Oggi si affronta l’adozione di una strutturale variante a un PUC appena approvato dalla precedente amministrazione dopo 25 anni di gestazione. Un PUC complesso, arricchito da studi importanti e da una ispirazione politica ecologica, culturale, urbanistica che negli anni ne hanno delineato l’identità. Un PUC adeguato a una Gavoi sempre meno popolata ma resistente, produttiva e vivace, una Gavoi immersa nel suo ambiente naturale, nella sua campagna vissuta, nel suo paesaggio ovunque apprezzato.
Oggi stiamo andando a vagliare una modifica al PUC che non stentiamo a definire temeraria.
Questa azione che state proponendo, infatti, a nostro avviso, va a minare la coerenza interna del Piano. All’interno del PUC, si definiscono i principali valori che questa comunità e questo comune vogliono tutelare: quelli del paesaggio, dell’ambiente e della tutela dell’agro affinché questo rimanga appannaggio della produzione agricola, della silvicoltura, qualora si dovesse espandere, della frutticoltura etc. Questi principi vengono messi in crisi.
Si trasforma una zona agricola boscata attorno al paese in una zona turistica nonostante all’interno del PUC esistano spazi per l’attività turistica. Esistono ampie Zone F (di espansione turistica appunto) e questo PUC definisce la loro localizzazione vicino al gioiello turistico del Lago. Gavoi detiene due gioielli amati e riconosciuti dai turisti: il Lago di Gusana e il nostro Centro Storico. Questa nuova zonizzazione sposta inevitabilmente e irrimediabilmente quell’asse tra lago e paese che avrebbe dovuto essere un cardine dello sviluppo turistico complessivo del territorio (Centro storico – Lago). Nuova urbanizzazione, nuovi sbancamenti, nuove vie d’accesso. La creazione di un nuovo asse non fa altro che complicare (se non compromettere) la riuscita di quel modello di sviluppo.
Le Zone F, dunque, sono state concentrate attorno al Lago per un motivo ben preciso, perché si voleva valorizzare quello spazio. Suonava già strano quindi il contenuto della proposta di modifica al DUP: “Valorizzare l’ambiente lacustre e fluviale del lago di Gusana prevedendo la realizzazione di una nuova struttura ricettiva e di servizi turistici, in accoglimento della proposta pervenuta dalla Società Itinerari Turistici Integrati SRL, per la quale è richiesta una variante urbanistica del PUC, con l’individuazione di una nuova zona F…”.
La Società Itinerari Turistici Integrati SRL è proprietaria di una area agricola che non si trova sul Lago di Gusana ma si trova precisamente in località Catzida. Si tratta certo di un’area agricola che è “a vista Lago” se dobbiamo cercare una definizione. Quindi non si vede dove si stia valorizzando il Lago.
Ma quando è che si va a fare una variante al PUC? La si fa quando evidentemente non ci sono zone specifiche dedicate al settore turistico e nel quale il potenziale imprenditore possa investire! Ma questo non è certo il nostro caso! Il nostro PUC prevede ampie aree di sviluppo turistico con importati cubature che sono a disposizione dell’imprenditore che volesse intervenire. Quindi par strano che una idea che può essere bella e lungimirante per lo sviluppo turistico venga progettata in area agricola e venga poi proposta a una amministrazione affinché questa faccia la variante. Abbiamo numerose Zone F non edificate e ne abbiamo già parlato ampiamente in questa sede e ricordo che l’assessore Mulas e il sindaco avevano anche preso in considerazione di fare un ulteriore approfondimento in tal senso sul quale oggi ci ha accennato il sindaco stesso.
Questo dunque è un ragionamento da fare seriamente perché qui si sta andando ad aprire una breccia che porterebbe a dire che chi ha una bella idea imprenditoriale e che vuole realizzarla solo nel suo terreno, che però è inserito nel PUC come zona agricola, e vede ammettersi una variante altro non crea che un grave precedente. Perché se questa prassi passa per questa cordata imprenditoriale deve passare anche per il prossimo imprenditore che voglia fare la stessa cosa nel suo terreno agricolo. Altrimenti sembrerebbe vigere il principio che un interesse privato ha più peso di un altro e questo per l’equità che deve caratterizzare le politiche dell’ente non può essere!
Quindi ciò che si sta permettendo a questi imprenditori deve valere per un imprenditore che ha terreno agricolo in altre zone del territorio…. di Gario, per uno di Locorra, uno di Sa Matta, uno di Lidana! Se questi dovessero avere bellissime idee queste dovrebbero essere mandate avanti e quindi dovremmo fare un’altra e un’altra variante ancora, trasformando altre zone E in zone F e questo renderebbe la vita difficile agli amministratori e a tutta la comunità.
Anzi, dico di più, se l’intento è quello di smontare un PUC coerente, di smontare quel sistema di regole che nasce da una lunga progettualità, condivisione e partecipazione e allora lo si deve fare per tutti: si fa un avviso pubblico, come ho già detto pocanzi, dicendo che si aprono le maglie del PUC, e chi fosse interessato sottopone la sua proposta!
Perché le regole sono complesse e fastidiose nel momento in cui le dobbiamo rispettare però servono esattamente per mantenere coese le comunità su valori portanti come sono quelli dell’ambiente, della salubrità del territorio e del paesaggio. Servono a definire dove un paese deve andare definendo dove il cittadino deve poter o non poter costruire.
Quindi delle domande ce le dobbiamo porre: se quello di Gavoi fosse stato un PUC che impediva lo sviluppo turistico, un PUC che non concedeva un metro cubo alla iniziativa turistica, un PUC dove un imprenditore del settore non trovava spazio, allora l’idea di una variante si sarebbe potuta prendere in considerazione, ma questo non è proprio il nostro caso.
La proposta d’impresa dei signori Forteleoni risale al lontano 1999, con progetti effettivi che giunsero in comune nei primi anni 2000, anche se nessun atto amministrativo di accoglimento esiste.
Anche allora l’idea era innovativa. Forse più di oggi. Si proponeva la realizzazione di un centro benessere che oggi è diventato invece una realtà alberghiera.
Rispetto alla prima proposta, che, se non ricordo male prevedeva una cubatura di 6000 mc, adesso si propone una costruzione da 9000 mc con 30 camere e un ristorante.
Questa idea genera dunque una forte concorrenzialità con le imprese esistenti che non navigano certo in acque tranquille. Magari gli imprenditori della ricettività territoriale dovevano essere informati e coinvolti propedeuticamente a questa operazione.
Tornando a Supra Pare… ciò non significa che noi siamo contrari alla realizzazione di nuove imprese turistiche. In questo caso noi siamo innanzitutto contrari alla sua dislocazione che apre un varco nel sistema di regole di cui abbiamo detto prima, una dislocazione che ha necessità di una importante urbanizzazione con sbancamenti e consumo di suolo, dove invece abbiamo zone F già ampiamente urbanizzate sulla statale 128, una delle principali direttrici anche per il turismo montano in Sardegna, meta di motociclisti e viaggiatori.
E torno su punto fondamentale… se stiamo facendo una variante per Supra Pare, per da 9000 mc come facciamo a non farla, ad esempio, per una pastore che ha il terreno in zona vincolata e vuole costruire una scuderia? Questo precedente metterebbe in difficoltà noi come amministratori ma anche gli amministratori che verranno nelle future consiliature. Perché sarebbe un precedente che si trascinerebbe per anni.
Quindi ragionando per paradossi se variante deve essere che lo sia per tutti perché bisogna bilanciare interesse privato e interesse pubblico e stare connessi al principio di equità.
Se stiamo consentendo una variante di quest’importanza in agro stiamo sottraendo al pubblico la possibilità di dare e mantenere le regole.
Quando uno vede che esiste una modalità come questa può dire: “mi fanno costruire in agro, mi fanno la variante, mi lancio anche io” e allora l’attacco al territorio, che anche le precedenti amministrazioni hanno lavorato per salvaguardare, sarà totale!
Così apriamo la breccia contraria a quanto le linee guida del PUC vanno ad ispirare: il recupero del costruito esistente! Abbiamo una possibilità abitativa per 8000 persone a Gavoi… edifici da recuperare e edifici già potenzialmente abitabili. C’è spazio per un vero turismo rurale.
Però se noi sfasciamo il sistema delle regole allora mettiamo a rischio tutti i beni comuni a fatica e con sacrificio finora conservati e tutelati.
E aggiungo ancora qualche elemento di riflessione: il PUC, fin dall’inizio ispirato da idee politiche lungimiranti, si è rafforzato come un processo partecipativo, quello previsto dalle norme e quello spinto, scelto dalla precedente amministrazione, e come minimo ci si aspetterebbe che se si va a smontare e minare quel sistema per soddisfare l’interesse costruttivo di un privato si faccia questo passando per un processo partecipativo!
Come si poteva fare????
Attuando quanto previsto nelle premesse del PUC di Gavoi e indicato come elemento fondante di ogni strumento di Pianificazione generale (Agenda di Rio de Janeiro): “uno sviluppo realmente sostenibile può’ essere ottenuto solo attraverso processi decisionali e di pianificazione partecipativi a tutti i livelli di governo e nelle varie fasi in cui si articolano tali processi”;
● Promuovendo una conoscenza ampia e completa del PUC con una cartografia semplice in grado di fornire ai cittadini gli strumenti indispensabili per valutare adeguatamente le scelte, gli indirizzi programmati e le conseguenze delle scelte;
● Sollecitando una partecipazione effettiva dei cittadini alla analisi e valutazione del Piano, con una serie di illustrazioni ed incontri volti a verificare la condivisione del Piano e la rispondenza delle scelte attuali alle aspettative della popolazione;
Bene, ho tratto dal vostro programma elettorale queste ultime righe… ebbene tutto questo non l’avete fatto in questo caso. Nessun coinvolgimento di cittadini, di portatori di interesse, nessun incontro, nessun processo di partecipazione democratica alle scelte.
Nelle stanze della giunta avete deciso si smontare l’impianto di un PUC che per dare regole certe e a salvaguardia di territorio e rete comunitaria ha chiamato i politici e i cittadini a fare sacrifici.
Non solo avete preso decisioni in questo modo ma, a quanto possiamo leggere dai documenti che ci avete inviato, volete anche evitare il processo di controllo della Valutazione Ambientale Strategica! C’è una lunga relazione in tal senso dell’architetto Pirisi sulla quale mi soffermerò tra un momento…
Ma perché cercare di evitare la VAS ci chiediamo? Non è meglio che quando si fa una variante sostanziale a un PUC si abbia il supporto di tutti gli studi necessari e di tutti gli enti preposti affinché se stiamo cadendo in errore possano correggerci? La VAS ha al suo interno un processo obbligatorio di coinvolgimento dei cittadini e questo è un valore aggiunto che non si dovrebbe voler evitare.
E con questo mi addentro un momento nella relazione dell’architetto Pirisi che cera di convincerci che 9000 metri cubi costruiti in agro non abbiano alcun impatto ambientale solo perché si userà la bio edilizia o si promuoveranno percorsi ambientalistici! Insiste anche sul fatto che la variante non abbia effetti sull’impianto Piano Urbanistico Comunale in quanto si tratta di un unico intervento isolato! Lo capisce chiunque che è esattamente il contrario! La variante mina la coerenza interna del Piano e da che mondo e mondo il principio di non contraddizione regge i ragionamenti logici!
La variante inserita in questo piano è aliena, per rispondere a narrazione con narrazione, e come la processionaria mangerà le foglie di un PUC virtuoso fino a farlo seccare! La conclusione poi che questa nuova volumetria in una nuova zona F che si interseca nell’agro possa portare benefici ambientali non la commento nemmeno.
Per tornare invece alla necessità della VAS do lettura di una contro relazione che produciamo al consiglio:
ndr: il Presidente richiama il Capogruppo dell’Opposizione a restare nei tempi previsti.
Luca Sedda: “Signor sindaco noi, senza dire nulla abbiamo ascoltato lei parlare anche per 25 minuti e più!”
Ndr: Lettura dell’incipit e consegna della Contro Relazione sulla Assogettabilità alla VAS (vedi allegato)
Chiudo ribadendo che non siamo qua a dire no alle cose a prescindere e in modo pretestuoso, sapete che non l’abbiamo mai fatto, siamo qua a dire SI alle cose dove e come si possono fare!
Sa regula esistede po su minore e po su mannu! Depimus essere cunsiderados Totus uguales!




