
NUOVO MUNICIPIO: Partecipazione Democratica, Bilancio partecipato, Intercomunalità Partecipativa, la Regione, lo Stato
#AzioniComunidade20-25
- Rinnovare il patto territoriale con il rafforzamento e la rivitalizzazione dei consorzi fra comuni e collaborazioni intercomunali;
- Difendere e potenziare i servizi essenziali sul territorio (INPS, Scuole, servizi per il lavoro e l’inclusione, servizi sanitari etc.);
- Promuovere la cultura delle pari opportunità;
- Creare un gruppo di ricerca e progettazione intercomunale che generi: dinamiche di apertura e allargamento degli orizzonti e delle possibilità di conoscenza per la popolazione, azioni di sistema che, attraverso progetti e finanziamenti comunitari, stimolino la crescita dell’economia locale con l’azione principe della lotta allo spopolamento, favorendo il ritorno e le nuove cittadinanze (in collaborazione con le Università sarde e gli istituti di ricerca)
- Attivare tavoli di confronto paritario costanti con la Regione e con istituzioni statali affinché possano essere rappresentati i bisogni dei cittadini;
- Promuovere la democrazia partecipata nel territorio barbaricino per la creazione di movimenti di pressione costruttiva sulle questioni di interesse comune.
- Allargare la possibilità per i cittadini di segnalare ed esplicitare i propri bisogni (es. APP, sito, Sportello Urp);
- Aprire le strutture pubbliche esistenti non utilizzate come spazi di studio condiviso (lezioni online e didattica a distanza); indagine sui bisogni degli smart workers e creazione di spazi di lavoro condiviso co-working (istituto Floris);
- Creare una “carta dei servizi” per i cittadini (in formato cartaceo e digitale) su quanto offerto dal territorio per le diverse esigenze;
- Portare avanti piccole azioni di politica nel quotidiano per il territorio (proseguire nella cura dell’ambiente e promuovere tutto ciò che viene offerto anche dagli altri comuni);
In sintesi IL NUOVO MUNICIPIO dovrà:
- Promuovere l’ottenimento e l’ampliamento dei diritti di tutti, non fare favori a pochi.
- Conoscere se stesso, la propria missione e condividerla all’interno e all’esterno
- Pensarsi Territorio per il Bene Comune: il “Comune dei Comuni”.
- Ripensare (semplificare) le dinamiche di Intercomunalità (moltiplicare i servizi associati)
- Interfacciarsi in modo positivo con altri enti ai diversi livelli (provincia, regione, stato)
- Provvedere alla promozione della qualità della vita dei cittadini (in tutti i sensi).
- Avere “memoria” (amministrativa, sociale, culturale, politica) e usarla per economizzare le energie Autodeterminarsi e essere competente.
- Avere una pianta organica (anche condivisa) numerosa, efficiente e adeguata ai tempi e ai bisogni Stringere rapporti con Università e istituzioni formative (Comune competente, popolazione competente, contro spopolamento etc.) e promuoversi come luogo accogliente per studi, lezioni, convegni (anche a distanza).
- Essere e rappresentare un esempio di Democrazia, Comunitarismo, Dignità, Progresso, Progettualità Seguire principi di Economicità ed efficienza: compiere spese oculate, tenere i conti a posto e migliorare la situazione finanziaria.
- Sfruttare la rete reale dei servizi e potenziare l’utilizzo dei servizi esistenti.
- Essere in grado di lavorare anche con poco (utilizzando al meglio il Capitale Umano)
- Essere attento alle “piccole cose” (es. le piccole criticità, le prime ad essere percepite dai cittadini).
- Avere una Struttura fisica accogliente (uffici, spazi comuni etc.)
- Promuovere il Lavoro agile (come una delle soluzioni interne di gestione, come promozione per la Nuova Cittadinanza).
- Avere un giusto Budget per investimenti e spesa corrente e attrarre fondi e contributi (con progetti).
- Lottare contro i Tagli (di fondi e servizi)
- Essere in grado di utilizzare una Comunicazione semplice, plurilingue (sardo – italiano), oltre il burocratese
- Negoziare, saper rinunciare a qualcosa per aiutare a vincere tutti (agire orientato all’intesa).
- Formare, allenare alla trasparenza, alle prassi di Amministrazione Aperta, alla Democrazia Partecipativa (anche extra comunale) amministrativi, amministratori, cittadini, giovani, bambini (es. Progetto Idee in Comune)
- Produrre sempre più forti rapporti con la popolazione e sviluppare capacità di mediazione .
“Bisogna innanzitutto ricucire il rapporto di cittadinanza come partecipazione al bene comune, senza il quale è difficile aspirare al progresso. […] per una trasformazione profonda della cultura di governo.Questa deve essere sempre più ispirata alla partecipazione deliberativa,modalità che chiama per principio i cittadini ad esprimersi sulle principali scelte di governo quali:bilancio partecipativo; conflitti ambientali; politiche sociali e sanitarie; grandi opere […].In Sardegna il progetto “Comunidade” di Gavoi offre confortanti spunti.”
[Federico Palomba, L’Isola si rilancia col sentimento della comunità. La Nuova Sardegna,27/01/2019]
Una metodologia e un sistema valoriale politico innovativo: la Democrazia Partecipativa
La politica ha per noi il compito di gestire il messaggio di pace della quale è portatrice (collaborazione e comunicazione anziché scontro e conflitto) abbandonando la tendenza a divenire piramidale, gerarchica e ingessata. La politica della comunità per la comunità è Democrazia Partecipativa: un processo, una pratica a cui tendere e che si perfeziona giorno per giorno, passando per l’essenziale consapevolezza dei cittadini. Sono diversi e numerosi i progetti che, nel mondo, in Italia, in Sardegna hanno riportato la comunicazione, l’informazione, la possibilità di operare scelte consapevoli fra i cittadini. Da queste esperienze e dalla sperimentazione avanzata che Comunidade porta avanti nell’amministrazione dal 2015 oggi, si possono definire alcune linee per proseguire lungo un cammino iniziato politicamente nel lontano 2001. La Democrazia Partecipata ha il suo obiettivo a lungo termine nella formazione di cittadini attivi, competenti, consapevoli della res pubblica e concentrati a risolvere i problemi comuni guardando all’interesse collettivo e non al proprio privato.
La creazione del Bilancio è materia tecnica, ma attraverso l’azione di Comunidade in questi anni è stato possibile semplificarne la lettura fino a renderla avvicinabile da tutti. È stato fatto in ogni consiglio utile da parte dell’assessore competente, è stato fatto attraverso i report, le pillole periodiche di Bilancio Sociale e il Bilancio Sociale di Mandato. Spiegare ai cittadini la destinazione delle risorse e le norme che la regolano è un modo per avvicinare le persone al Comune e alle sue dinamiche, incombenze, priorità perché dal momento che vengono comprese, possono essere anche trasformate o condivise. È dunque indispensabile proseguire nel lavoro costante di rendicontazione sociale, quale strumento con cui il Comune rende conto del proprio operato ai cittadini in modo responsabile e trasparente per poi giungere attraverso l’educazione alla piena partecipazione che non è democrazia diretta ma presa di decisioni consapevole, informata, condivisa attraverso un processo dialettico. La Democrazia Partecipata (che moltiplica gli attori del gioco politico) è impegnativa, ma è l’obiettivo da perseguire per giungere all’Amministrazione di una comunità che sia coinvolta nella costruzione del suo futuro e nella risoluzione positiva dei problemi. La piena Democrazia Partecipata è educazione civica sperimentata sul campo che va costruita partendo dal locale per poi chiedere maggiore democrazia anche agli altri livelli istituzionali. È la Democrazia Partecipata che ha permesso in questi anni agli amministratori di Comunidade di non sentirsi soli e di godere del costante confronto e supporto dei cittadini. È una democrazia più forte, con una delega sempre rinnovata, che mira a rinsaldare un legame sociale attraverso la ricostruzione di un rapporto fra bisogni sociali e istituzioni.
Il movimento di Comunidade, che ha dato vita all’Amministrazione 2015-2020 e si propone di amministrare per i prossimi 5 anni, ha fatto del processo di partecipazione democratica allargata il suo metodo di lavoro. Nel 2015 si è partiti da un programma scritto assieme da oltre cento persone che nella sua attuazione ha visto i cittadini innovarlo e arricchirlo attraverso le Commissioni. La sperimentazione della Democrazia Partecipativa si è delineata in diverse azioni (informazione, comunicazione, commissioni, socializzazione del bilancio, bilancio partecipato etc.). Con le Commissioni, che hanno lavorato a pieno regime, nel maggio 2017 si è iniziato a sperimentare il Bilancio Partecipato. Anche nelle realtà maggiormente strutturare nella prassi della democrazia partecipativa il Bilancio Partecipato coinvolge piccole fette della popolazione su temi specifici (es. un quartiere che porta le sue proposte su come spendere 10 mila euro; una commissione che porta proposte sui temi specifici legati alla sua missione). Per la prima volta la popolazione attraverso le commissioni, aperte e pubbliche, riunitesi a maggio 2017 per tre giorni consecutivi, ha dato un contributo attivo e costruttivo per determinare priorità di investimento e lo ha fatto su somme considerevoli (300 mila euro circa) rispetto ai progetti simili in altre realtà. Così sono stati individuati gli ambiti cruciali per lo sviluppo del paese ovvero: il sostegno al lavoro, gli interventi per la messa in sicurezza e il decoro delle infrastrutture, la promozione di comportamenti corretti e consapevoli, l’educazione alla territorialità e il contrasto alle problematiche sociali con particolare attenzione a giovani e giovanissimi, l’ammodernamento degli impianti sportivi e il nuovo Maristiai. Su questa direttrice il movimento intende proseguire perfezionando le buone pratiche utilizzate fino a oggi. Le Commissioni, inoltre, si sono riunite per affrontare ordini del giorno legati alla presenza di bandi di finanziamento regionali ai quali rispondere attraverso specifica progettazione e hanno collaborato alla definizione degli obiettivi e delle azioni progettuali e spesso anche alla realizzazione delle stesse azioni. Molti degli amministratori e degli attivisti in questi anni si sono resi disponibili a formarsi, a loro spese, su questo tema, hanno partecipato a seminari, tavole rotonde, convegni confrontando le nostre modalità con quelle di altre realtà. Nel 2018, finalmente, l’amministrazione, aderendo al Progetto Europeo Idee in Comune, è riuscita ad attivare una tre giorni formativa, a costo zero, sulla democrazia partecipativa alla quale gli amministratori hanno partecipato assieme a numerosi ragazzi di Gavoi imparando le tecniche della facilitazione, della negoziazione, della partecipazione, del lavoro di gruppo e confrontando il metodo fino ad allora utilizzato con altre esperienze europee. La partecipazione democratica passa per il dialogo strutturato (a seguito dell’approfondimento conoscitivo dei temi) fra istituzioni e cittadini. Così il progetto Idee in Comune innervato dalla sperimentazione gavoese ha ricevuto il premio SALTO (organizzazione internazionale impegnata sul tema delle politiche giovanili) come migliore progetto europeo sulla Partecipazione Giovanile.
OBIETTIVI
Il macro obiettivo della sperimentazione della Democrazia Partecipata è creare un nuovo modello politico con strutture amministrative intermedie, che sappiano comunicare in maniera facile e diretta, che favoriscano l’abbattimento delle barriere burocratiche, che contribuiscano a far partecipare i cittadini alle scelte. Non solo consultare ma, far nascere le scelte politiche dal basso su temi di interesse collettivo migliorando il rapporto fra cittadini e istituzioni La chiave della efficacia della Democrazia Partecipativa, come di qualsiasi forma di autodeterminazione e emancipazione, è la formazione.
GAVOI: UN NUOVO MUNICIPIO
Il Nuovo Municipio non fa favori, ma promuove il godimento e l’ampliamento dei diritti per tutti
La politica per noi ha il compito di gestire un messaggio positivo ed educativo. Deve farsi portavoce e garante di diritti, coesione e stabilità sociale, attraverso l’accoglienza e la difesa dei più vulnerabili, l’insegnamento, che passa attraverso l’esempio, nei confronti delle giovani generazioni. Il tutto imperniato sulla esperienza degli anziani e degli adulti in genere. La politica per Comunidade deve consentire, attraverso azione efficaci, effettive pari opportunità alla partecipazione alla vita istituzionale. Confronto e dialogo costruttivo e continuo tra amministratori e amministrati. Spesso anche le amministrazioni locali hanno trascurato questo compito. E così i cittadini si sono distaccati dalla gestione della res pubblica, richiudendosi nel privato e guardando alle istituzioni come a un apparato distante, del quale diffidare e al quale rivolgersi con atteggiamenti ostili o, ancor peggio, con sudditanza e atteggiamento clientelare. La forte INNOVAZIONE proposta da Comunidade nel 2015 ha invertito questa tendenza. I cittadini hanno ripreso ad approfondire i temi della politica e della amministrazione attraverso le Commissioni alle quali hanno partecipato in questi anni oltre 150 persone. Su questa strada è necessario proseguire per oltrepassare assieme i nuovi ostacoli che il presente e il futuro ci mettono di fronte e per cogliere e creare nuove opportunità. Il lavoro del Nuovo Municipio proseguirà verso una presa di coscienza e una sensibilizzazione della popolazione per il rafforzamento del senso comunitario e della solidarietà. Il Comune, la nostra polis, è e deve essere l’entità politica originaria che si occupa degli interessi del territorio, e non può essere un ente subalterno e per questo depotenziabile e sopprimibile. Il Comune deve recuperare tutta la sua centralità e importanza nei confronti dei cittadini (per i quali deve essere il luogo dell’interesse collettivo, il collettore di tutte le energie della cittadinanza, la rete di protezione per i più deboli) e nei confronti delle altre istituzioni (gli enti sovracomunali) con le quali si deve approcciare in modo paritario, forte della propria identità. Le politiche statali e regionali degli ultimi anni hanno, infatti, una grande responsabilità rispetto alla crisi degli enti locali, visti come meri esattori delle tasse e messi in condizioni di difendere in trincea i servizi minimi per i cittadini.
Il NUOVO MUNICIPIO deve promuovere (comunitarismo, solidarietà, identità, territorio, beni comuni, diritti di cittadinanza, qualità della vita) ed essere guida e portavoce della popolazione nei confronti della Regione (che a sua volta soffre di una forte carenza di sovranità) e dello Stato, entità con le quali deve cooperare, progettare, negoziare ma che non può semplicemente subire in un nuovo rapporto feudale. Il Comune deve essere in grado di accogliere (e promuovere) gli interventi adeguati per il proprio territorio, ma allo stesso modo deve essere in grado, con le energie della cittadinanza tutta, di opporsi a imposizioni inique e deleterie per la comunità (tagli indiscriminati di servizi essenziali, ciechi dimensionamenti scolastici, scarsa erogazione di risorse etc.). Ciò non significa fare il muro contro muro ma influire con argomentazioni approfondite, operare in senso propositivo mettendo in moto le energie umane e creative del territorio per trovare soluzioni che possano maturare anche fra le maglie di leggi e norme spesso vessatorie e inadeguate all’amministrazione dei piccoli comuni montani. È indispensabile, come punto di partenza a livello locale, una politica che sia realmente espressione del volere della popolazione, che renda i cittadini degli attori informati, consapevoli e coinvolti all’interno della comunità. Il Nuovo Municipio deve gestire con equità e creatività, le poche risorse disponibili (amministrando oltre al ridotto bilancio le energie di una popolazione cooperante), seguendo le necessità della comunità, mostrando attenzione alle diverse esigenze delle categorie e dei quartieri. Serve proseguire verso un’azione politica concertata anche con gli altri comuni ed enti territoriali per trovare nuove soluzioni e nuove fonti da cui poter attingere, riservando sempre una forte attenzione ai bandi regionali, nazionali ed europei. A tal fine la nostra amministrazione ha voluto il potenziamento della pianta organica dell’ente con l’inserimento per concorso di un istruttore amministrativo esperto anche in queste materie. Il Nuovo Municipio non può certo pensare di sopravvivere come entità isolata da un territorio. Non c’è comunitarismo se non all’interno di un territorio composto da comunità cooperanti e solidali. Il nostro obiettivo è stato e sarà fare rete con altri comuni, a partire da quelli della Barbagia, con i quali esiste una interdipendenza culturale ed economica storicamente riconosciuta, in una prospettiva di costante allargamento, rendendo più forti, efficaci, dinamici i consorzi esistenti che negli ultimi 5 anni abbiamo contribuito a fondare (il Distretto Rurale Barbagia) o a rafforzare (BIM – GAL, Unione dei Comuni, PLUS, Distretto Culturale del Nuorese) e attivando altre sinergie e collaborazioni (associazioni temporanee di scopo e altre forme di collaborazione come quella che ci ha portato a realizzare la grande avventura del Triathlon del Gennargentu assieme al Comune di Fonni). I Comuni della Barbagia devono diventare un gruppo di pressione positiva e insieme alla popolazione portare le istanze collettive all’attenzione delle istituzioni sovracomunali. I Comuni devono, inoltre, essere i garanti dell’accoglienza di ogni diversità e difensori dei diritti di cittadinanza, promotori di un abitare sostenibile e piacevole che possa attrarre il ritorno dei paesani, l’arrivo di nuovi cittadini residenti o semi-residenti attraverso la disponibilità e l’efficienza di servizi essenziali, attraverso la promozione dell’allargamento dei diritti.
La lotta allo spopolamento, che non può essere visto come uno spauracchio inesorabile ma come un fenomeno epocale da erodere con convinzione e azioni positive, sarà anche nei prossimi 5 anni il cardine delle azioni congiunte dei comuni montani della Sardegna. Comunidade in questi anni ha affrontato il problema con la progettualità politica e con l’esempio: viviamo qui, molti di noi sono tornati qui attraverso percorsi di scelta coraggiosi, facciamo la spesa qui, lavoriamo e facciamo politica e associazionismo qui, se lavoriamo fuori viaggiamo spesso e, comunque, siamo sempre connessi. Lo spopolamento si affronta con la restanza e con la residenza attiva. Siamo, comunque, obbligati oggi a studiare soluzioni creative per un rinnovato abitare il territorio (studio di facilitazioni per nuovi residenti; ulteriore promozione del territorio come luogo ospitale e portatore sano di buona vita; attenzione alla sicurezza del territorio e alla prevenzione, ulteriore consolidamento e rafforzamento dei servizi). La partecipazione congiunta di una cittadinanza barbaricina attiva è quanto mai necessaria per tenere sempre alta l’attenzione sulle problematiche del territorio e per fare emergere le potenzialità dello stesso. Per perseguire un benessere e una qualità della vita più ampi e diffusi, è necessario il coordinamento di tutte le nostre forze verso un’autentica politica territoriale intercomunale, progressista e comunitarista.
OBIETTIVI
Consolidare il nuovo patto sociale e la nuova coesione fra cittadini, fra cittadini e l’amministrazione comunale, e il coinvolgimento della cittadinanza; continuare a promuovere politiche territoriali autenticamente identitarie (e svincolate dalle beghe dei partiti) attraverso le quali i comuni possano, rafforzando dinamiche di collaborazione, perseguire il bene della cittadinanza.
Promuovere costantemente pratiche di nuova municipalità e nuova cittadinanza, affinché il Comune sia sempre di più interprete dei bisogni della popolazione e della progettualità sul territorio, e sviluppi anticorpi contro i ricatti e le ricette calate dall’alto; Accrescere le capacità del Comune di cooperare, negoziare, proporre alla Regione e allo Stato idee valide e rispettose dell’identità territoriale; Implementare le relazioni con le Università e gli Istituti di ricerca;
Rafforzare il ruolo guida che ogni municipio dovrebbe avere verso la popolazione affinché con la stessa possa opporsi a imposizioni inique e non condivise – promuovere e ampliare i diritti di cittadinanza e l’accoglienza; difendere e potenziare i servizi territoriali esistenti; rafforzare comunicazione efficace (innovativa e tradizionale che utilizzi la rete informale per il passaggio delle informazioni, il bando sonoro etc.); Promuovere la possibilità di esplicitazione dei bisogni da parte dei cittadini (tramite la App Istituzionale, il sito o lo studio di un URP comunale)
Il Nuovo Municipio: caratteristiche e competenze


