Chi siamo

Comunidade è un gruppo aperto formato da persone che provengono dai movimenti, dalle associazioni e da singoli appassionati di politica intesa come impegno per il bene comune.

 Comunidade ha scelto un modo nuovo di fare politica dal basso prescindendo dalle gerarchie dei partiti e rivolgendosi direttamente alle persone affinché partecipino alla costruzione del futuro della comunità.

Questo metodo è ispirato alle pratiche di Democrazia Partecipata.

Ci stiamo impegnando a costruire un progetto politico partecipato per Gavoi in vista delle Elezioni Amministrative Comunali 2015 utilizzando un metodo decisionale orizzontale che permetta di realizzare azioni concrete sostenute dai valori progressisti e comunitaristi.

Comunidade riconosce nella difesa e valorizzazione dei beni comuni, nell’inclusione sociale e nel prevalere dell’interesse collettivo rispetto all’individualismo, la ragione della propria azione politica; questi obiettivi possono essere realizzati solo promuovendo un cambiamento d’atteggiamento fra i cittadini, che devono diventare cittadini attivi perché informati e consapevoli.

Siamo convinti che si faccia politica per intendersi, incontrarsi, accordarsi, armonizzare le energie in campo, non per sconfiggersi.

Così ci siamo messi al lavoro sulle tematiche che sono determinanti per la vita del nostro territorio e dei suoi abitanti:

  • per chi ogni giorno pensa di andar via perché non ha più la possibilità di gestire qui la propria vita;
  • per l’anziano (e non solo) che vede sparire, e rimpiange, il paese che ha conosciuto;
  • per chi cerca di lavorare in campagna (pastores e massajos) e ogni giorno vede il proprio prodotto deprezzato e sbeffeggiato dai mercati e il proprio lavoro ingabbiato dalla burocrazia;
  • per chi ha scelto di fare impresa e lotta ogni giorno per la sopravvivenza della propria attività;
  • per chi vorrebbe andare a scuola e istruirsi e vede sparire inesorabilmente questa possibilità sul territorio, come svaniscono a poco a poco tutti i servizi ai cittadini che vivono nei piccoli centri.

 E ancora: intendiamo occuparci assieme a tutti i cittadini del lavoro, dell’emigrazione, della disgregazione sociale e delle soluzioni da cercare per evitare lo sfilacciamento del tessuto comunitario prima e lo spopolamento della Barbagia poi.

Crediamo nelle politiche attive per il corretto uso delle risorse e del territorio, nell’economia sostenibile e nella difesa dei beni comuni (fra i quali includiamo anche le scuole e i servizi, essenziali per vivere in modo dignitoso), nel superamento di campanilismi e localismi, perché riconosciamo di essere immersi in un territorio che si può salvare solo se unisce le forze, in una rete di solidarietà fra comunità vicine che lavorano e progettano in sinergia.

In questi anni abbiamo pronunciato alcuni NO decisi ad iniziative che si sono dimostrate inadeguate e nocive per il nostro progresso economico e sociale:

  • NO ai grandi centri commerciali, perché preferiamo sostenere i piccoli commercianti;
  • NO alla industrializzazione forzata perché crediamo nelle attività produttive che distribuiscono più e meglio la ricchezza di cosiddetti magnati che giungono da oltremare per divorare fondi regionali lasciandosi dietro imprese fallimentari, migliaia di cassintegrati e terreni talmente inquinati da essere inutilizzabili;
  • NO alle privatizzazioni dei servizi e dei beni comuni perché nel lungo periodo, l’istruzione e la sanità diventerebbero un lusso che pochi si potranno permettere;
  • NO alla cementificazione del territorio perché dalla salute dell’ambiente dipende la salute dei cittadini, dalla bellezza del paesaggio dipende una buona vita e una prospettiva di sviluppo del turismo sportivo e ambientale.

Secondo un principio costruttivo, abbiamo quindi iniziato ad individuare dei SI propositivi e argomentati:

SI ai prodotti locali a prezzo equo (prodotti a km ZERO), alla pastorizia, alla agricoltura e orticoltura, alle imprese locali, alla promozione di un turismo sostenibile rurale, alla valorizzazione del capitale umano, culturale e naturale.

Appare indispensabile per il nostro territorio, provato da una crisi che coinvolge tutti gli ambiti, opporsi dalle logiche clientelari e ai metodi di manipolazione politica ed economica che propongono modelli individuali e collettivi finti e fuorvianti. Bisogna favorire l’emancipazione e l’autodeterminazione dei singoli e dei gruppi, salvaguardare l’identità culturale e la coscienza critica attraverso la formazione, l’educazione e la cura nei confronti di se stessi, della collettività e del bene pubblico.

Affinché questo sia possibile sono indispensabili le energie di tutti i cittadini in genere, che devono sentire di poter decidere del loro presente e del loro futuro, attraverso la Democrazia Partecipata.

Siamo:

Carlo, Antonio, Deborah, Peppino, Giovanni, Franco, Cristian, Gianni, Michele, AnnaLaura, Loredana, Enrico, Stefano, Andrea, Florise, GianMario, Francesca, Checca, Piera, Luca, Antonio, Paolo, Remigio, Mathias, Ivan,Loris,  Marta, Simona, Aurelio, Valeria, Maurizio, Donato, Sara, Angioletta, Francesco, Totore, Mariangela, Uccia, Stefania, Renzo, Raimondo, Fabio, GianFranco, Rino, Gavino, Marina, Massimo, Marisa, Lella, Alessandra,  Rossano, Salvatore, Nevina, MariaGiovanna, Tiziana , Gianni, MariaGrazia,Peppe, Marco, Massimiliano, Patrizia, Gianni, Ivana, Grazia, Caterina, Salvatore, Fabio, Mauro, Cristina, Cristian, Marino, Pietro, Laura, Paola, Sandra, Alessandra, Claudio, Michele, Giuseppe, Sabina, Carmen, Marisa, Mariangela, Giovanni, Patrizia, Graziano,Giusy,Albino

Un pensiero riguardo “Chi siamo

  1. Avatar di gristolu Christophe Thibaudeau
    gristolu Christophe Thibaudeau 25 aprile 2015 — 16:23

    mi piace questa lista, viva la gioventù gavoese volenterosa, che migliorerà il paese ! AUGURISSIMI ! gristolu

    "Mi piace"

Lascia un commento

search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close