’impresa agricola. Le parole d’ordine per questo e per i settori collegati devono essere dunque semplificazione, coordinamento, collaborazione.
Obiettivi:
Miglioramento della competitività in agricoltura e pastorizia; gestione sostenibile delle risorse naturali e di uno sviluppo territoriale equilibrato per le zone rurali (già obiettivi strategici per la politica di sviluppo rurale dell’UE nel 2014-2020).
Promuovere l’impronta identitaria del nostro territorio e della nostra comunità attraverso il lavoro dei pastori e degli agricoltori. Sensibilizzare la categoria alla collaborazione e alla condivisione di strategie commerciali in sinergia con le altre attività produttive del paese e con l’Amministrazione Comunale.
Azioni
– Stimolare la collaborazione fra gli operatori del settore che serva per dare nuovo slancio anche alle realtà consortili esistenti (Consorzio del Fiore Sardo);
– Innescare processi di collaborazione sia per la produzione sia per la vendita dei prodotti (es. Reti d’impresa o altre forme associative leggere);
– Promuovere la diversificazione della produzione, studiare strategie per inserire i prodotti locali nelle mense scolastiche e nella ristorazione (Km zero), studiare la possibilità di certificare i prodotti della montagna;
– Promuovere l’educazione al consumo etico e consapevole dei prodotti del territorio;
– Promuovere una campagna di sensibilizzazione sui prodotti locali attraverso l’educazione alimentare (es. conoscere l’etichettatura dei prodotti per poter consumare consapevolmente);
– Promuovere progetti di chiusura della filiera alimentare (farine alimentari, mangimistica animale e prodotti finiti);
– Promuovere pratiche proprie dell’agricoltura biologica e di sistemi colturali a basso impatto ambientale e finalizzati al risparmio idrico, alla riduzione delle emissioni e alla protezione del suolo;
– Incentivare la buona prassi dell’utilizzo delle energie alternative negli ovili con piccoli impianti non impattanti a uso aziendale;
– Promuovere il paesaggio agricolo e la cultura agro-pastorale come attrattori turistici lungo tutto l’arco dell’anno;
– Alzare il livello d’attenzione, stimolando le forze dell’ordine ad un maggiore controllo, riguardo ai reati che danneggiano il mondo agro-pastorale affinché pastori e agricoltori possano operare in tranquillità e sicurezza (con il supporto della Compagnia Barracellare Locale).
Turismo sostenibile
Il settore turistico, imperniato sulla cultura identitaria sulle bellezze naturali, sostenuto da commercio e artigianato deve diventare un settore economico strategico per gli investimenti del sistema locale.
Il paese di Gavoi è stato insignito della Bandiera Arancione del Touring Club, importante riconoscimento che fa da volano al flusso turistico e che va conservato e rilanciato oltre che come mezzo promozionale anche come certificazione di uno standard ottimale per l’accoglienza turistica, l’ambiente, i servizi.
Il turismo culturale rappresenta oggi uno dei principali settori del comparto. Sono sempre più numerosi i viaggiatori che dedicano parte delle loro vacanze alla scoperta delle peculiarità locali. Si prospetta quindi la necessità di porre a regime e in rete le potenzialità offerte dal territorio, rendendo turisticamente fruibili i beni naturalistici e archeologici, integrati a servizi culturali, gastronomici e del tempo libero.
Un’evoluzione turistica in tal senso può influire direttamente sull’economia, a favore anche della nascita di nuove imprese, soprattutto giovanili. Il nuovo modo di fare turismo deve partire da alcuni concetti chiave, quali promozione, accoglienza e offerta integrata.
Occorre potenziare e rendere efficienti la comunicazione e il marketing territoriale (compreso il web marketing) che devono andare di pari passo con le iniziative delle associazioni culturali e una visione strategica del mercato turistico regionale (es. collaborazioni con il turismo costiero), nazionale e straniero. E’ dunque fondamentale proporsi sul mercato attuale con forme innovative e di richiamo, sfruttando i nuovi canali, le potenzialità e le risorse del sistema locale (enogastronomiche, ambientali, archeologiche, storiche, museali, il centro storico ecc.).
L’accoglienza rappresenta il primo momento in cui il turista viaggiatore entra a contatto con la realtà locale, per cui appare fondamentale la creazione di un’efficace strategia del sistema di ospitalità. E’ auspicabile studiare la possibilità di riattivare, anche in forma associata con gli altri comuni della Barbagia, un ufficio turistico, dove il turista, le agenzie etc. possano reperire informazioni e suggerimenti sull’offerta. È necessaria, inoltre una cartellonistica efficace (contemplando le nuove modalità di comunicazione – per tablet e smartphone – e le lingue straniere), in un’ottica di integrazione tra servizi museali e altre attrattività (naturalistiche, archeologiche e/o legate a piccoli e grandi eventi).
Anche sul fronte dell’ospitalità appare oggi fondamentale valorizzare e sostenere la messa a sistema della ricettività urbana e extra urbana esistente (Hotel, B&B, albergo diffuso, affittacamere), anche attraverso interventi che consentano offerte di gruppo e integrate.
L’offerta integrata, infatti, rappresenta un’altra importante premessa per lo sviluppo del territorio. Predisporre un calendario unico annuale degli eventi, valorizzare alcune specifiche linee di prodotto turistico, adottare una programmazione di lungo periodo, favorire l’integrazione tra i Comuni vicini prima, per guardare più lontano poi. Sono queste le premesse indispensabili per favorire una crescita economica, sociale e civile del territorio. Gavoi potrebbe diventare un’alternativa ambientale-turistica-ricreativa per le popolazioni costiere in tutto l’anno.
Obiettivi:
Far diventare il turismo un comparto fondamentale per la nostra economia; settore strategico per gli investimenti dell’economia locale. Mettere in rete e a regime tutte le potenzialità offerte dal territorio rendendo turisticamente fruibili tutti i beni naturalistici e archeologici collegandoli e integrandoli ai servizi culturali, enogastronomici e del tempo libero che producano occasioni di lavoro, soprattutto giovanile.
Azioni:
– Promuovere un turismo attivo che sia meta di escursionismo e attività sportive (es. trekking, biking, canoa, pesca, passeggiate a cavallo…) puntando alla creazione di un piano turistico comunale (ancora meglio intercomunale) ovvero un progetto integrato di “identità” turistica che metta a sistema: sentieristica/cartellonistica, identità rurale e agricola-pastorale, memoria storica e culturale, prodotti tipici e valore paesaggistico-naturalistico;
– Rivalutazione e manutenzione dei percorsi archeologici promuovendo passeggiate ed escursioni in tutto il territorio montano (es. creazione di punti di informazione turistica, bacheche in punti strategici fornite di mappe con i percorsi, carte con informazioni sui siti di interesse);
– Valorizzare “l’area lago” con le sue strutture ricettive quale punto di partenza per le attività turistico-sportive sul territorio, ma anche come area di svago-ricreativa per famiglie e bambini, eventualmente studiando le possibili soluzioni d’uso a costi sostenibili delle strutture pubbliche già esistenti nella zona al fine di accogliere le diverse tipologie di turisti (sportivi, naturalisti, camperisti etc.);
– Promozione del mangiare sano e delle eccellenze della gastronomia locale e della ristorazione tipica;
– Stimolare e mettere a sistema l’ospitalità diffusa in ogni sua forma;
– Sostenere nuove strategie di promozione del territorio, dei suoi eventi e degli operatori in manifestazioni specializzate (es. Bitas), ma anche attraverso il web e mediante integrazione della cartellonistica tradizionale con strumenti per smartphone e tablet (es. App gratuite atte a fornire informazioni su punti-eventi di interesse).
Artigianato e Commercio
Lo spopolamento, la diminuzione del potere di acquisto, la concorrenza della grande distribuzione hanno avuto un effetto pesante sulle potenzialità del settore. Nel corso degli ultimi dieci anni abbiamo assistito alla chiusura di numerose attività, senza che ci fosse ricambio generazionale e con la conseguente mancanza di servizi a disposizione della popolazione, in modo particolare della fascia più anziana che ha minore facilità allo spostamento. In passato le aziende del comparto avevano dato vita al Centro Commerciale Naturale, esperienza e opportunità da cui si potrebbe ripartire. Solo attraverso il sostegno reciproco tra operatori del comparto è infatti possibile strutturare forme di vendita finalizzate alla fidelizzazione dei clienti, ideazione di eventi e manifestazioni che siano rivolte non solo alla popolazione locale, ma che diventino attrattori per clienti esterni.
Abbiamo lentamente assistito all’affievolirsi dei lavori identitari quali: lavorazione pelle, lavorazione ferro, lavorazione legno, lavorazione pietra, lavorazione tessile, settore dolciario e paste fresche tradizionali. Alcuni segnali positivi di rivitalizzazione di queste produzioni si sono avuti negli ultimi anni, segnali che vanno sostenuti e confermati affinché possano sempre più caratterizzare l’economia del paese.
Gli antichi mestieri identitari possono diventare essi stessi collettori turistici, se opportunamente integrati, messi a sistema e promossi con apposite iniziative, con marchi territoriali quali DE.CO. Denominazione Comunale anche per i prodotti della tradizione artigiana.
Per questo è importante un’azione di stimolo della presenza di tutti i prodotti locali in sempre più ampi spazi espositivi, nelle vetrine locali ed in quelle virtuali. La messa a sistema delle eccellenze del territorio, consente un miglior utilizzo anche dei canali di vendita innovativi quali ad esempio il commercio elettronico. Le nuove tecnologie possono essere strumento valido anche per la promozione e la vendita dei prodotti dell’artigianato artistico e di qualità.
Per le imprese edili artigiane riteniamo sia opportuno stimolare all’aggregazione degli operatori mediante reti di impresa, A.T.I. o consorzi, che favoriscano le condizioni per raggiungere ambiti di mercato da cui sono attualmente esclusi: es. infrastrutture importanti o partecipazione a grandi appalti pubblici. Inoltre, se da un lato si intendono valorizzare i saperi legati alla tradizione dei quali sos mastros de muru sono da sempre portatori (edificazione delle case in granito, tecniche eccellenti di restauro etc.), dall’altro, è necessario rivolgere l’attenzione verso la promozione di pratiche di risparmio energetico in edilizia e l’uso di materiali locali oltre alla sensibilizzazione e formazione degli operatori sulla bioedilizia.
E’ di vitale importanza promuovere una valida formazione sulle innovazioni anche attraverso il pieno coinvolgimento delle associazioni di categoria. L’amministrazione dovrà stimolare forme di collaborazione tra le imprese edili affinché possano mettere in rete conoscenze e capacità tecniche.
E’ indispensabile, dove è possibile, privilegiare le imprese, i professionisti e gli artigiani locali nei lavori pubblici e di manutenzione ordinaria e straordinaria. Il tema della produttività del territorio è legato strettamente a quello dello spopolamento. Una situazione connotata da un circolo vizioso fra disoccupazione, non solo giovanile, e perdita di molti servizi di tipo essenziale. Occorre quindi stimolare i produttori a ripartire dalle esperienze che in passato hanno portato alla creazione di reti di partenariato tra imprese commerciali e artigianali, puntando su un maggior coinvolgimento della base e allargando la collaborazione alle altre imprese presenti nel territorio; con la gestione associata si può infatti usufruire di alcuni servizi e ottenere soluzioni con un notevole abbattimento dei costi di gestione, che la singola impresa non è oggi in grado di sostenere.
In un mercato in piena crisi e in continua evoluzione è fondamentale per le imprese commerciali e artigianali riuscire a stare al passo con i cambiamenti in corso: nel futuro saranno sempre più sviluppati i sistemi di credito reciproco, le monete complementari e i sistemi di scambio.
Un’altra priorità è quella di stimolare e promuovere una corretta cultura del lavoro, che miri all’emersione e al superamento delle diverse forme di lavoro irregolare, favorendo la concorrenza fra le imprese e la piena dignità e sicurezza dei lavoratori.
Obiettivi:
Rivitalizzazione del commercio e dell’artigianato in un’ottica di recupero dei mestieri perduti, sostegno dei mestieri identitari, valorizzazione delle attività esistenti al fine di strutturare nuove forme per proporsi al mercato interno e per diventare attrattori nei confronti del mercato esterno; Sostegno e stimolo alla riqualificazione delle professionalità in campo e un aggiornamento continuo delle competenze; Rendere celeri i tempi di ascolto e risposta nei confronti di imprese e imprenditori per la risoluzione delle problematiche che vengono sottoposte all’attenzione dell’amministrazione.
Azioni:
– Promuovere all’interno delle scuole e in degli eventi creati ad hoc laboratori con la partecipazione di operatori che abbiano creato impresa, di esperti nell’ambito degli antichi mestieri al fine di proporre una rivisitazione in chiave moderna del lavoro, partendo da realtà imprenditoriali di successo nel territorio;
– Creazione di una rete con le associazioni di categoria finalizzate ad offrire sistemi di assistenza tecnica volti sia al potenziamento delle imprese esistenti sia ad incentivarne la creazione di nuove, in collaborazione con i servizi pubblici esistenti, ma anche tramite la banca del tempo e il confronto generazionale;
– Sostenere processi di collaborazione tra ente locale, imprese e cittadini in un’ottica di solidarietà e diffusione della cultura della cooperativistica, finalizzata all’abbattimento di costi e la possibilità di usufruire di maggiori servizi, ma anche alla creazione di nuova occupazione;
– Promuovere la cultura della formazione permanente, l’acquisizione di nuove competenze per essere sempre al passo con le richieste del mercato;
– Campagne di sensibilizzazione di commercianti e artigiani per la promozione dei prodotti locali (es. creazione di presidi slow food), suggerendo la realizzazione di piccoli “angoli della tradizione” all’interno dei negozi, dove poter esporre prodotti tipici dell’artigianato e dell’agro-alimentare locale, incentivando lo studio di un marchio “Gavoi” identificativo dei prodotti locali e l’istituzione delle De.Co. (denominazioni comunali di origine) e tutela e valorizzazione del patrimonio dalla biodiversità (valorizzando il lavoro pregevole finora svolto dall’omonimo Comitato);
– Promuovere eventi che servano da stimolo per riaffermare l’importante ruolo economico del centro storico (es. notti bianche, concerti e teatro nelle piazze, laboratori ed esposizioni artigianali (es. evento d’arte e artigianato lungo le vie o nei cortili delle case caratteristiche, gare di gourmet per valorizzare i prodotti dell’enogastronomia locale etc.);
In sintesi per tutti i settori produttivi
La vera sfida consiste nel ricreare le condizioni per fare in modo che chi decide di rimanere e vivere il territorio rurale e montano lo possa fare in condizioni ottimali e favorevoli rispetto ad altre realtà urbane e metropolitane
Obiettivi:
– Favorire l’iniziativa privata, promuovendola, sostenendola, in quanto è vero che la produzione di lavoro e di reddito spetta in primis alle imprese e che la comunità ha interesse ad avere al suo interno imprese efficienti, competitive e sane, ma è compito dell’amministrazione stimolare facilitare soluzioni e promuovere di collaborazione tra produttori;
– Promuovere una visione inclusiva di progresso economico che si ponga come obiettivo principale il dare ad ognuno l’opportunità di partecipare alla produzione e distribuzione di reddito, prestando particolare attenzione a chi ha meno possibilità di entrare con successo nel mondo del lavoro (responsabilità speciale dell’impresa);
– Accrescere l’attenzione rispetto alla salvaguardia dei beni comuni pensando un modello di sviluppo che rispetti il paese e il territorio, cogliendo le opportunità della modernità e le sfide del mercato senza pregiudicare il diritto delle generazioni future di poter vivere in un ambiente bello, sano e accogliente.
Azioni:
– Stimolare una cultura imprenditoriale e più in generale una cultura del lavoro intesa come conoscenze, capacità, curiosità e competenze ripartendo dalla nostra identità territoriale, culturale ed economica, puntare quindi alla formazione permanente;
– Stimolare una rete di rapporti e di solidarietà fra i cittadini attraverso il coinvolgimento attivo nel territorio delle Associazioni di categoria (Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, CNA, ConfAgricoltura ecc.) e di Consorzi Fidi al fine di costituire un’alleanza solida e duratura per governare dinamiche sociali ed economiche complesse; sensibilizzazione e informazione rispetto a soluzioni innovative (es. fondo sociale per il microcredito in collaborazione con la Banca Etica);
– Sostenere la collaborazione fra enti locali, imprese e cittadini in un’ottica di solidarietà e diffusione della cultura della collaborazione, finalizzata all’abbattimento dei costi e alla possibilità di usufruire di maggiori servizi e alla creazione di nuova occupazione attraverso azioni di sistema;
– Sensibilizzare da un punto di vista etico e sociale imprenditori e lavoratori rispetto alle problematiche relative al gioco d’azzardo e ai costi socio sanitari che produce (es. slot machines, etc.);
– Attenzione costante al problema della sicurezza contro la microcriminalità (furti, atti intimidatore etc) che potrebbe diventare un deterrente per la crescita economica e per la scelta del territorio come luogo ideale di vita; maggiore sicurezza nelle campagne (valorizzando e incentivando la struttura della locale Compagnia Barracellare) stimolando le forze dell’ordine a maggiore e mirato controllo sul territorio e sull’agro spesso teatro di furti, abigeato e vessazioni.
– Sostenere modelli di attività produttive di piccole dimensioni, distribuite sul territorio, legate a saperi tradizionali rielaborati in modo nuovo. Promuovere un’agricoltura e pastorizia integrate con un turismo attivo, curioso e rispettoso.
– Stimolare l’utilizzo di energia rinnovabile per il fabbisogno aziendale puntando a minimizzare l’impatto ambientale delle attività;
– Stimolare la partecipazione degli attori sociali, in particolare utilizzando e sfruttando al meglio le conoscenze e il sistema organizzativo delle imprese (agricole, commerciali, artigiane, turistiche), con cui l’amministrazione può e deve costruire i processi partecipati.
– Eventi promozionali e attrattori (nuovi o consolidati riproposti in modi innovativi) organizzati in modo partecipato con i produttori e gli operatori commerciali (Cortes Apertas – Ospitalità nel cuore della Barbagia etc.)
L’amministrazione deve essere al servizio della comunità, in grado di indirizzare, fare sintesi e contemporaneamente mobilitare le forze disponibili che essa offre, per guardare oltre la crisi, verso mete condivise di progresso consapevole e duraturo.

