E’ stata appena fatta una parte di cronistoria dell’intervento in località Supra Pare che siamo oggi chiamati ad affrontare.
L’architetto Pirisi e anche il sindaco hanno giustamente detto che le precedenti amministrazioni avevano interloquito con i privati che propongono il progetto in questione (precedentemente “centro benessere) e che era un progetto inserito nelle proposte di Puc, in un iter che è durato quasi 25 anni. Le varie amministrazioni che si sono susseguite avevano preso i contatti, ma ad onor del vero, e l’architetto Pirisi potrà supportarmi in questo, le amministrazioni di allora non potevano concedere l’approvazione di quel tipo di progettualità perché essendo cambiata, cambiare i vecchi piani di fabbricazione sarebbe stato molto oneroso. Il privato avrebbe dovuto farsi carico non solo degli oneri di fabbricazione e della variante ma anche degli oneri degli studi geologico, idrogeologico etc, che erano in buona sostanza studi richiesti per il Puc ancora in itinere. Altrimenti le amministrazioni avrebbero potuto approvare il progetto in questione già nei primi anni 2000, quando il progetto risultava sicuramente ancora più innovativo.
Perché non è stato approvato subito? E invece è stato inserito nel Puc e non è stata fatta una variante al piano di fabbricazione? Questo è quello che ci è stato detto anche in regione… i privati potevano realizzare la struttura anche ai tempi, ma avrebbero dovuto farsi carico di una mole di progettazione insormontabile, o per lo meno con un carico economico che gravava sul costo del progetto e quindi si attese il PUC.
Noi, scartando quel tipo di approccio, non abbiamo avuto quel tipo di interlocuzione con i privati ma abbiamo voluto mettere tutti i cittadini allo stesso livello al momento dell’attuazione del piano. Quindi il Puc doveva essere equo, e così si è tenuto il consolidato delle zone F già concesse. Questa del progetto Supra Pare era un ipotesi, non era ancora stata concessa da nessuna delle amministrazioni precedenti, come non c’era da parte delle stesse nessun accordo e le carte lo testimoniano. Noi, in buona sostanza, non siamo contrari a questo tipo progettualità, ma siamo contrari alla modalità con cui ci si arriva.
Il sindaco dice che noi così sulle zone F avremmo potuto incentivare la speculazione, ma anche il Comune stesso è proprietario di una zona F nel lago con volumetrie già acquisite, quella di Molentinu, (e non penso che il comune voglia fare speculazione). Poteva essere messa sul tavolo dei privati che avevano un idea di questo tipo. È servita dalla 128, è del Comune e quindi nessun tipo di speculazione. Ci poteva essere una trattativa.
(ndr. l’ass. Mario Buttu chiede se il comune avrebbe dovuto cedere quell’area ad un privato?)
Le soluzioni tecniche non sta a me darle, io dico che la zona F c’è, il Comune poteva trovare soluzioni tecniche per poterla valorizzare, perché quella zona è comunque in una situazione di abbandono, ma l’ipotesi di poterla valorizzare con un progetto come questo non è neanche stata presa in considerazione.
Quindi noi siamo sicuri che questa può essere una proposta, qualora venisse realizzata, che può portare beneficio, anche economico alla comunità, ma il criterio fondamentale per la variante che stiamo affrontando in questo momento pone degli altri quesiti, che non sono avulsi dalla questione e che dobbiamo prendere in considerazione.
Quello che affermava il capo gruppo Sedda prima è importante, perché è vero che si stanno concedendo delle volumetrie che potrebbero essere simile a quelle di un ipotetico intervento nella attuale zona agricola ma questo non è uguale ovunque, tranquilli che in quella zona nessun pastore, anche avendo volumetrie, si sognerebbe di fare delle scuderie per quella cubatura.
In regione, e l’architetto Pirisi era presente, siamo stati lodati per la coerenza del piano, che per gran parte era uguale a ciò che era stato studiato dalle altre amministrazioni. C’è stata un accanimento contro l’approvazione del Puc, attaccato perché “ingessava il paese”, che non si poteva più cambiare, e oggi a distanza di due anni possiamo dimostrare il contrario votando per una possibile variante. È una possibilità che esiste sempre.
Non abbiamo ingessato il paese ma mantenuto sempre quella coerenza di cui parlavo e che la regione stessa ha lodato, anche con scelte dolorose, negando delle osservazioni a pastori che avrebbero voluto ampliare la propria azienda.
E m’est costau meda a li negare, a unu pastore comente a mene, sa possibilidade de mezorare s’azienda!
Ma per coerenza abbiamo deciso che quello purtroppo non poteva essere concesso… coerenza appunto. Perché allora se stiamo decidendo di aprire alle zone agricole di Catzida che possono essere trasformate in zone F dobbiamo aprire anche alle altre zone agricole, perché sono tutte attività produttive, sono tutti figli di Gavoi che hanno diritto a una possibilità di realizzare la propria impresa, come ce l’hanno i Forteleoni nel loro terreno.
Concludo su un aspetto che ha toccato prima il sindaco: siamo stati tacciati di non aver perseguito tutti i passaggi della partecipazione pubblica in attuazione del PUC. Questo è stato smentito dalla Regione che ha approvato il Puc perché abbiamo rispettato tutte le norme che trattavano di pubblicizzazione e di partecipazione democratica compresa la V.a.s. e qui invece si intendono fare le cose post e non ante.
La partecipazione si chiede prima, non quando si è già stata approvata la variante! Un processo che noi abbiamo fatto prima.
Perché io sono convinto che alcuni cittadini magari avrebbero accolto favorevolmente la proposta di variante, ma qualcuno avrebbe supportato la nostra tesi, chiedendo di interloquire con i privati e valutare le zone F già di proprietà del Comune ad esempio.
(ndr. Il sindaco dichiara che l’amministrazione di Comunidade non ha aperto un dibattito pubblico prima dell’approvazione del Puc).
Noi abbiamo rispettato tutta la normativa riguardo la partecipazione democratica nell’attuazione del Puc, lo potete leggere nella relazione dell’’ingegner Porcu. Leggo:
“n. 9 Incontri pubblici della Commissione Urbanistica, Lavori Pubblici, Infrastrutture, Patrimonio Comunale e Ambiente per discutere sulle tematiche relative al Piano Urbanistico comunale in preparazione agli incontri con i progettisti del Piano stesso, per prendere visione delle carte e dei documenti al fine di discuterne, elaborare proposte e iniziare a predisporre le eventuali osservazioni prima dell’avvio ufficiale della fase consultiva e, infine, per fornire un resoconto sullo stato d’avanzamento nelle varie fasi. Nello specifico si fa riferimento alle seguenti commissioni dal 2015 al 2017:
1. Commissione del 18 settembre 2015.
2. Commissione del 12 novembre 2015
3. Commissione del 19 novembre 2015…
Etc.”
Noi il processo partecipativo lo abbiamo rispettato, con ben nove commissioni tematiche a cui hanno partecipato anche i tecnici incaricati, assieme ai tecnici di Gavoi e ai cittadini.
Concludo ribadendo che noi tutti qui siamo chiamati a tener conto non soltanto dell’aspetto economico, ma soprattutto della modifica che stiamo apportando al Puc, trasformando una zona agricola in zona F. A prescindere da come vada questa votazione tutti i consiglieri devono essere consci del fatto che questo voto avrà comunque delle ricadute future, se in positivo o negativo lo sapranno solo i posteri.
Stiamo aprendo una strada diversa rispetto a come si possono affrontare le cose.
Aggiungo che alle commissioni si poteva partecipare, erano libere e aperte, ma qualcuno ha scelto di non partecipare!




