La politica per noi ha il compito fondamentale, a tutti i livelli, di gestire un messaggio positivo ed educativo rispetto al suo ruolo di garante dei diritti e della stabilità sociale, attraverso la difesa dei più vulnerabili, l’accoglienza nei confronti di coloro che sono ai margini, l’insegnamento, che passa attraverso l’esempio, nei confronti delle giovani generazioni.
Spesso anche le amministrazioni locali, come la politica partitica degli ultimi trent’anni, hanno trascurato questo compito, portando i cittadini a distaccarsi dalla gestione della res pubblica, chiudendosi nel privato e guardando alle istituzioni come ad un apparato incomprensibile e baronale, dal quale diffidare e al quale rivolgersi con atteggiamenti ostili e talvolta di netta contrapposizione o, ancor peggio, di sudditanza e atteggiamento clientelare.
Riteniamo che sia indispensabile il riavvicinamento delle persone alla politica restituendole il suo senso originario: essa è infatti il collante fra i cittadini e rappresenta lo spazio pubblico dedicato alla discussione e alla presa di decisioni che ogni individuo deve sentire alla sua portata. Collaborazione e comunicazione anziché scontro e conflitto.
La politica della comunità per la comunità oggi, in due parole,può essere definita
Democrazia Partecipata.
Sono diversi e numerosi i progetti di Democrazia partecipata che, nel mondo, in Italia, in Sardegna hanno cercato, con grosse difficoltà, di riportare la comunicazione, l’informazione, la possibilità di operare scelte consapevoli fra i cittadini.
Da queste esperienze oggi si possono trarre alcune linee per proseguire lungo un cammino iniziato, sulla forte spinta dei movimenti collettivi, nel 2005 con l’Amministrazione Comunale di allora. Timidamente si intraprese il cammino della Democrazia Partecipata, istituendo l’Assessorato alla Partecipazione Democratica. Per un breve periodo le commissioni consultive di cittadini hanno affiancato alcuni assessorati, sperimentando incontri comunitari assembleari. Sul fronte dell’allargamento dell’informazione si sono trovate soluzioni sufficientemente efficaci attraverso la creazione del sito web del comune.
Non iniziamo quindi da zero ma è tantissimo il lavoro da fare assieme. Un progetto così ambizioso, infatti, ha bisogno di forte entusiasmo, competenza e convinzione rispetto al metodo. L’impegno deve essere costante rispetto alle azioni fondamentali: convocare le riunioni, produrre schede e materiali informativi, coinvolgere la popolazione, dialogo costante. Fatica e impegno, quindi, in vista però di un obiettivo che porti all’amministrazione di una comunità consapevole, coinvolta e allo stesso tempo in grado di mettere in campo sinergie utili a risolvere in modo positivo i problemi.
La Democrazia Partecipata è anche la scialuppa di salvataggio per gli amministratori, che spesso si sono sentiti abbandonati e soli, nel assolvere al loro ruolo. Con questa pratica si divide il carico delle responsabilità con i cittadini riuniti, si educa la comunità tutta ai processi democratici e a rapportarsi con l’amministrazione.
È una democrazia più forte, con una delega sempre rinnovata che mira a ripristinare un legame sociale attraverso la ricostruzione di un rapporto fra bisogni sociali e istituzioni, a restituire spazio pubblico di decisione sui destini del paese e del territorio, includendo gli interessi dei più deboli.
Si tratta di riscoprire un’intelaiatura sociale, culturale e politica di stampo solidale e comunitaristico, di riportare i cittadini ad incontrarsi, a dialogare, a mediare e prendere parte alle decisioni.
