Gavoi vanta un centro storico fra i meglio conservati della zona e questo grazie alle politiche di tutela messe in atto negli anni dalle amministrazioni pubbliche, agli incentivi regionali alla ristrutturazione e grazie alla sensibilità di numerosi cittadini che hanno voluto continuare ad animare e vivere i quartieri originari. Una parola, inoltre, va spesa per ricordare la maestria degli operatori locali del settore edile specializzatisi nelle tecniche di costruzione tradizionale e nel restauro.
Il centro storico è così oggi un potente attrattore turistico ma, come le altre zone del paese, vive un momento di crisi a causa dello spopolamento. Rimangono poche le attività produttive al suo interno nonostante le opere pubbliche di urbanizzazione e miglioramento degli ultimi anni. Uno degli obiettivi di Comunidade sarà rivitalizzare la zona storica, quella dove sono nati i rapporti familiari e le relazioni comunitarie, incentivarne l’abitare.
Il centro storico deve diventare produttivo, vivace e accogliente in una prospettiva legata al concetto di buon abitare (rispettoso delle norme urbanistiche e allo stesso tempo delle esigenze dei cittadini che hanno bisogno di servizi efficienti e opere infrastrutturali adeguate). Abitare il centro urbano genera rapporti fra concittadini che condividono uno spazio al quale sentono di appartenere, che conservano e difendono.
Ovviamente conservare non significa non innovare (soprattutto quando ci si trova in condizioni abitative proibitive). È necessario far passare un concetto di conservazione rispettosa dei parametri costruttivi ma dinamica, che permetta un insediamento abitativo comodo e di qualità.
Un analogo discorso vale per il centro urbano tutto, che deve essere il fulcro della comunità, curato e sicuro. Abitare il centro, per un paese come Gavoi, che oggi vive una situazione di calo demografico significa non consumare inutilmente ulteriore territorio e significa soprattutto risparmiare risorse della comunità. Allargare oggi il centro abitato vorrebbe dire dover allargare i servizi, fare nuove opere di urbanizzazione costose e superflue laddove esistono numerosi edifici adeguati ma disabitati nel centro urbano. Quindi, dove si può, è necessario sfruttare l’esistente urbanizzato sensibilizzando i proprietari e i cittadini tutti a nuovi comportamenti solidali legati alla necessità di ri-popolamento del territorio e di un abitare corretto e di qualità.
Secondo questo concetto l’agro deve essere dedicato alla produzione agricola e all’allevamento e non può essere invaso dal cemento; mentre le zone ambientali e paesaggistiche tutelate devono continuare ad essere il volano per il settore turistico e il luogo di buona vita all’aria aperta per gli abitanti e i visitatori (natura, sport, turismo, archeologia).
In modo collegato è necessario studiare nuove modalità di utilizzo delle numerose infrastrutture di proprietà comunale affinché non rimangano solo un costo per la collettività ma possano essere sfruttate come sedi di servizi, attività economiche, turistiche etc.
Vediamo adesso nel dettaglio le tematiche accennate:
Il P.U.C.: L’amministrazione si dovrà confrontare per la prima volta con il P.U.C. (Piano Urbanistico Comunale), attualmente in fase di adozione. Il P.U.C. è uno strumento di fondamentale importanza, essendo il mezzo che regola la gestione del territorio in tutte le sue parti. Sarà compito della futura amministrazione chiudere l’articolato iter di approvazione, trasmettendo in maniera chiara e partecipata alla popolazione opportunità e regole che il piano fornisce.
Il Lago di Gusana e le campagne: Se si è scelto, giustamente, in questi anni di sostenere un modello di turismo ambientale e naturalistico, fortemente legato alle bellezze del territorio è necessario attivare e riattivare le risorse, anche infrastrutturali che sono presenti nell’area Lago. Il Campeggio, il Porticciolo, le strutture sportive di Molentinu da oltre 15 anni occupano il dibattito politico gavoese e impegnano anche economicamente la pubblica amministrazione. Oggi l’approccio che sentiamo di proporre è quello di mettere in atto piccoli interventi mirati a basso costo e con materiali compatibili col territorio, in modo da poter innanzitutto riavviare le infrastrutture del lago per eventi legati a manifestazioni specifiche e contemporaneamente aprire un tavolo che coinvolga i numerosi operatori del turismo presenti a Gavoi, che ci consenta di avviare una programmazione a lungo-medio termine con affidamenti condivisi, concessioni, concorsi di idee etc..
Sarà fondamentale per questo creare un’unità di intenti tra le comunità confinanti in modo da elaborare strategie condivise (non solo rispetto alle infrastrutture del Lago ma anche per la valorizzazione dei vari siti archeologici – alla loro accessibilità e fruibilità turistica etc.) e portare avanti vertenze e politiche di sensibilizzazione comuni (es negoziare con l’Enel affinché si tenga un livello minimo delle acque che consenta di fare turismo e sport nel bacino).
Il Centro Storico: Il Centro Storico di Gavoi è senza dubbio un esempio di corretta conservazione e rispetto della tradizione: nonostante ciò sempre più case rimangono vuote e sempre meno attività produttive nascono e si sviluppano al suo interno. Oggi c’è un approccio culturale che tratta il centro storico come un’entità separata dal resto della città, dove il costruito storico non può essere modificato in nessun modo pena la perdita dell’autenticità della tradizione. Il centro storico è arrivato ai giorni nostri attraverso secoli di trasformazioni e stratificazioni, quindi va approcciato come entità dinamica e in continua evoluzione; la pretesa di voler congelare l’abitato sacrificandone la fruibilità è uno dei problemi che lo rendono meno attrattivo per chi deve abitarlo e quindi sempre più spopolato.
E’ necessario oggi ipotizzare un aggiornamento del Piano Particolareggiato per il Centro Storico, consentendo piccole modifiche che rendano le case abitabili restituendogli cosi un valore reale, naturalmente non stravolgendo lo skyline del quartiere e tenendo come punto fermo tutti i caratteri costruttivi originari.
A tutto ciò dovranno seguire delle azioni incentivanti per far si che il centro storico sia nuovamente vissuto, affiancate da un’operazione di sensibilizzazione culturale: riutilizzando il patrimonio immobiliare esistente si ottiene un minor impatto in termini di consumo del territorio e una miglior gestione dei servizi primari già attivi.
Il centro urbano e le sue infrastrutture: Lo spopolamento e le disponibilità economiche sempre più esigue da parte delle amministrazioni invitano a una riflessione sul modello di infrastrutturazione del territorio. Tutte le nuove esigenze dei cittadini andranno soddisfatte da amministrazioni comunali consorziate e non da singole municipalità. Abbiamo il dovere di pensare un territorio che smetta di costruire in maniera irrazionale e sovradimensionata (non si costruisce un’opera per attrarre un finanziamento ma solo per un effettivo bisogno della popolazione). È necessario quindi studiare e mettere in atto politiche e strategie efficaci di riutilizzo delle varie strutture presenti (es. Giardino Comunale, Scuole Medie…). Riutilizzo dell’esistente quindi, concentrandosi sulle necessità primarie della società con scelte di ampio respiro che portino a strutture ampiamente utilizzate in tutto il corso della loro vita (per esempio trasformare uno degli edifici di proprietà comunale in una sala polivalente per attività culturali e di svago ad ampio raggio, attrezzata per un saggio teatrale piuttosto che per una conferenza o un piccolo concerto).
È inoltre importante ripensare all’utilizzo delle case espositive in modo dinamico, ampliando le collaborazioni già in corso con i musei e associazioni affinché le rendano aperte, stimolanti, accoglienti, tutto l’anno e non solo per i grandi eventi attrattori.
In capo al comune inoltre ci sono anche le strutture sportive integrate nel centro urbano. A Gavoi fortunatamente il mondo sportivo è florido e variegato, e gli atleti, giovani e adulti, di tutte le discipline invadono gli spazi a loro dedicati. È necessario garantire alle società sportive l’utilizzo delle strutture pubbliche pensando a un adeguamento e manutenzione (dove necessario) e a un potenziamento delle stesse (disponibilità economica permettendo), affinché possano essere usufruite a livello territoriale e non solo comunale.
Obiettivi:
Il Buon Abitare: Accrescere le possibilità di abitare il centro urbano e la vivibilità dello stesso; Attuare i Piani e gli strumenti di legge per tutelare il centro storico e stimolare i cittadini a rispettarlo, abitarlo, renderlo produttivo e attrattivo; Sfruttare l’esistente urbanizzato e non consumare il territorio; Tutelare il paesaggio e l’ambiente in quanto spazio identitario; Promuovere un utilizzo creativo ed economico delle infrastrutture pubbliche
Azioni
• P.U.C. eventuale definizione – trasmissione chiara e partecipata alla popolazione – regole e opportunità
• Il Lago di Gusana e le campagne: riutilizzare le strutture esistenti (eventuale cambiamento di destinazione d’uso) piccoli interventi a basso costo in vista di eventi o scelte di affidamento condiviso (ridurre i costi e creare economia); tutelare l’agro come paesaggio-ambiente e spazio produttivo identitario; manutenzione strade interpoderali;
• Il Centro Storico: conservazione dinamica, attività produttive integrate, piccole modifiche per una migliore abitabilità e ripopolamento; Sensibilizzazione sul riutilizzo del patrimonio immobiliare – minor impatto sul territorio e minori costi collettivi.
• Centro urbano e infrastrutture: Politiche urbanistiche intercomunali. No a costruzioni inutili – riutilizzo creativo e produttivo delle strutture esistenti (es. giardino comunale, scuole medie come luoghi accoglienti per servizi, cultura etc.); Utilizzo delle case espositive-musei in modo dinamico e continuativo. Potenziamento e adeguamento delle strutture sportive con piccoli interventi a basso costo per un utilizzo intercomunale

